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    19/11/2017

Anzalone: «La città sta morendo, ecco perché mi candido a sindaco»

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Da sx: D'Andrea, Anzalone e MinichielloAVELLINO – “Noi ci troviamo di fronte ad una città che è stata negli anni aggredita dalla più selvaggia speculazione edilizia ed urbanistica, sono stati distrutti i corsi d’acqua, smantellata ogni forma di verde, pietrificata, sventrata. Noi ci candidiamo per risollevare le sorti di una città che sta morendo, oggi ridotta all'asfittica e scadente vita di uffici, è ora, perciò, che ad Avellino cominci il rinascimento della civiltà e alla regola del favore si sostituisca il diritto del cittadino”.

È un passaggio della conferenza stampa di questa mattina al circolo della stampa dell’ex presidente della Provincia Luigi Anzalone che si candida ufficialmente alla guida della città capoluogo con l’associazione “Perché Avellino viva”. Ad introdurre i lavori è stato Aldo D’Andrea che ha tenuto a sottolineare quanto sia necessario oggi concepire una lista che sappia rappresentare la parte colta e laboriosa della nostra città, unitamente alla sua componente più giovane.

A fianco di Anzalone il professor Giuliano Minichiello che ha rimandato gli ascoltatori ad un suggestivo “viaggio” nella Avellino di un tempo rimarcando come, nella comparazione con quanto è oggi, la città di Avellino ha perso una parte che esteticamente apparve ad un artista di passaggio nella nostra città “il più bel quadro naturale da lui visto”. Così si espresse descrivendo il viale Platani. Come pure perse sono “fiorenti attività commerciali o di servizi dal tratto che va da Torrette a Piazza Castello. “Si è superato un certo limite – ha sottolineato Minichiello –  e oltre questo limite non c'è neanche la realtà umana in senso lato… la Dogana è omaggio alla macerie… e di Piazza Castello cosa è rimasto oltre il reticolato?. A pochi passi il Teatro, oramai chiuso. Per troppo tempo sono stati silenziosi gli attori culturali. Ora tocca scendere nell'arena per dire che c'è un altro modo di far essere Avellino”.

Tocca, infine, ad Anzalone, ispiratore del progetto di una "lista civico-democratica" che punterà ad una "città solidale, della grande cultura", con la volontà di provare a fare qualcosa per salvare questa comunità. “È un paradosso, egli ha detto, ma gli unici sussulti di vita si registrano attorno alla Città ospedaliera”. Nel citare poi Antonio Di Nunno e la sua città giardino Anzalone ritiene doveroso e imprescindibile rilanciare le eccellenze già esistenti in città, a cominciare dal Teatro, affidando lo stesso ad una “grande personalità della cultura italiana, della letteratura, esperto del mestiere, creando una scuola teatrale, magari denominata "De Filippo-Viviani". Così anche per l'ex Eliseo, struttura, questa, concessa al Comune dallo stesso Anzalone durante il suo mandato di assessore regionale al Demanio. “Per questo edificio, come per il Centro Dorso, e gli ospedali abbandonati, bisogna mettere in campo un progetto che li renda i punti di riferimento fondamentali”.

Riguardo alla amministrazione Foti, inoltre, “parafrasando la Fallaci - spiega - si tratterebbe di scrivere una lettera ad un sindaco mai nato. Non potremo mai giudicarlo perché gli è stato impedito di governare, anche per questo nessuno degli uscenti dovrebbe essere ricandidato”, per responsabilità del Pd. Anzalone si rivolge, poi, direttamente agli elettori, confermando che non parteciperà a primarie inquinate “da famigli o clienti…perché è mia intenzione rivolgermi direttamente al popolo sovrano”.

Abbattimento dei prefabbricati pesanti, difesa a spada tratta della gestione pubblica e trasparente della risorsa idrica, restituzione alla città dell'area ex Isochimica che, bonificata, dovrà ospitare una struttura commerciale immersa in un polmone verde, a servizio di Borgo Ferrovia: queste alcune delle priorità inserite nel programma elettorale.

 

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