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    19/10/2018

Montella: rubavano e riciclavano trattori, una donna il capo della banda

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri9_trattori_mont.jpgMONTELLA – Dalle prime ore della mattinata odierna i carabinieri della compagnia di Montella sono impegnati per l’esecuzione di 5 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Avellino nei confronti di altrettanti soggetti dediti alla commissione di azioni predatorie ai danni di imprenditori agricoli.

I dettagli dell’operazione saranno resi noti nel corso della conferenza stampa prevista per le ore 11.30 odierne presso la sede del comando provinciale dei carabinieri di Avellino.

Aggiornamento del 6 aprile 2018, ore 12.33 - Questa mattina i carabinieri della compagnia di Montella, a seguito di complessa indagini hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura coercitiva, emessa dal Gip del Tribunale di Avellino nei confronti di 5 soggetti [2 coniugi di Montella  sottoposti alla custodia cautelare in carcere; un 53enne di Lioni ed un 33enne di Montecorvino Rovella (SA) sottoposti alla misura degli arresti domiciliari ed un 40enne di Giffoni Valle Piana (SA) colpito dall’obbligo di dimora nel Comune di residenza]. Altre quattro persone risultano tuttora indagate per ricettazione in stato di libertà: si tratta di due agricoltori di Lioni, di un operaio di Calitri ed un allevatore di Savignano Irpino.

I provvedimenti –  come illustrato nel corso di una conferenza stampa svoltasi qusta mattina presso la sede provinciale del comando carabinieri di Avellino – conseguono a complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino diretta dal procuratore Rosario Cantelmo, svolta da maggio dello scorso anno con attività tecniche e tradizionali, nei confronti di un gruppo di soggetti altamente specializzato dedito alla commissione di azioni predatorie ai danni di imprenditori agricoli. In particolare, l’attività trae origine da un controllo effettuato nottetempo dai carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Montella che, durante lo svolgimento di un servizio perlustrativo, rinvenivano fermo sul ciglio della strada un trattore, rubato poco prima da una locale azienda agricola.

L’iniziale attività info-investigativa che è stata supportata e riscontrata da numerose perquisizioni, con rinvenimenti e sequestri di ingente quantitativo di  attrezzi agricoli e da lavoro e  mezzi agricoli rubati, ha fatto emergere l’atteggiamento estremamente prudente tenuto dai soggetti che nonostante i sequestri operati hanno continuato a svolgere la loro attività delittuosa, ad ulteriore dimostrazione della pericolosità degli indagati, già “esperti” della metodologia d’indagine, sintomo della loro forte personalità trasgressiva.

Gli approfondimenti info-investigativi permettevano di documentare:

- le responsabilità di due coniugi di Montella, lui 49enne e lei 45enne, promotori e coordinatori delle azioni furtive, che impiegavano gli altri complici indagati nel compimento dei furti e nella commercializzazione delle macchine rubate. In particolare il ruolo primario e centrale della donna in posizione quasi egemonica rispetto agli altri ed al marito, decisivo quindi il suo ruolo apicale.

- una consolidata professionalità e specializzazione estrinsecatesi nell’individuazione delle aziende ove compiere i colpi, nonché dei mezzi da asportare secondo le esigenze, nella valutazione dei rischi, nella scelta delle modalità esecutive, nell’attività di studio e preparazione dei colpi da mettere a segno, nella falsificazione di documenti e nella dissimulazione dei mezzi e loro manipolazione al fine di ostacolarne il riconoscimento e quindi l’illecita provenienza;

- una profonda volontà di assecondare le precise richieste dei potenziali clienti;

- molteplici furti di macchine, attrezzi ed utensili di impiego agricolo, commessi nell’area dell’Alta Irpinia, nel Salernitano e nel Viterbese, con contatti con ambienti delinquenziali anche della provincia di Terni e Grosseto;

- una successiva attività di riciclaggio della refurtiva, preceduta dall’adozione di meticolosi accorgimenti utili a dissimularne le originarie caratteristiche ed alterarne i documenti di circolazione.

Progressive operazioni di perquisizioni permettevano di recuperare, oltre a numerosa attrezzatura come decespugliatori, frese, motoseghe, trapani, ecc., in parte restituita agli aventi diritto ed in parte donata su disposizione della Procura di Avellino ad un ente di beneficenza, anche quattro trattori ed un escavatore, per un valore complessivo di circa 150mila euro, restituiti agli aventi diritto.

Aggiornamento del 27 aprile 2018, ore 11.35 - Il Tribunale del riesame ha confermato le misure coercitive per i componenti della "banda dei trattori" destinatari di provvedimenti emessi dal Gip del Tribunale di Avellino, eseguiti lo scorso 6 aprile all'esito di complessa attività di indagine svolta dai carabinieri della compagnia di Montella.

 

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