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    20/04/2018

Libera: «Nel Vallo di Lauro presenza ancora forte della camorra»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_libera.jpgVALLO DI LAURO – “Non si può rimettere tutto al lavoro eccellente delle forze dell'ordine e della magistratura. Quando intervengono loro è già troppo tardi. II tessuto sociale e quello istituzionale sono contaminati. È quello che da oltre un anno il coordinamento provinciale di Libera ad Avellino – dichiara in una nota la referente Emilia Noviello – sta denunciando. Gli episodi che complessivamente descrivono un quadro della criminalità organizzata, tutt'altro che svanita, sono innumerevoli. Solo un anno fa, dopo le intimidazioni all'ex-ispettore di polizia Roberto Baccichet, era stato organizzato un sit-in davanti la sede del Comune di Pago Vallo Lauro cui però parteciparono veramente in pochi. Sede del Comune oggi oggetto della cronaca più nutrita. A partire dalle indagini condotte dalla Dda di Napoli che hanno portato al processo nei confronti dell'ex primo cittadino, alla commissione di accesso agli atti ritenuta necessaria dalla prefettura di Avellino. Non ultime, per quel che concerne la cronaca del Vallo di Lauro, le notizie della sparatoria nei confronti di un uomo non immune dagli intrecci con la malavita e l'esplosione di due autovetture.

Una lista di notizie terribili che certamente ci allarmano sulla presenza ancora forte della camorra. Ma che ci raccontano qualcosa di intimamente profondo. Per un verso ci dicono come i clan hanno imparato a fare affari, ossia accaparrandosi fette sempre più cospicue di amministrazione. Questo succede a Pago, ma succede in tantissimi altri Comuni, non da ultimo Scafati, tappa regionale della XXIII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Inoltre, a ben guardare, da questa narrazione "nera", emerge un dato che per certi versi ci rassicura: le forze dell'ordine e la magistratura fanno il loro dovere. Allora, quello che manca, è tutto il resto.

Il Vallo di Lauro ha occupato pagine e pagine di cronaca anche nazionale a causa della lunga faida tra i Cava e i Graziano. Su quel territorio, in passato, si sono accesi molti fari, in molti ci hanno messo piede. Eppure oggi, nonostante la situazione sia allarmante, il Vallo e Pago in particolare sembrano "terre di mezzo", abbandonate a se stesse e rimesse alla capacità e alla volontà di singoli cittadini onesti di provare a raccontare qualcosa di diverso.

Questo però non può bastarci. Non può bastarci proprio perché quel posto è molto di più che pagine di cronaca nera. Quel posto, per tutta la storia anche criminale, che porta dentro di sé, meriterebbe l'impegno di tutti, associazioni, partiti, sindacati, università. Affinché quella storia non resti solo il titolo drammatico di un articola di giornale, ma diventi motore di ricerca, che unito al potenziale immenso che i beni confiscati esistenti in quei Comuni hanno, occorre dare vita ad un circuito virtuoso di conoscenza e sviluppo, uniche vere armi contro la mafiosità di certi territori.

Per fare questo occorre che ognuno senta forte il peso di questa responsabilità. Occorre che ognuno senta forte il peso di tutte quelle vittime che avremmo potuto evitare, se solo avessimo avuto il coraggio di prenderci cura di più dei nostri luoghi e di creare più comunità”.

 

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