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    16/12/2017

Ermini detta i tempi ai circoli, congresso Pd più vicino

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica8_ermin_pd.jpgAVELLINO – Il commissario Ermini ha dato il via libero al congresso provinciale del Pd irpino (di quello cittadino proprio non se ne parla). Ci saranno dieci giorni appena di tempo per chiudere il tesseramento 2017, che scadrà il 25 settembre. Ma su questo aspetto non dovrebbero esserci problemi: sono, infatti, davvero poche le nuove tessere attese, dal momento che potranno votare tutti gli iscritti 2016, comprese le tessere on-line, per un totale di circa 9.500 iscritti. Entro il due ottobre andranno presentate le candidature per la segreteria provinciale; dal 12 al 22 ottobre si svolgeranno le assemblee di circolo e il 29 ottobre ci sarà il congresso provinciale. Per la verità neppure Ermini si è detto sicuro di questa data, dal momento che ha lasciato aperta la possibilità, se i tempi dovessero risultare troppo ristretti, di rinviare di pochi giorni l’assise provinciale. Non può dirsi definitivamente chiusa neppure la questione delle iscrizioni on-line, dal momento che Ermini ha detto che dovranno essere i segretari di circolo ad accettare le iscrizioni e gli iscritti on-line dovranno manifestare di persona la loro volontà di tesserarsi.

Ma ormai la macchina organizzativa si è messa in moto e questa sembra finalmente la volta buona per celebrare un congresso, sul cui esito peseranno indubbiamente le prossime elezioni politiche e le amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale di Avellino, entrambe in programma per la primavera 2018. Al momento la folla dei candidati di “prima fascia” sembra essere completa: da un lato gli uscenti Famiglietti e Paris, dall’altro De Basso De Caro, che ha ormai lanciato un’opa sul partito in Irpinia, Enzo De Luca, sconfitto alle precedenti politiche e alle regionali, e, forse Rosetta D’Amelio, che potrebbe approdare alla Camera, lasciando il posto di presidente del Consiglio regionale della Campania.

Per non parlare dei candidati di seconda fascia, per così dire. Si parla, infatti, con insistenza di una candidatura al femminile, che potrebbe essere quella di Rosanna Repole, forte in Alta Irpinia, o di Caterina Lengua, ex segretario provinciale del Pd, che ha un notevole seguito nella Valle Caudina. Senza contare il parlamentare di Scelta civica, D’Agostino, sempre in procinto di passare al Pd e che potrebbe cogliere proprio l’occasione rappresentata dal congresso provinciale del partito. Fra parentesi, fra tanti candidati nelle file del Pd, c’è qualcuno che invece, nello schieramento del centrodestra si tira indietro. È il caso del sindaco di Ariano e presidente della Provincia, Domenico Gambacorta, che avrebbe dovuto dimettersi da questi incarichi per potersi candidare. Non lo ha fatto e ha chiarito che intende onorare l’incarico di primo cittadino ad Ariano e, di conseguenza, di presidente del Parlamentino.

Sulla carta De Basso De Caro sembra il più forte e quindi dovrebbe imporre il segretario provinciale, ma l’obbiettivo è quella di una candidatura che raccolga i favori anche delle altre componenti, che, peraltro, si richiamano tutte alle posizioni del segretario nazionale Renzi.

Diventa merce di scambio anche il prossimo candidato sindaco al Comune capoluogo. Sembra perdere terreno l’ipotesi di una candidatura di Gianluca Festa che, dopo diversi tentativi alla Regione e al Parlamento, tutti falliti, perde attrattività. Del resto anche la sua posizione di perenne contrasto al sindaco Pd di Avellino, Foti, rischia di restare isolata nel momento in cui il sindaco ritrova l’appoggio di quasi tutta la maggioranza, fatta eccezione per singoli consiglieri che non incidono molto sulle vicende congressuali. Lo stesso D’Agostino, che fino ad ieri sembrava essere il maggiore sponsor di Festa, ha spiegato che non è questa la sua posizione.

Sembra perdere colpi anche la possibilità di un accordo con De Mita,che ha l’ambizione di essere lui ad indicare al Pd il nome del candidato sindaco. Il primo cittadino di Nusco ci ha abituato ai colpi di scena ed agli accordi all’ultimo momento, Ma, anche se alla fine dovesse schierarsi con il Pd, appare estremamente improbabile che possa imporre un sindaco di suo gradimento. Resta lo strumento delle primarie, da tutti richiamato in ballo, ma che in realtà non dovrebbe che confermare i rapporti di forza che emergeranno dal congresso.

Ed ecco che ritorniamo al punto di partenza: il congresso provinciale del Pd. Dal nome del nuovo segretario provinciale capiremo chi potranno esseri i candidati al Parlamento e chi sarà il candidato del Pd a sindaco del Comune capoluogo.

 

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