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    19/06/2018

A Bonito l’arte di strada di Francisco Bosoletti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia10_bonit1.jpgBONITO – È tornato a Bonito  l’artista argentino di “Street art” Francisco Bosoletti per dare ancora una volta al paese una ventata di fantasia, arte e rivoluzione. Già in passato i bonitesi hanno avuto l’onore di ospitarlo in occasione della manifestazione “Collettivo Boca Contest” che si occupa di mettere in pratica e promuovere attività finalizzate alla valorizzazione di contesti rurali e urbani in modo da collegare l’arte pubblica alla rigenerazione del territorio.

Incontrando l’artista per strada, ho avuto il piacere di scambiare qualche parola con lui. Ha raccontato che grazie a questo lavoro è sempre in giro per il mondo e, negli ultimi anni, specialmente  in Italia.

“A Napoli ho lasciato il mio cuore”, ha detto, esaltando l’accoglienza familiare che ha trovato in questi nostri luoghi. L’ultima sua  geniale “creazione” si intitola “Genesi” ed è suddivisa in tre parti: un volto, un ventre e delle mani. Il ventre femminile, rappresentazione dell’universo, cela l’uovo cosmico, primordiale nucleo di energia vitale. Le sue mani porgono l’oro liquido, la scintilla vitale presente in tutte le cose. I suoi occhi invitano a seguire il tenue filo luminoso che guida le nostre esistenze nel labirinto del mondo. Ogni cosa ha un significato specifico e messe insieme completano l’immagine formando un’unica evanescente figura.

L’artista sceglie i soggetti da dipingere in base al paesaggio che si ritrova di fronte. Ciò che lui vede, che percepisce, gli fa da ispirazione. Ricostruisce così la sua sensazione, attraverso una mescolanza  di scienza, cultura, religione, arte, mitologia, e le dà una forma concreta e intrinseca di significati da interpretare. In questo caso osservando i luoghi e le immagini scelte a Bonito il tema principale è l’elemento del fuoco. Il fuoco come principio vitale che riassorbe in sé tutto ciò che da esso si è generato e che da esso dovrà nuovamente nascere, così come il paese che nonostante sia soggetto alla potenza distruttiva di frane, terremoti e altri disastri naturali, è sempre capace di apprezzare e accogliere i frutti generosi della terra.

“Chiudi gli occhi. Sono io la luce. Cammina sulle mie macerie. Sono il fuoco che le ricostruisce. Accostati al mio ventre. Sono il cosmo che respira. Entrami dentro”.

Con questo piccolo pezzo di una canzone argentina dell’artista Rodrigo Amarante, Bosoletti introduce il suo murales, mettendo al centro dell’attenzione il fuoco, che la giornalista Giuseppina Ottieri così descrive: “Da sempre celebrato dagli uomini come principio di creazione e distruzione, di illuminazione e purificazione, di entità tangibile e immateriale insieme, che mutando resta simile, discorde armonia di tutte le cose, forza primigenia che regola la legge degli opposti. Mediatore tra gli dei e gli uomini, tra lo spirito e la materia”.

 

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