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    18/11/2017

Pd: saltano anche le primarie per la scelta del candidato a sindaco?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica3_pd_irp.jpgAVELLINO – Ermini, inviato da Roma ad Avellino per gestire il congresso provinciale del Pd, è stato nominato commissario del partito irpino, almeno fino a dopo le elezioni politiche. Di fronte alle 3500 nuove tessere raccolte in tre giorni, che vanno ad aggiungersi a quelle on-line del precedente tesseramento, non è stato evidentemente possibile fare chiarezza per cui tutto è stato accantonato: il congresso provinciale fino alle Politiche non si farà e sarà Ermini a rappresentare il partito di via Tagliamento. Resta da vedere se il parlamentare toscano molto vicino a Renzi sceglierà in loco uno o due commissari per gestire il Pd provinciale. Ma di tutto questo raccontiamo in altro articolo su questo stesso giornale. Qui, invece, ci interessa esaminare le conseguenze di questa scelta sul rinnovo del Consiglio comunale di Avellino, in programma per la prossima primavera.

È evidente, infatti, che l’anomalo numero di tessere fatte registrare in vista del congresso provinciale era finalizzato a controllare il partito e, di conseguenza, a condizionare non solo le scelte della candidature per le prossime Politiche, ma anche la scelta del sindaco della città capoluogo. Non è un caso che la maggior parte delle nuove tessere sarebbe da ascrivere, secondo i ben informati, a Gianluca Festa e all’onorevole D’Agostino di Scelta civica. Quest’ultimo, in particolare, in attesa che venga approvata la nuova legge elettorale, non ha aderito al Pd al quale, tuttavia, si sono iscritti parecchi dei suoi simpatizzanti. Un modo, insomma, per mettere piede nel partito prima del personale passaggio in chiave elettorale. Gianluca Festa non fa mistero delle volontà di candidarsi a sindaco di Avellino. In questi cinque anni ha rivelato singolari doti di funambolo, mantenendosi sempre all’interno del Pd, ma attaccando quotidianamente Foti, sindaco Pd del capoluogo e dissociandosi quasi sempre dalle decisioni della maggioranza consiliare.

Festa, che con il nuovo tesseramento aveva probabilmente la maggioranza relativa del partito, è un sostenitore delle primarie per la scelta del candidato sindaco. Ma dopo l’annullamento del tesseramento è probabile che il Pd ci ripensi anche sulle primarie. Non sarebbe la prima volta che ai seggi elettorali vengono portati cinesi, immigrati e ragazzini ai quali vengono dati i due euro per votare. E non sappiamo fino a che punto Ermini voglia correre questo rischio.

Al momento ognuna delle correnti (ma sono poi tutti renziani) che ha costretto il Pd al commissariamento ha un suo candidato: Ivo Capone per Rosetta D’Amelio, Enza Ambrosone per De Basso De Caro, Gianluca Festa per Gianluca Festa, mentre gli onorevoli Paris e Famiglietti hanno scarso radicamento in città ed Enzo De Luca potrebbe pensare per la carica di sindaco a Ida Grella o addirittura a se stesso nel caso dovesse andar male alle Politiche.

Paradossalmente potrebbe mettere tutti d’accordo lo stesso Paolo Foti che, ad onor del vero, non ci pensa nemmeno lontanamente ad altri cinque anni da primo cittadino, ma che potrebbe essere il candidato che traghetta il partito verso nuovi equilibri nel 2023 (o anche prima). In quest’ultimo periodo si sta dedicando ad alcuni importanti obbiettivi in dirittura d’arrivo (Piazza Libertà, il cinema Eliseo, il tunnel, il restauro di Piazza Duomo, la bonifica dell’Isochimica, il centro per l’autismo, e forse anche il rilancio dell’Acs e la ripresa dell’attività teatrale al Gesualdo).

E la società civile? Finora si è fatto sentire solo l’ex consigliere ed assessore regionale, ex consigliere comunale, ex presidente della Provincia, Gino Anzalone, che proprio questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, ha presentato ufficialmente la sua candidatura a sindaco. La priorità da risolvere per il Pd è, secondo Anzalone, il rinnovo per intero della rappresentanza consiliare. Anzalone ha visto bene qual è il male oscuro (nemmeno tanto oscuro) di questa amministrazione comunale, ma anche delle precedenti giunte Galasso: la presenza di consiglieri di lungo corso, organizzati per bande in lotta fra loro, che condizionano pesantemente i progetti del sindaco. In questo ciclo amministrativo si poteva ribaltare quest’andazzo, visto la presenza in aula di consiglieri alla loro prima esperienza e provenienti dalla società civile, ma o sono stati isolati o si sono accodati a qualche banda già costituita.

Due dati, ad ogni modo, restano, a nostro avviso, incontrovertibili, a meno di improbabili cataclismi: le elezioni le vincerà ad Avellino il Pd e il nuovo sindaco, chiunque esso sia, sarà ostaggio ancora una volta del Consiglio comunale. Non a caso quasi tutti i consiglieri uscenti sono decisi a ricandidarsi e molti fra loro hanno già iniziato la campagna elettorale.

 

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