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    26/06/2024

Territori e formazione: sì al protocollo d’intesa tra Città dell’Alta Irpinia e Unisa

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia13_unisa_sdl.jpgSANT’ANGELO DEI LOMBARDI – L'Area pilota Città dell'Alta Irpinia, rappresentata dalla presidente Rosa Anna Maria Repole e l'Osservatorio sui processi formativi e l'analisi territoriale dell'Università degli Studi di Salerno, di cui è responsabile scientifico la professoressa Emiliana Mannese - e rappresentato dalla direttrice professoressa Paola Aiello - hanno formalmente sancito una collaborazione quinquennale attraverso la firma del protocollo di intesa per la formazione, l'analisi territoriale, l’orientamento generativo, la costruzione di comunità pensanti e lo sviluppo sostenibile nell'Alta Irpinia.

Unite da volontà e intenti comuni, le due istituzioni lavoreranno insieme, attivamente, per promuovere l’educazione permanente, la formazione continua, l’orientamento generativo, le comunità pensanti e lo sviluppo sostenibile nell’Alta Irpinia, impegnandosi per raggiungere diversi obiettivi chiave, tra cui:

- Formazione: promuovere l’accesso all’istruzione, all’educazione permanente e alla formazione continua per le comunità locali, con particolare attenzione a programmi di sviluppo delle competenze e valorizzazione dei talenti.

- Analisi territoriale: condurre ricerche e analisi per comprendere le dinamiche territoriali, le esigenze sociali ed economiche, identificando le necessità formative e occupazionali delle comunità locali e le opportunità di sviluppo sostenibile.

- Orientamento generativo: sviluppare programmi educativi che preparino, accompagnino e sostengano i soggetti verso percorsi educativi e professionali, promuovendo una visione positiva del futuro.

- Costruzione di comunità pensanti: favorire la creazione di comunità locali capaci di pensare criticamente e partecipare attivamente alla vita sociale ed economica dell’area, diffondendo buone pratiche in materia di formazione e analisi territoriale.

- Sviluppo sostenibile: promuovere pratiche e iniziative che contribuiscano a uno sviluppo sostenibile nell’Alta Irpinia, considerando aspetti economici, sociali, culturali e ambientali.

Tre le iniziative già in campo che segnano l’inizio di questo progetto condiviso: il Festival Comunità pensanti e orientamento generativo, la scuola estiva Orientamento generativo e sistemi organizzativi, il laboratorio permanente sui territori dal titolo Orientamento generativo e infine il Premio Comunità Pensanti.

Un progetto innovativo e ambizioso per le aree interne, spiega Rosa Anna Maria Repole, presidente di Città dell’Alta Irpinia: «È il primo atto che viene formalizzato con l'Università di Salerno e nello specifico con l'Osservatorio, proprio per garantire continuità ad un percorso che riguarda i territori e la formazione. Ancor di più è significativo per la comunità dell’Alta Irpinia – che conta circa 50 mila abitanti – proprio perché oltre ai progetti è fondamentale arricchire il pensiero, nutrire la cultura, creare partecipazione intorno a temi importanti per il futuro che ci interrogano e ci fanno riflettere sul valore del territorio, stimolandoci ad agire contro la povertà educativa che oggi è un'emergenza per tutti i territori, in particolare per quelli che già soffrono lo spopolamento».

Una sinergia tra approcci culturali e politici che finalmente si realizza, commenta la professoressa Emiliana Mannese: «Questo è un progetto che nasce da un lungo percorso. L'Osservatorio sui processi formativi e l'analisi territoriale è attivo da più di 15 anni. È una realtà che mette insieme un'azione culturale della pedagogia - intesa come azione di riflessione sulla formazione della persona e i territori - e la politica, proprio nel senso di comunità pensanti, comunità che decidono di ritrovarsi intorno ad un principio imprescindibile, partire dall'uomo per ritornare all'uomo. In questo momento storico la vera crisi è immaginarci comunità, perciò abbiamo immaginato questo processo di cooperazione tra realtà territoriali e regionali. Partiremo dal Festival che si terrà tra il 5 e il 7 luglio negli spazi dell’abbazia del Goleto e andremo avanti con gli altri eventi immaginati, che sono in costante evoluzione. Anche con il mio gruppo di ricerca stiamo pensando ad un'azione importante, dinamica, significativa per la ricerca su cui da tempo ci concentriamo e che ci ha portati all’elaborazione della teoria dell'apprendimento generativo. Così per il nostro territorio sarà importante ospitare per la prima volta un festival legato ai temi pedagogici, dove per pedagogia si intende un’azione di rinnovamento del pensiero sull'uomo. Le aree interne sono un punto fondamentale dal quale ripartire, in un sistema paese dove l’altrove, l'andare lontano, è vista come la soluzione. In realtà i nostri luoghi, le nostre tradizioni, la nostra anima territoriale è ricca e profonda, come le comunità che attraversano i territori, con il Protocollo intendiamo riconoscere valore a questo patrimonio».

 

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