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    23/11/2017

Pd irpino nel caos, congresso a rischio?

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Il direttorio, da sx: Paris, D'Amelio, De Luca, FamigliettiAVELLINO – Non è affatto scontato l’esito del percorso congressuale del Pd irpino. Nonostante la convocazione ufficiale della data dell’assise straordinaria della provincia di Avellino, fissata per il 23 luglio, gli imprevisti e gli ostacoli emersi in queste ultime settimane mettono nuovamente a rischio l’effettiva celebrazione dell’appuntamento, ormai atteso da anni. Le fibrillazioni che si registrano costantemente a via Tagliamento e l’indicazione giunta da Roma di formalizzare le iscrizioni effettuate tramite internet, che erano state momentaneamente accantonate, hanno determinato nuove incertezze rispetto alla scadenza.

La commissione provinciale per il congresso non è stata in grado di assolvere al proprio compito, al di là dei nervosismi emersi tra i diversi componenti l’organismo, per i ritardi nell’invio da Roma delle documentazioni, e a causa del ricorso presentato dal consigliere comunale del capoluogo e consigliere provinciale, Gianluca Festa (ma anche il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha protestato per la decisione assunta al Nazareno), che è stato accolto.

Alla fine, il gruppo dirigente nazionale dei Democratici, oltre a quello regionale, non è riuscito a sciogliere i nodi posti sul tappeto e garantire le condizioni minime per lo svolgimento del confronto.

I circoli territoriali, dal canto loro, hanno chiesto che non fossero ammesse le richieste di iscrizione on-line, per le quali non c’è stata ancora alcuna conferma dai diretti interessati. Le strutture di base, inoltre, chiedono che si provveda finalmente al riconoscimento delle spettanze dovute.

Tornano, dunque, il caos e l’incertezza nel Pd irpino. I rappresentanti delle mozioni di minoranza Orlando, Antonio Gengaro, ed Emiliano, Guido D’Avanzo, hanno annunciato che comunque non parteciperanno al congresso ritenendo che non siano stati rispettati i presupposti politici e regolamentari per la convocazione dell’importante appuntamento.

Il direttorio provinciale, composto dai deputati Luigi Famiglietti e Valentina Paris, dalla presidente del Consiglio regionale, Rosetta D’Amelio, e dall’ex senatore ed esponente della segreteria regionale, Enzo De Luca, appare intenzionato ad andare avanti.

All’orizzonte emerge la volontà di ricomporre almeno alcuni dei pezzi della articolata e deflagrante compagine democratica. I rappresentanti della componente vicina a De Caro, a cominciare dalla consigliera comunale di Avellino, Enza Ambrosone, e quelli vicini alle posizioni di De Luca, sembrano intenzionati a sancire una tregua per garantire l’agibilità politica.

L’imprimatur all’accordo potrebbe venire anche dalla segretaria regionale del Pd, Assunta Tartaglione, e dal presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che stanno lavorando per superare gli ostacoli che da tempo impediscono ogni dialogo interno.

Anche a Piazza del Popolo si guarda con favore ad eventuali soluzioni dei conflitti in corso. Il sindaco del capoluogo, Paolo Foti, ritiene infatti che i congressi provinciale e cittadino del Pd possano offrire una opportunità in più all’amministrazione comunale, consentendole di completare nel migliore dei modi il proprio mandato, fino ad oggi fortemente condizionato dalle divisioni e dalle fibrillazioni emerse tra le diverse correnti del partito di maggioranza. D’altra parte, le scadenze elettorali, amministrative e politiche, in programma per il 2018, avranno un peso rilevante nelle dinamiche organizzative del Pd e nella definizione delle alleanze interne ai Democratici.

Si attende, quindi, di conoscere quale sarà l’esito di questa affannosa corsa verso l’assise del 23 luglio, sapendo che da essa dipenderanno molte delle scelte e degli equilibri futuri.

 

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