www.giornalelirpinia.it

    18/11/2017

D’Alema: «Per rendere credibile un’alleanza occorre rimuovere le ragioni che hanno creato la divisione»

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica9_dalem_av.jpgAVELLINO – “Non mi pare che il segretario del Partito democratico sia interessato ad un dialogo. Mi pare che si muova in una logica totalmente autoreferenziale, ha annunciato che avrà il 40% dei voti, quindi dal momento che avrà il 40% dei voti non ha bisogno di dialogare con nessuno”.

È rivolto subito al segretario nazionale del Pd il primo pensiero di Massimo D’Alema appena giunto nel capoluogo irpino da Napoli dove è stato contestato dai giovani dei collettivi studenteschi e dei centri sociali che di fatto hanno impedito lo svolgimento di un convegno con Susanna Camusso, segretaria nazionale della Cgil.

Ad Avellino l’ex presidente del Consiglio ha preso parte, insieme con Francesco Todisco e Massimo Paolucci, ad un convegno sul tema “A sinistra per un Paese normale” promosso da Articolo Uno Mdp e movimento giovanile della sinistra toccando le principali problematiche attualmente al centro del dibattito politico, soprattutto all’interno del Pd e dello schieramento della sinistra.

Inevitabile un passaggio sul voto siciliano: “In Sicilia il Pd avrebbe perduto comunque le elezioni. È un’analisi molto superficiale quella che viene fatta perché gli elettori che hanno votato per noi non avrebbero mai votato per il candidato di Renzi e Alfano. Quindi, non è che i voti si sommano a prescindere dalla volontà dei cittadini, sono dei calcoli che non hanno nessun senso. In Sicilia il Pd ha perduto per i cattivi risultati del governo Crocetta e per la scarsa qualità del suo ceto politico. Il problema è che per rendere credibile un’alleanza occorre rimuovere le ragioni che hanno creato una divisione. Noi ci siamo allontanati dal Pd perché eravamo in un grave dissenso con la riforma costituzionale, con la legge elettorale, anzi con le leggi elettorali, tutt’e due adesso, con le misure che hanno ridotto i diritti dei lavoratori e aumentato il precariato come il Jobs act, con le misure prese nella scuola: quindi c’è un dissenso di merito, c’è una differenza sostanziale che riguarda problemi che toccano la vita di milioni di persone”.

Poi s'interroga sulle possibili prospettive: “Il Pd è disponibile ad un confronto per correggere queste politiche? Se sì ce lo faccia sapere, altrimenti non vedo a quali condizioni si possa fare una sommatoria che non avrebbe nessuna possibilità e nessuna credibilità”.  Infine aggiunge: “È stata lanciata l’idea di una chiamata a raccolta di tutte le forze che vogliono rilanciare i valori, gli ideali della sinistra, del centrosinistra: è un discorso largo, aperto al quale io sono fiducioso che aderiranno in molti, cittadini, movimenti, formazioni politiche diverse”.

Ritornando sulla contestazione subita a Napoli commenta: “Le forze dell’ordine conoscono benissimo queste persone, dovrebbero cercare di prevenirle perché la libertà di espressione politica è una prerogativa fondamentale dei paesi democratici". Il monito finale è rivolto ai suoi contestatori con un invito a studiare: “Sono un po’ ignoranti oltre che violenti perché dai cartelli visti nelle foto mi accusano per il jobs act e la buona scuola. Non ero parlamentare e ho espresso il mio dissenso verso quei provvedimenti anche dall’esterno del Parlamento”.

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com