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    23/11/2017

Ex Eliseo: dal Consiglio sì alla fondazione, ma la maggioranza si spacca

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica8_eliseo_giunta.jpgAVELLINO – Arriva il placet del Consiglio comunale, al termine di un vivace dibattito in cui ancora una volta nelle file della maggioranza ci sono stati divisioni e distinguo, all’istituzione di una fondazione di partecipazione per la gestione del complesso ex Gil-Eliseo-Casa della cultura cinematografica Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio.

A relazionare sull’argomento, dopo un’inversione dell’ordine del giorno chiesto dal consigliere Giordano, è stato l’assessore alla Cultura Domenico Gambardella che, a sostegno della sua proposta, ha scomodato nel preambolo alla sua relazione i Quaderni della Fondazione italiana del notariato con riferimento ad un rogito del 1114 del notaio Alberto di Fucecchio con cui “il conte Ugo figlio di Uguccione assegnava 300 lire e metà di un poggio del Padule di Fucecchio al vescovo di Lucca Rodolfo, affinché con tale patrimonio e le sue rendite egli potesse provvedere al sostentamento di varie badie lucchesi”.

Catapultata nel XXI secolo la fondazione per la gestione dell’ex Eliseo, secondo quanto si legge nella relazione di Gambardella, “sarà creata con un patrimonio composto dall’apporto da parte di istituzioni pubbliche e/o private (imprese, cittadini, appartenenti a comunità, ecc.), di risorse, competenze ed infrastrutture”.

Una proposta, quella dell’assessore Gambardella, che non solo non ha convinto i rappresentanti dell’opposizione ma anche tre autorevoli esponenti della maggioranza quali sono i consiglieri Matetich, Melillo e Percopo che hanno votato contro la delibera della giunta abbandonando subito dopo l’Aula. Per la cronaca sono stati 16 i voti a favore. Contro hanno votato anche le opposizioni. Festa, d’accordo nel rinviare la questione, alla fine ha votato a favore della delibera proposta dalla giunta. L’Udc si è astenuto nonostante proprio il consigliere Bilotta avesse più volte in precedenza espresso le proprio perplessità rispetto alla fondazione di partecipazione.

Il Consiglio comunale di Avellino ha compiuto, dunque, un primo passo verso la definizione del futuro dell’ex Gil, struttura che non è tuttavia ancora formalmente passata dalla Regione al Comune capoluogo. Due le decisioni prese dall’assise municipale: il modello di gestione sarà quello della fondazione di partecipazione e verrà dato incarico ad un notaio per la predisposizione dello Statuto della fondazione stessa. L’impressione è che il Consiglio abbia conferito un mandato in bianco alla giunta, quella attuale ma molto probabilmente alla nuova amministrazione che uscirà dalle elezioni dell’anno prossimo. Di indirizzi da fornire al notaio per la predisposizione dello statuto, infatti, nella delibera non v’è traccia. Quale dovrà essere il rapporto – e in che proporzioni – fra pubblico e privato? Quale la mission della fondazione? Quanto intende investire il Comune in termini economici? A quali partner rivolgersi? Che fine fa la delibera 80 con la quale sette anni fa il Consiglio comunale definì puntualmente la destinazione d’uso dell’ex Eliseo? Come si intende mettere a profitto l’ampio piazzale intitolato all’architetto Del Debbio? Delle risposte a questi interrogativi, degli indirizzi da fornire per l’avvio di un’impresa non facile e che riveste una enorme importanza simbolica e sostanziale per la città di Avellino, il Consiglio comunale si è praticamente lavato le mani.

 

 

 

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