www.giornalelirpinia.it

    22/11/2017

L’urbanistica non è un’opinione

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-IlCommento_pi_lib3.jpgAVELLINO – L’entusiasmo di chi si è appena messo all’opera è inevitabile. Ma l’eccesso di fantasia e la sovrapposizione di idee programmatiche (tipo “bisogna consumare meno suolo”, però “occorre anche tener conto dei portatori di interessi”) rendono le prime dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Marietta Giordano, fresca affidataria di corpose e significative altre deleghe (Piano strategico, Europa, assetto urbano, sviluppo, riqualificazione urbana) qualcosa di molto somigliante ad un frullato. Troppe cose mescolate insieme, tante cose dette come se Avellino non avesse avuto, su tante questioni, un prima. E come se su queste non ci fossero mai state discussioni, divisioni, polemiche.

Certo, è possibile che per ora evanescenti “soluzioni” anticipate dal neo assessore Giordano si rilevino di spessore e quindi convincenti. Per ora però – ce lo consenta l’architetto Giordano –  le sue dichiarazioni d’intenti, chiamiamole così, ci appaiono un generico e contradditorio tentativo di tenere in piedi quel che non si tiene. Si può dire che Piazza Libertà sarà tutto quello che gli avellinesi sognano e fare come Foti e Vanacore – una linea concordata? – non dire, cioè, una parola del concorso di idee per il “Largo”, del perché tutti hanno le bocche cucite sulla eliminazione del parcheggio sottostante la piazza. Non piaceva la ditta vincitrice e si preferisce pagare una penale non leggera – mezzo milione – pur avendo le casse vuote? E lo si fa pur avendo davanti agli occhi le moderne soluzioni per ridurre traffico ed inquinamento, e cioè un punto centrale dove offrire in fitto minicar elettriche? Le mettiamo nella bella piazza o non era meglio un garage interrato?

La stessa “leggerezza” e segni grandi di contraddizioni li abbiamo prima individuati nel desiderio del neoassessore di battersi per sostenere una politica urbanistica capace di invertire almeno ad Avellino il corso della storia: rinnovare l’edilizia esistente ed evitare di “mangiare” altro suolo. Bellissimo pensiero (già inutilmente espresso dal circolo Pd Vittorio Foa di Avellino) che se accompagnato dall’idea di tener presenti anche le opinioni dei portatori di interessi (professionisti, imprenditori, proprietari dei terreni; chissà l’assessore chi crede che abbia maciullato la Valle del Sabato nell’ultimo mezzo secolo. Però tentare non nuoce) non sta tanto in piedi.

Da parte dell’architetto Giordano – salutata con simpatia dal suo ordine professionale – non un riferimento all’unica, vera e realistica iniziativa presa audacemente dal progettista del Puc, Cagnardi, e cioè la variante a tutela degli ambiti collinari e fluviali di Avellino proposta nel 2000 prima come anticipo del nuovo strumento urbanistico e poi dentro quest’ultimo. Il no del Tar di Salerno (ma i Tar non li dovevano abolire?) fermò tutto: anche il Comune di Avellino, che si guardò bene dal ricorrere al Consiglio di Stato, ebbe le sue colpe. Purtroppo (per noi cittadini e per l’assessore) non c’è alcuna menzione di questo possibile nuovo corso nelle dichiarazioni personali, programmatiche o a mezzo stampa o video da parte del sindaco Foti. La Giordano conta di trovare qualche appoggio in tal senso nel gruppo consiliare o nel Pd? Auguri.

Ancora qualche punto “programmatico”. Parliamo dell’intoccabilità della zona destinata a parco lungo la parte non tombata del torrente San Francesco. In quell’area c’è uno scontro titanico tra un Comune cedente (ricordate la richiesta alle Regioni di declassificare il torrente?) e costruttori irremovibili. Anche la Giordano dirà come Vanacore che il tribunale del Riesame ha dato ragione al Comune ed ai costruttori? L’interpretazione? Piuttosto peregrina visto che il Riesame salvava l’edilizia già sorta ai bordi del torrente tombato. E non è neppure esatto quanto aggiunge il neo assessore. E cioè che ormai il San Francesco non è “stombabile”. Intanto perché il pensiero di un rifacimento dell’edilizia esistente non può prescindere, comunque, dal rifacimento altrove di quanto è orridamente posto oggi proprio sul torrente. Ma quanto accaduto altrove sui “tombati” non insegna nulla? E poi c’è un tratto – campo Santa Rita – dove oggi nessuno può più costruire e dove si può tranquillamente rimettere a vista (dopo averlo liberato da fogne ed altre porcherie) quel tratto di alveo.

Infine, tanto per essere permalosi, come mai anche la Giordano evita di parlare del parco del Fenestrelle? Chissà perché l’argomento non figura mai nel programma del sindaco o di qualche partito o gruppo consiliare, né della giunta o di qualche assessore. Eppure il parco deve nascere (645.000 mq.) con la formula della “perequazione”, cioè il Comune concede un po’ di cubatura ai proprietari dei terreni che in cambio, senza che la pubblica amministrazione sborsi un euro, vengono trasferiti al Comune. Laggiù la spesa, attorno al torrente che il Genio civile sta curando a dovere, consisterà nella creazione di percorsi e giardini. Perché non si fa nulla? L’area non è infatti inseribile nei beni immobiliari da vendere per fare cassa. Assessore, ci vuole sorprendere?

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com