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    24/11/2017

Comune/Gruppo Pd, le regole che dividono

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica6_festa_gianluc.jpgAVELLINO – Il regolamento proposto dal direttorio provinciale del Pd come stella polare del gruppo consiliare di Avellino non ha contribuito a smussare i contrasti interni, ma, al contrario, lascia immutata l'area del dissenso. Sia il terzetto Festa, Genovese, Negrone che fa capo al leader di Davvero, sia l'altro terzetto formato dai dameliani Salvatore Cucciniello e Medugno e dalla De Iorio, che si proclama autonoma, non hanno firmato il regolamento precisando con un comunicato le rispettive posizioni.

Perché fra i due terzetti c'è una sostanziale differenza. Festa e i suoi continuano a contestare il sindaco Foti e, quindi, non possono condividere le posizioni di un gruppo consiliare che continua a sostenere il primo cittadino. A questo punto diventa difficile immaginare un rientro dei tre tra le file del gruppo consiliare del Pd. Del resto i rapporti tra Festa e il gruppo del Pd sono sempre stati abbastanza tesi. Candidatosi a sindaco con una lista concorrente rispetto a quella del Pd, dopo pochissimi mesi Festa entrava nel gruppo consiliare del Partito democratico. Poi c'era la sospensione, il ricorso e una nuova ammissione all'interno del gruppo. Infine, le vicende recenti e la decisione di non sostenere il sindaco. Si aggiunga che in questi tre anni Festa non ha mai votato il bilancio, che è il vero atto di fiducia rispetto all'amministrazione. Diventa difficile immaginare che consiglieri che non abbiano mai votato lo strumento contabile proposto dalla giunta possano far parte della maggioranza, e, a maggior ragione, del gruppo Pd.

Diversa è la posizione di Cucciniello, Medugno e De Iorio che contestano soprattutto l'elezione di Enza Ambrosone a capogruppo e chiedono scrutinio segreto e maggioranza assoluta per la nomina del capogruppo. C'è però da dire che la Ambrosone ha avuto il consenso di 12 consiglieri su 19 e quindi non si può proprio sostenere che non sia sostenuta dalla maggioranza del gruppo. Ma soprattutto i gruppi politici e gli stessi partiti si sono sempre retti su una logica semplice: la linea è determinata dalla maggioranza e la minoranza, pur con atteggiamenti critici, si adegua, soprattutto quando si tratta di votare gli atti fondamentali di una amministrazione. È un po' l'atteggiamento tenuto dal consigliere Tornatore che si è espresso sfavorevolmente rispetto alla nomina della Ambrosone, ma ha rispettato le decisioni della maggioranza.

Come andrà a finire? Il comunicato dei cosiddetti dameliani lascia qualche spiraglio. Di certo non potranno continuare a disertare all'infinito le sedute consiliari e, persistendo il loro atteggiamento di dissenso, potrebbero anche valutare la possibilità di costituire un gruppo consiliare autonomo o addirittura di confluire nel gruppo dei Democratici per Avellino (attualmente costituito da Miro - anche lui in dissenso con la linea del sindaco - e Matetich che invece si riconosce nella maggioranza.

 

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