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    11/12/2018

L’evento/Strage di Capaci, a Palazzo Macchiarelli l’incontro con Bianconi

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia10_mont_macchi.jpgMONTORO – Nel gennaio del 1992, l’anno in cui Giovanni Falcone sarà ucciso, arriva una serie di buone notizie, nell’ordine: la condanna di Vito Ciancimino a 10 anni di carcere, la legge sull’istituzione della Procura nazionale Antimafia (alla guida della quale di lì a poco egli stesso si candiderà) e soprattutto la sentenza della Corte di Cassazione sul maxiprocesso che annullerà le assoluzioni dei capimafia precedentemente prosciolti. L’epilogo di un lungo decennio di tanta fatica e ben poche soddisfazioni, che culminerà nella strage di Capaci prima e in quella di via D’Amelio poi, passando per Tangentopoli e la sconfitta storica del pentapartito.

Giovanni Falcone è stato consegnato alla storia come un eroe invincibile, ritratto peraltro in forma di fiero rapace da un suo amico pittore, nel quadro che recò con sé a Roma quando fu praticamente costretto a lasciare Palermo per non finire a fare il passacarte, ma è stato a lungo intralciato, per quanto ciò appaia impensabile, e considerato un rompiscatole, un contendente, un protagonista, un antagonista, dalla mafia e da quanti avrebbero preferito e hanno continuato a convivere con lo stato dei fatti dopo la sua morte: un nemico (da qui il sottotitolo del libro) della criminalità ma anche di chi non voleva o aveva paura di combatterla.

Uno scenario in cui l’ombra della corruzione sulla rotazione dei collegi giudicanti, gli appalti truccati, gli incontri tra boss ed esponenti politici diventano quasi elementi di una sceneggiatura fantastica sullo sfondo dell’immanente, insieme ai reati contro il patrimonio con la cementificazione selvaggia, tema molto caro a Slow Food che sostiene la campagna “Salviamo il paesaggio” (www.salviamoilpaesaggio.it), cui sarà dedicato questo appuntamento, mercoledì 30 maggio, con inizio alle ore 18:30, a Palazzo Macchiarelli in Montoro, nell’ambito del Progetto Itinera, a ventisei anni di distanza.

Le domande saranno poste all’autore da Maria Elena Napodano, giornalista e fiduciaria di Slow Food Avellino. Saranno invitati a portare i propri saluti: l’amministrazione comunale di Montoro nella persona del sindaco Mario Bianchino, il presidente di Slow Food Italia Nino Pascale, il consigliere nazionale Slow Food Lucio Napodano, la rete Salviamo il paesaggio e le associazioni impegnate nella tutela del territorio.

Al termine dell’incontro i cuochi dell’Alleanza e la cantina Nardone di Venticano, in collaborazione con l’Isiss “G. Ronca” di Solofra, presenteranno la degustazione “Prendiamoci gusto con la legalità”. L’ingresso è gratuito.

 

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