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    16/10/2018

Nel castello di Monteverde il museo del grano e della civiltà contadina

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Monteverde, il castelloMONTEVERDE – È stato  inaugurato, questa mattina, a Monteverde il Museo interattivo del grano e della donna nella civiltà contadina. Le sale dell’imponente castello longobardo e gli ineguagliabili paesaggi che quasi si insinuavano nei finestroni aperti sulla Valle dell’Ofanto hanno fatto da sfondo alle immagini che si proiettavano sui muri antichi per percorrere un tratto di storia (1880 – 1980) in cui  la vita a Monteverde, ma anche in tutti i paesi del Mezzogiorno, attraversava vicende tristi e distruttive (emigrazione, guerre e terremoti).

È stato il sindaco Francesco Ricciardi ad aprire, di fronte ad una affollata platea, riunita in un ampio salone del castello, le valutazioni sull’importanza e sulla originalità del Museo interattivo. Dopo i saluti ai partecipanti e a quanti hanno collaborato per l’allestimento dei testi e delle immagini, non ha mancato di sottolineare le difficoltà che ha comportato l’apertura del tipo particolare di museo che si allinea con la modernità, attraverso l’uso di una strumentazione all’avanguardia. Ha fatto eco al sindaco il giornalista Generoso Picone che, nella sua veste di moderatore, ha sottolineato l’importanza del tema proposto “donna – grano” come simboli di vita e di civiltà. “La donna – ha detto Picone – è stato il cardine della civiltà contadina affrontando il duro lavoro dei campi e  le sofferenze della sua stessa natura”.

La parola è passata ai dirigenti scolastici presenti. Per prima ha relazionato Alfonsina Manganiello, ds reggente delle scuole di Lacedonia, che ha posto l’accento sulla straordinarietà dei luoghi e sulla bellezza della natura verde, aperta, ricca di spazi. “Queste potenzialità, abbinate quasi sempre ad una intelligenza viva, dovrebbero orientare tutti i dirigenti scolastici e gli amministratori ad avere più sinergia per fare in modo che i giovani riescano a restare nei luoghi di nascita”.

Particolarmente articolato l’intervento del dirigente scolastico di Calitri Gerardo Maffucci che, dopo aver parlato brevemente di Monteverde e della manifestazione “Adotta un paese”, ha esortato il mondo della scuola a scendere nella realtà. Riferendosi più direttamente al tema del Museo ha sostenuto che “proprio le donne hanno fatto nascere la civiltà e per prime hanno fatto il pane”.  “Il Museo di Monteverde – ha continuato – prova a mostrare ai visitatore un esempio di memoria dinamica e non statica. “Si potrebbe dire – ha concluso – che i musei in futuro dovrebbero ispirarsi al “modello Monteverde”.

La preside Rita Melchionne  della scuola De Amicis-Masi di Atripalda ha lodato il gioco di squadra adottato dall’amministrazione di Monteverde che è riuscita a creare una struttura museale di così alto livello, capace di parlare, nella maniera più semplice, di storia e di civiltà. La preside ha promesso che le gite dei prossimi anni saranno orientate alla conoscenza del territorio per far ritrovare ai giovani  il senso di appartenenza.

È intervenuto, a questo punto, il direttore artistico del Museo Silvio Sallicandro. Dopo aver giustificato le ragioni che hanno portato a concentrare  le immagini del Museo in un tempo che va dalla grande emigrazione a Monteverde (1880) al terremoto del 1980, ha ringraziato i collaboratori Pietro Guglielmo e Salvatore Salvatore che hanno fornito alcuni loro scritti per l’allestimento delle scene e delle descrizioni.

A chiudere la manifestazione sono intervenuti i politici della Regione Campania, Maurizio Petracca, presidente della commissione Agricoltura, e Serena Angioli, assessore ai Fondi europei. Il primo ha sottolineato le potenzialità che ha l’Alta Irpinia e ha annunciato alcune iniziative che proveranno, nel più immediato futuro, a coniugare cultura e turismo. Gli ha fatto eco l’assessore Angioli che ha esaltato l’iniziativa del Museo e ha garantito la disponibilità della Regione ad avviare progetti che possano non solo valorizzare la zona, ma creare le condizioni per una nuova occupazione.

 

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