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    20/07/2018

Napolitano, Bianco e Corsini alla presentazione del libro su Martinazzoli

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica9_martinazzoli.jpgROMA – A cura dell’Associazione culturale “Aldo Moro - Mino Martinazzoli” è in programma mercoledì prossimo a Roma, nella sala “Enrico Berlinguer” della Camera dei deputati, la presentazione del volume sui “Discorsi parlamentari di Mino Martinazzoli”, l’uomo politico bresciano scomparso nel settembre del 2011.

Dopo un’introduzione di Ettore Rosato, capogruppo del Partito democratico a Montecitorio e padre del Rosatellum bis, il programma dei lavori, nel corso dei quali prenderà la parola il sen. Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, prevede gli interventi di Maria Elena Boschi, Gerardo Bianco, Pierluigi Castagnetti, Paolo Corsini e Marco Follini. A loro il compito di parlare della figura e dell’attività politica e parlamentare di Martinazzoli, democristiano per una vita, fin dai tempi della Sinistra di Base caratterizzati dai “ragionamenti” con De Mita e gli altri, più volte ministro, capogruppo alla Camera,  segretario della “nuova” Dc dal 1992 al 1994, fondatore e primo segretario del Ppi, infine sindaco di Brescia e consigliere regionale.

Martinazzoli fu – come ebbe a ricordare Paolo Corsini, suo grande amico e predecessore nella carica di primo cittadino della città Leonessa d’Italia, nel corso di un convegno svoltosi al circolo della stampa di Avellino nel luglio di due anni fa – uno dei maggiori interpreti del pensiero di Luigi Sturzo nella difesa della cultura del popolarismo e di quello di Alcide De Gasperi nel sostenere come baluardo della democrazia i valori della Costituzione per un efficiente funzionamento dello Stato.

Una lezione, quella di Martinazzoli, che, sulla scia di quella di alcuni dei maggiori padri nobili nonché interpreti del cattolicesimo democratico quali sono stati, con connotazioni diverse, Giuseppe Alberigo, Beniamino Andreatta, Achille Ardigò, Gabriele De Rosa, Giuseppe Dossetti, Leopoldo Elia, Ermanno Gorrieri, Giuseppe Lazzati, Pietro Scoppola, è ancora attuale e che merita di essere meditata per meglio capire la crisi della politica chiamata, come non mai, a riprendere il ruolo di guida democratica sorretta da una elaborazione progettuale e culturale in grado di sfociare in capacità di scelte e di governo. Una lezione, ancora, che andrebbe meditata e studiata da quanti oggi aspirano a fare politica e a cui mancano, diremmo con una terminologia calcistica, i fondamentali. Come successe – e questo l’ha ricordato lo stesso Corsini ad Avellino – a quel giovane deputato del Pd cui era del tutto sconosciuto il nome di Altiero Spinelli, uno dei fondatori del movimento federalista europeo ed estensore del manifesto di Ventotene, collegato invece con non meglio precisati ed identificabili confezionatori di sigarette artigianali a base di hashish e marijuana. O tempora, o mores!, dicevano gli antichi.

Da ministro di Grazia e giustizia Martinazzoli fu ad Avellino nel 1985 per prendere parte ai lavori del convegno nazionale di studi promosso dal Centro irpino di studi giuridici e sociali “Girolamo Tartaglione” e svoltosi, dal 31 maggio al 2 giugno, presso il palazzo di giustizia di Piazza Aldo Moro, sul tema della riforma del processo penale, in particolare sulla nuova delega legislativa, approvata nel luglio dell’anno precedente, per l’emanazione del codice di procedura penale.

“Il discorso di Martinazzoli non può essere sintetizzato – scrivemmo sul nostro giornale, L’Irpinia, all’epoca periodico a stampa, a proposito dell’intervento dell’allora guardasigilli – vive nella inquietudine morale del ministro attento che sa concludere con l’impegno concreto per il recupero della presenza e della credibilità dello Stato. Ha detto Martinazzoli che, lasciando galleggiare per aria la riforma, intanto cerchiamo di sopravvivere, senza far niente, se la macchina giudiziaria penale continua a funzionare distribuendo il sessanta per cento di sospensione delle pene comminate. Ha detto che questa è la crisi reale, quando la giustizia amministrativa sopravvive con la dilatazione della sospensiva, la giustizia penale è efficace soltanto nell’applicazione della carcerazione preventiva, la giustizia civile esiste in termini di rapidità accettabile solo col ricorso alle misure cautelari. Ha detto Martinazzoli che è difficile risolvere i problemi delle strutture che possono portare alla riforma del processo penale. Occorre la solidarietà politica di tutti, cominciando dalla revisione delle circoscrizioni giudiziarie (è meglio avere un ufficio giudiziario vero a qualche chilometro di distanza piuttosto che un ufficio giudiziario finto sulla porta di casa).

Ora la crisi è della stessa libertà perché i suoi poteri tendono ad essere confiscati: la via della riforma impone la necessità del recupero del consenso e, passando attraverso graduali modifiche del processo, impone la necessità della scelta”. “Un messaggio quello di Martinazzoli – scrivemmo ancora – che ha caratterizzato l’emozione e la partecipazione morale al convegno, ripreso nell’attenzione nazionale come un segnale di discorso nuovo ed effettivo per una riforma del modo di essere della giustizia italiana”.

Fu, quella promossa dal Centro Girolamo Tartaglione, una tre giorni molto intensa di dibattito cui diedero il loro contributo giuristi, magistrati, avvocati, politici. Tra gli organizzatori ci fu il magistrato avellinese Angelo Di Popolo, poi procuratore della Repubblica, scomparso nell'agosto di quest'anno. “Avrei paura di fare il magistrato in Campania”, dichiarò in quella occasione Marco Pannella, presente ai lavori, volendo rendere il senso della sua opposizione alle violazioni del segreto istruttorio e del diritto all’immagine.

Aggiornamento del 12 dicembre 2017, ore 14.32 - Sperando di non disturbare mi fa piacere inviarti la registrazione dell'incontro tenuto alla Camera dei deputati il 29 novembre per la presentazione dei "Discorsi parlamentari" di Mino Martinazzoli curati da me e da Pierluigi Castagnetti.

Mi permetto inoltre di trasmetterti la recensione di Maurizio Pegrari, apparsa sul "Corriere della Sera" al volume ancora curato da me e dal prof. Costantino Cipolla dell'Università di Bologna sulla nascita della Croce rossa. Ho ripreso infatti a studiare intensamente, a scrivere e pubblicare anche in vista della chiusura della mia esperienza politica. Intendo, infatti, riservare prevalentemente all'attività scientifica e di ricerca il tempo che mi sarà dato. Intanto ti anticipo che a metà gennaio uscirà per i tipi de "La Scuola - Morcelliana" una voluminosa biografia di Bruno Boni 1918/1998 - com'è noto fu sindaco di Brescia ininterrottamente dal 1948 al 1975 - scritta in collaborazione con Marcello Zane. Nel frattempo, molte cordialità Paolo Corsini

Link - Presentazione Martinazzoli: http://webtv.camera.it/evento/12263

 

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