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    23/11/2017

Giordano: «Il sindaco di Avellino ha consegnato la città a Poppa e Iacovacci»

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Da sx: Francesca Di Iorio, Giancarlo Giordano e Nadia AraceAVELLINO – “Se il sindaco Foti deve fare il Consiglio a Ferragosto è solo perché deve risolvere il problema Poppa che è diventato il primo problema di questa città: quindi non contano i parcheggi, non conta l’Acs, non conta il Teatro, non contano i servizi sociali, non conta l’urbanistica che è scomparsa dall’agenda politica, non contano i cantieri infiniti, non conta niente, conta Poppa per il sindaco di Avellino, a questo siamo ridotti”.

Così Giancarlo Giordano del gruppo Si può  nel corso dell’annunciata conferenza stampa dei gruppi consiliari di opposizione, presso la sede di via Dante della federazione provinciale di Sinistra italiana, per fare il punto della situazione al Comune di Avellino dopo il ritiro del bilancio da parte della giunta Foti ed in vista della nuova sessione consiliare fissata in conferenza dei capigruppo per il 7, l’8 e  9 agosto.

“Allora il sindaco - ha incalzato Giordano al cui fianco siedono le consigliere e compagne di gruppo Francesca Di Iorio e Nadia Arace  - dica oggi che non cambia la giunta e dica a Poppa che se vuole votare il bilancio lo voti se no farà l’opposizione come la fanno in tanti nel suo governo di minoranza visto che ha ammesso che di questo si tratta. L’8 ed il 9 agosto daremmo una lezione su come si sta in Consiglio comunale, la daremo al sindaco, la daremo alla maggioranza, e la daremo alla giunta, alla nuova giunta se il nostro pasticciaio-pasticcione avrà fatto l’ennesimo rimpasto così come penso che accadrà”.

Giordano è partito dagli ultimi accadimenti in Consiglio comunale spiegando le cause all’origine della situazione che si è venuta a creare: “Sapete quello che è accaduto in Consiglio comunale. A fronte di una situazione di numeri traballanti e di incertezza sulla possibilità di approvare il bilancio l’assessore Iaverone lo ha ritirato, il che secondo noi comporta una serie di conseguenze: la prima conseguenza era quella che il prefetto doveva immediatamente diffidare il Comune di Avellino, cosa che non è accaduta mentre è accaduta per Atripalda, per esempio. C’è una sorta di favore concesso al capoluogo che noi non ci spieghiamo. Ma tant’è, ne prendiamo atto, le decisioni prefettizie vanno solo accolte per quelle che sono. Il punto però è un altro: perché a fronte di un’incapacità di portare in fondo gli atti amministrativi, anche quello importantissimo come il rendiconto di bilancio, la maggioranza, ed il sindaco segnatamente, invece di reagire con un segnale di una tenuta di capacità di governo, procrastina questa data fino ad arrivare a cavallo di Ferragosto: noi il Consiglio comunale lo faremmo l’8 e 9 agosto perché in prima convocazione ovviamente non ci saranno i 17 presenti”.

“Noi questa vicenda – ha spiegato ancora Giordano – l’abbiamo vissuta come un arbitrio, come un imbroglio: l’arbitrio sta nel fatto che non si può dire, se si vuole governare soprattutto, che alcuni consiglieri di maggioranza nelle prossime due settimane sono in vacanza per cui non si può celebrare il Consiglio comunale. Fermo restando il diritto per la fatica che fanno in Consiglio comunale è giusto che vadano in vacanza alcuni consiglieri, soprattutto quelli che più s’impegnano per il bene comune, addurre questa scusa per dire non abbiamo i numeri per approvare il bilancio e vedersi concedere anche tutto questo tempo da parte della prefettura è una cosa indegna: imporre le date del Consiglio comunale ad una minoranza è una cosa che non sta né in cielo né in terra, è uno sgarbo istituzionale da parte di un incolto istituzionale che è il sindaco di Avellino e di più incolti istituzionali che sono i pochi consiglieri rimastigli fedeli”.

Il rappresentante di Si può non si dà pace e lancia accuse precise: “Non c’è un motivo per cui il Consiglio comunale non si potesse celebrare questa settimana che viene o quella dopo. Semplicemente sta accadendo che, come ad ogni bilancio, questo pseudo partito, Scelta civica, rappresentato da Poppa in Consiglio comunale e da Iacovacci dietro le aule del Consiglio comunale, ricatta il sindaco nel senso che non gli concede il voto per l’approvazione se non alla fine di una trattativa che veda premiato in qualche modo questo gruppo, gruppo di due persone che non ho capito bene se sono iscritti al Pd on-line e in Scelta civica nel mondo reale. Sono bidimensionali Iacovacci e Poppa, siamo nella complessità del mondo moderno. A fronte di questa complessità noi dobbiamo prendere atto che il sindaco di Avellino ha consegnato la città a Poppa e Iacovacci: questa è la sintesi di tutta la vicenda. E se non se ne va Valentino non si può andare avanti in questa città. A Foti ed al Pd, comunque, questo non interessa: bisogna salvare il soldato Poppa perché se non alza la manina non si va avanti”.

Poi l’annuncio: “I gruppi di minoranza, tranne l’Udc, ritirano le proprie delegazioni dalle commissioni consiliari. Lunedì mattina ci dimettiamo perché con queste persone non si può collaborare su niente: non hanno idee, non hanno amore per la città, non hanno programmi che vadano al di là di interessi personali, del proprio orizzonte personale. E, visto che è uscito sui giornali, vorrei essere chiaro, noi il piacere di non andare in Consiglio comunale quei due giorni non glielo facciamo. Leggeremo il bilancio per vedere se l’hanno cambiato o no. Il segnale che vogliamo dare, dopo lo schiaffo che abbiamo ricevuto ieri in conferenza dei capigruppo, è che non ci possono essere luoghi compensativi: le commissioni sono i luoghi per eccellenza in cui la maggioranza e le minoranze collaborano in merito alle questioni, ma con questi signori non si può collaborare su niente. Io gradirei molto che si dimettesse anche il vicepresidente del Consiglio comunale (Lino Pericolo dell’Udc, ndr), perché non serve a niente là, serve solo a fare la foglia di fico del presidente (Livio Petitto del Pd, ndr) che viene poco in Consiglio comunale e che farebbe meglio se facesse quello per cui è pagato”.

 

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