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    24/09/2017

Congresso Pd: è subito bagarre, si va verso il rinvio?

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Il direttorio Pd: da sx, Paris, D'Amelio, De Luca e FamigliettiAVELLINO – La telenovela del congresso provinciale del Pd irpino sembra avere finalmente un punto fermo: il congresso si farà il 23 luglio. Ma attenzione: quando si tratta del Pd, e in particolare del Pd provinciale, non bisogna dare nulla per scontato.

Questa improvvisa accelerazione lascia infatti aperto il campo a molte perplessità. In un periodo balneare e con il caldo afoso che si prevede bisognerà, infatti, procedere in tempi strettissimi a molte formalità: cinque giorni di tempo per la presentazione delle liste, due settimane per i congressi di circolo, poco più di tre settimane per chiudere la questione con l’elezione degli organismi provinciali. Delle due l’una: o i componenti del direttorio, più gli altri convitati (Del Basso De Caro su tutti) sono d’accordo o è facile prevedere una lotta all’ultimo sangue con il contorno di una pioggia di ricorsi, soprattutto per quello che riguarda le famose tessere on-line che sarebbero escluse (il condizionale è d’obbligo) dal congresso di luglio.

Per il momento appare difficile che i gruppi dem che rappresentano la minoranza militante (pensiamo a Toni Ricciardi, ad Antonio Gengaro, a Franco Vittoria) possano partecipare al congresso con proprie liste. In pochissimi giorni (le liste vanno presentate entro il 3 luglio) non è pensabile che riescano a raggiungere le 350 firme necessarie per la presentazione di candidature. Altro dato per ora incontestabile è che fra i gruppi che si fronteggiano (ma non è escluso che possano trovare un accordo) non emergono sostanziali divergenze di linea politica.

I vari De Luca, De Basso De Caro, Paris, Famiglietti, D’Amelio si richiamano tutti, infatti, alle posizioni del segretario nazionale Matteo Renzi. Dirimente, soprattutto in Irpinia, potrebbe essere il quadro delle alleanze e in particolare il rapporto con l’Udc di De Mita. Ma sul punto la situazione appare quanto mai confusa. De Luca e D’Amelio appaiono attualmente i più inclini a dialogare con De Mita, mentre Famiglietti e Del Basso De Caro sono i più contrari. E però se guardiamo agli attuali schieramenti in vista del congresso, Famiglietti è in sintonia con il tandem D’Amelio-De Luca e non con Del Basso De Caro.

Su quali linee, allora, si svilupperà il dibattito precongressuale? L’unico argomento di discussione, per quello che oggi è dato prevedere, sarà il posizionamento dei vari aspiranti in vista delle prossime elezioni politiche. Una sorta di Santa alleanza per frenare le legittime aspirazioni di nuovi possibili candidati al parlamento (Santaniello, Repole, Lengua). E non è escluso che se si riuscirà a trovare spazio per tutti gli uscenti (più Enzo De Luca) si possa assistere anche ad un congresso “tranquillo” e senza sobbalzi. Insomma, crediamo che resterà deluso chi si aspetta sconquassi. Del resto, come diceva qualcuno, in Italia le rivoluzioni durano al massimo quattro giorni, poi bisogna andare al mare. Tanto più in un luglio che si prospetta afoso.

Intanto osserviamo che non si fa parola del congresso cittadino del Pd. Eppure gli organismi del Pd avellinese mancano da diversi anni. Considerando che l’anno prossimo s voterà anche per il rinnovo del Consiglio comunale del capoluogo, è facile immaginare che anche l’elezione del segretario cittadino e, in prospettiva, del nuovo sindaco di Avellino alla fine sarà usato come materia di compensazione per trovare un accordo che accontenti tutti i notabili.

 

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