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    23/07/2018

Da Roma arriva lo stop, rinviato il congresso provinciale del Pd

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David ErminiAVELLINO – «Dopo la decisione del 19 dicembre 2017 di celebrare il congresso straordinario provinciale di Avellino entro il mese di gennaio 2018, a seguito delle tue valutazioni sulla situazione locale interna al partito e della lettera pervenuta dalla segreteria regionale, non sussistono le condizioni politiche locali auspicate e indispensabili per la celebrazione del congresso. Inoltre in sede locale la conflittualità interna risulta ad oggi non superata nonostante il tuo sforzo. Per tali motivi, il congresso provinciale straordinario di Avellino dovrà essere celebrato dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, proprio per non ostacolare l’importante fase di campagna elettorale che si aprirà nelle prossime settimane. Naturalmente, fino ad allora, continuerai a svolgere le funzioni di commissario politico, come da atto di commissariamento del 12 ottobre 2017. Nel ringraziarti per l’impegno profuso finora e nell’augurarti buon lavoro, ti saluto cordialmente».

Questo il testo della lettera con cui il responsabile nazionale dell’organizzazione del Partito democratico Andrea Rossi ha comunicato questa mattina al commissario del Pd irpino David Ermini il rinvio del congresso provinciale che si sarebbe dovuto tenere il prossimo 14 gennaio.

I primi ad apprendere del rinvio sono stati i quattro candidati che questa mattina, come da calendario a suo tempo fissato, si erano recati presso la sede di via Tagliamento per presentare la loro candidatura alla segreteria provinciale: si tratta di Gaetano Bevere (area Del Basso De Caro), Michelangelo Ciarcia (area De Luca), Franco Iovino (area Santaniello) e Lara Lanni (area D’Amelio).

Continua, dunque, questo grottesco ping-pong tra Roma e via Tagliamento sulla celebrazione del congresso provinciale. Ancora una volta, come era successo per Napoli, gli organismi nazionali del Pd, con in testa il segretario Renzi, non riescono a prendere una decisione e a portare un po’ di chiarezza quando si trovano di fronte a situazioni che non sono in grado di sbrogliare alla luce del regolamento. Il nodo principale da sciogliere, come è noto, è quel del tesseramento i cui dati, tra non poche contraddizioni, sono tra i più alti d’Italia. Nel segno, comunque, del più comodo e soporifero pilatismo preelettorale ancora una volta dal Nazareno non si va al di là dell’ormai consolidata linea contrassegnata da quello che è diventato un vero proprio slogan quando ci si trova a dover decidere su situazioni intricate: “tanto lì sono abituati così”.

 

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