www.giornalelirpinia.it

    20/11/2017

Lacedonia, al Mavi il riconoscimento di museo di interesse regionale

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia9_mavi_lac.jpgLACEDONIA – “La giunta regionale delibera di attribuire lo status di museo di interesse regionale al Mavi – Museo antropologico visivo irpino, con sede a Lacedonia in Largo Tribuni n. 61, appartenente alla Pro Loco Gino Chicone”.

La deliberazione dello scorso 18 ottobre, pubblicata due giorni dopo sul bollettino ufficiale della Regione Campania, ha dunque consentito alla struttura museale lacedoniese e a tutti quanti hanno lavorato a questo fine, di tagliare l’ambito traguardo. Da ieri, infatti, il Mavi, che espone gli oltre milleottocento scatti che Frank Cancian fece a Lacedonia nel 1957, esiste a tutti gli effetti ed è riconosciuto dall’ente regionale. Un epilogo in realtà anticipato già nello scorso agosto quando, nel corso del convegno tenuto a Lacedonia sulla rete museale, Federico Lomolino, funzionario regionale presso l’unità Musei e biblioteche, diretta da Anita Florio, portò la notizia del riconoscimento dell’interesse regionale da parte della sua unità.

C’è grande soddisfazione - si legge in un comunicato - tra tutti coloro che hanno lavorato perché si giungesse a questo risultato. “Un grande risultato – esulta il direttore del Mavi, Antonia Pio – che ci ripaga dei tanti sacrifici fatti in passato. Sentiamo di ringraziare i funzionari regionali che si sono interessati alla nostra istanza e alla nostra struttura, consentendoci di arrivare a questo traguardo. La soddisfazione è davvero tanta, e sarà una molla per andare avanti nel nostro lavoro, insieme alla Pro Loco e alla preziosa collaborazione degli amici di LaPilart”. Soddisfazione viene espressa anche dal sindaco di Lacedonia Antonio Di Conza: “Si tratta senz’altro di un brillante risultato. È mio dovere esprimere un sentito ringraziamento a quanti si sono prodigati e hanno collaborato alla nascita di questo museo, che oggi vede ufficialmente la luce. Il fine era quello di ottenere il riconoscimento regionale, e per questo dobbiamo essere grati ai funzionari dell’ente che vi hanno lavorato. Mi preme inoltre rivolgere un ringraziamento al consigliere regionale Maurizio Petracca per l’impegno che ha profuso per ottenere questo traguardo”.

Cos’è il Museo antropologico visivo irpino - Il Mavi, che verrà inaugurato il prossimo 9 agosto, ha sede in uno stabile dell’Ottocento nel cuore di Lacedonia, in passato adibito a carcere circondariale e poi a pretura mandamentale e ristrutturato dopo il sisma del 1980, a due passi dallo storico Istituto magistrale “Francesco De Sanctis”.

È figlio della curiosità di un giovanissimo antropologo, prima, e della passione civile di un gruppo di lacedoniesi, poi. Il Museo antropologico visivo irpino è un progetto che nasce alcuni anni fa, dopo la pubblicazione del libro “Lacedonia, un paese italiano, 1957”, di Frank Cancian. Elemento fondante del museo è costituito dalle 1801 foto che il professor Cancian ha messo a disposizione dei visitatori. Si tratta di immagini scattate tra il gennaio e il luglio del 1957, periodo che l’allora ventiduenne Cancian trascorse a Lacedonia dopo aver vinto una borsa di studio con La Sapienza di Roma. Le foto sono preziosissime (non a caso hanno avuto l’immediato ed entusiasta sostegno della Sovrintendenza e della Regione), perché ci restituiscono con vivace immediatezza e con forte impatto visivo ed emotivo lo spirito di quel tempo e di quel mondo contadino ormai scomparso a seguito dell’emigrazione, dopo le enormi trasformazioni del secondo dopoguerra.

Si tratta di scatti che ritraggono i cittadini di un piccolo paese dell’entroterra irpino nella loro quotidianità: al lavoro, a scuola, in casa, nelle masserie, durante le processioni, al bar, in piazza, nel corso di cerimonie. Volti ed espressioni che affermano con incisività ciò che non sempre si ritrova nelle testimonianze scritte.

La ricerca di materiale finora ritenuto di scarso valore per la storia (proverbi, canzoni, foto, quadri) è dunque l’obiettivo del museo: il tutto andrà ad arricchire la già copiosa collezione Cancian.

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com