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    26/06/2024

Ospedaletto: torna la juta tra fede, tradizione e folclore

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia12_juta.jpgOSPEDALETTO D’ALPINOLO – La Juta appartiene alla comunità di Ospedaletto, è il rito che apre e chiude un cerchio: chiude il ciclo dei pellegrinaggi alle Sette Madonne - in giro per la Campania - e apre l’attesa per il ritorno della Candelora a febbraio. Un punto di sintesi che, nella sua musica e nei suoi colori, nelle danze, nelle tammorre e nelle paranze, vede confluire un ampio, diffuso ed estremamente vivace movimento che attraversa tutto il Sud, con i suoi luoghi e e i suoi popoli capaci di esprimere con forza la propria identità ed il proprio legame con le tradizioni.

Non solo fede, ma anche cultura e folklore caratterizzano i pellegrinaggi al santuario di Montevergine per rendere omaggio all’effige della Madonna Nera. E quest’anno per la XXIV edizione la direzione artistica è affidata a Fiorenza Calogero, una delle più profonde interpreti della canzone tradizionale italiana.

Tra world music, canzone popolare, teatro e cinema la sua carriera sembra uno studio di etnografia che va ben oltre l’esperienza artistica. E tra i suoi numi tutelari compaiono personaggi che hanno fatto la storia del teatro e della musica contemporanea, uno su tutti Roberto De Simone. Il legame tra il teatro impegnato e la musica tradizionale è la naturale evoluzione del suo percorso di crescita. L’incontro con Marcello Vitale, compagno di vita, di arti e di mestieri (Vitale è un chitarrista virtuoso di chitarra battente) ha rappresentato per Fiorenza Calogero la definizione di un suono personale e riconoscibile, che le ha permesso di entrare in contatto con artisti e maestri del calibro di Enzo Avitabile, produttore artistico del suo quarto disco “Nun tardare sole”, finalista della sezione interpreti del Premio Tenco 2016.

La riscoperta di un autore del passato come Raffaele Viviani porterà Fiorenza Calogero a misurarsi con una lingua armoniosa e spigolosa al tempo stesso. Cinema e fiction sono state per lei esperienze fugaci, ma vissute su set prestigiosi: il primo approccio con il grande schermo è legato comunque al ruolo di cantante nello splendido “Passione” di John Turturro, presentato alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e in “Enzo Avitabile Music Life” del premio Oscar Jonathan Demme (per “Il Silenzio Degli Innocenti”).  Da attrice nel 2020 ha fatto parte del cast de “Il commissario Ricciardi” di Maurizio De Giovanni, andato in onda su Rai 1, con la regia di Alessandro D’Alatri, nel quale ha interpretato Marietta ‘a guardaporte, nel quinto episodio dal titolo Vipera”. E ha preso parte anche alle riprese del film “Qui rido io”, con la regia di Mario Martone, anch’esso in concorso alla 78° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2021.

«Sono felice e onorata di ricoprire questo ruolo – spiega Fiorenza Calogero – e ringrazio il sindaco Luigi Marciano che mi ha riconosciuto questa opportunità. Sono profondamente legata e devota a Mamma Schiavona, affascinata da questo culto che tiene in sé leggenda, storia e tradizioni, oltre ad una profonda fede. E la nuova veste grafica della Juta ci racconta proprio questo, di un legame tra la Madonna di Montevergine e i valori della comunità di Ospedaletto che – attraverso l’artwork realizzato da Renna Creative – si esprimono in una simbologia colorata ed essenziale, in grado di rappresentare anche tutto il popolo della Juta».

In attesa della grande festa collettiva dal 10 al 12 settembre, si comincia a respirare l’atmosfera con l’anteprima del 13 agosto in Piazza Demanio, dove sarà allestito il palco per lo spettacolo “La voce della tradizione” di Biagio De Prisco, previsto a partire dalle ore 21: «Per l’evento Aspettando La Juta 2022 ho voluto fortemente Biagio De Prisco che, a mio avviso, è l’ultima espressione autentica della tradizione – spiega Fiorenza Calogero - un giovane contadino dell’Agro Nocerino-Sarnese, che si sveglia all’alba per lavorare la terra. Fiero delle sue radici e del suo lavoro, tramanda la nostra tradizione musicale affinché non scompaia la nostra identità culturale. E lo fa portando in giro i più antichi canti devozionali, con una voce tanto rara quanto universale. Con lui ad esibirsi ci saranno i veterani e i talenti della tradizione. Dal Maestro Fortunato Carotenuto, detto 'O Professore, a Marianna Ricciardi originaria del Cilento, bravissima con i tamburi, che spesso si alterna al cantore Luigi 'O Russolillo e a Nino Conte - talento della fisarmonica, specializzato nel mood popolare – insieme a Giocondo Picariello. Con questi grandi rappresentanti è nato il concerto “La Voce della Tradizione”, prodotto da Migrazioni Sonore, di cui potremo godere insieme ad Ospedaletto per cominciare ad entrare in contatto con il rituale della Juta e con i suoi ritmi».

 

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