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    26/09/2017

Foti sulle dimissioni: «L’uomo ha preso il posto del sindaco e di questo faccio ammenda». Ritirato il bilancio

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Il sindaco Foti e la giuntaAVELLINO – “Lo stretto confine tra l’aspetto umano e quello istituzionale, purtroppo, in altre occasioni è stato da me valicato senza che l’esternazione del mio pensiero passasse attraverso il filtro dell’autocontrollo e della necessaria analisi delle conseguenze politico-istituzionali che le mie parole avrebbero avuto. Il flusso delle emozioni, il disagio nell’assistere a Consigli comunali in cui interventi di consiglieri comunali seduti nei banchi della maggioranza sono stati, molto spesso, violenti, tutti centrati sulle offese personali e assolutamente infondati, mi ha indotto a valicare quello stretto confine ed è prevalso l’uomo, con la sua impulsività che in politica è sicuramente una debolezza. Spesso l’uomo ha preso il posto del sindaco e di questo sicuramente faccio ammenda; credo che però anche questo modo di interpretare un ruolo istituzionale in un mondo, quello della politica, in cui difficilmente si dice quello che realmente si pensa, può essere ritenuto una garanzia di lealtà, onestà intellettuale e trasparenza”.

È un passaggio delle dichiarazioni appena rese dal sindaco Paolo Foti (e che qui di seguito riportiamo per intero) ad apertura dei lavori del Consiglio comunale riunito questa sera in seconda convocazione - dopo il blitz di ieri della maggioranza, segnatamente del Pd, che ha disertato l’Aula -  per poter superare lo scoglio dell’approvazione del bilancio.

Subito dopo è iniziato il dibattito nel quale sono intervenuti i consiglieri Preziosi (“Se non è una commedia pirandelliana questa poco ci manca”), Matetich (“Il sindaco ha la mia vicinanza umana, ma poi ci dovrebbe essere la politica”), Bilotta (“Voi non amate Avellino e Avellino non si merita questo, la vergogna infinita di una maggioranza e di un sindaco che governano soltanto i propri interessi”). È seguito un vivace alterco tra il consigliere Festa che chiedeva di intervenire per fatto personale e il presidente Petitto che, dopo aver respinto tale richiesta in quanto non contemplata nel regolamento e richiamato più volte all’ordine il consigliere del Pd, ha sospeso la seduta.

Alla ripresa dei lavori il primo ad intervenire è stato il consigliere Giordano: “Lei – ha detto rivolto al sindaco – usa parole grosse, lei dovrebbe chiedere scusa alla città per come ha costruito la maggioranza in questi anni proprio per i problemi che denuncia. Non so dove lei ha iniziato a fare politica, è una cattiva lezione da parte di qualche cattivo maestro che fa male a lei e a noi. C’è un’unica verità: che lei è a capo di un governo di minoranza, e quando è così si prende atto che non c’è una maggioranza e si vada a casa. Sembrano i capricci di un moccioso. Non va bene. Non si deve lamentare. Gli unici a lamentarsi sono i cittadini avellinesi. Avete ridotta questa città ad una latrina: gli avellinesi non ne possono più”.

Spiezia: “Siamo all’ennesimo teatrino. La dignità la si conquista. L’unica cosa che vi appartiene è la faccia tosta a stare seduti su questi scranni”.

Tocca poi ad Enza Ambrosone che prima prova ad analizzare la situazione all’interno della maggioranza (“Non ho mai visto un livello di lacerazione all’interno della  maggioranza come ora. Siamo chiamati tutti quanti insieme a fare un’operazione di coscienza e di responsabilità”), poi a difendere il sindaco dagli attacchi delle opposizioni, in particolare di Giordano: “Parlare di un capriccio e di interessi del sindaco non è dignitoso”. Immediata la replica di Giordano: “Questi sono interventi da maestrine, le parole le scelgo io, ho detto mocciosi, ho pensato di peggio”.

Subito dopo la seduta viene sospesa per organizzare il prosieguo dei lavori. In aggiornamento…

Aggiornamento del 18 luglio 2017, ore 21.40 – Di bilancio, che pure è l’argomento principale di questa sessione consiliare, si dovrà parlare nella riunione di domani sera cui i lavori sono stati aggiornati, dopo una sospensione dei lavori ed una riunione dei capigruppo, per poter meglio chiarire quanto emerso dalla terza pregiudiziale posta dal consigliere Preziosi circa l’irregolarità contabile non accertata dai revisori relativa all’importo della cassa vincolata. Bocciate, invece, le altre due pregiudiziali, quella sul mancato accertamento della esigibilità dei residui attivi, e quella sulla dichiarazione Iva del teatro Gesualdo che il Comune avrebbe omesso. Da notare che rispetto ai 14 voti contrari i voti a favore sono stati 13, quelli delle opposizioni e dei consiglieri di maggioranza Festa, Genovese, Miro e Poppa.

 

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