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    21/02/2018

A Dal Piaz il premio Franco D’Onofrio

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Il prof. Dal Piaz, al centro, riceve il premio D'OnofrioAVELLINO – Sarebbe stato orgoglioso Tonino se si fosse trovato con me, il 19 dicembre, all'inaugurazione della mostra al Pac (Padiglione d'arte contemporanea) di Milano dal titolo “Il territorio dell'architettura, Gregotti e Associati 1953-2017”. Tra i 1200 progetti realizzati dallo studio di Vittorio Gregotti, fino all'11 febbraio, saranno esposti, anche, il Piano particolareggiato del 2000 per la Collina dei Liguorini ed il Piano regolatore generale 2001-2003, ideati al tempo dell'amministrazione Di Nunno per la città di Avellino.

All'epoca dell'indimenticabile sindaco-giornalista il livello del confronto, con tutto il rispetto per le comunità finitime al capoluogo, era con le realtà più evolute del Paese, da Torino per il Puc, ad Imola e Brescia per lo smaltimento dei rifiuti, a Modena per il sistema delle autonomie locali. Quando il primo cittadino di Avellino prendeva la parola nelle assemblee nazionali dei sindaci per rappresentare i problemi dei territori del Sud, soprattutto quelli di natura finanziaria e legati allo sviluppo, la sua voce era ascoltata. Tonino non era più il solito, ossequioso sindaco figlio del notabilato democristiano, ma sulla scia di Guido Dorso un autentico interprete del desiderio di giustizia e di indipendenza delle classi dirigenti del Mezzogiorno. Pagò e fu osteggiato soprattutto per questo.

È superfluo ricordare atti memorabili e rivoluzionari come il blocco della cementificazione sulle colline e presso i corsi d'acqua imposti con la variante di salvaguardia, poi vanificati dalle amministrazioni successive, o la rottura del fronte del no agli impianti per il trattamento dei rifiuti in Campania, accogliendo il primo Stir a Pianodardine, salvando le risorse idriche di Salza irpina e tenendo immune Avellino da gravi crisi igienico-sanitarie o l'aver puntato sulla cultura e sull' acquisizione al patrimonio pubblico di edifici storici quali l'ex Eliseo, Villa Amendola, l'ex Distretto militare, nonché aver programmato ettari ed ettari di verde pubblico da Parco Manganelli al Fenestrelle, dall'area dell'autostazione al Q9.

Quale politico oggi rifiuterebbe una proposta di candidatura alla Camera avanzata da Ciriaco De Mita, quando era ancora influente, per continuare a fare il sindaco come si era impegnato in campagna elettorale con gli avellinesi? Chi, in tempi di continui cambiamenti delle giunte per poter tirare a campare, avrebbe il coraggio di annunciare la propria squadra dal palco, alla vigilia del ballottaggio, come solo lui seppe fare  nella notte magica di via De Conciliis, peraltro consentendo agli assessori di operare per l'intero mandato amministrativo? Potrei scrivere e parlare di Tonino per ore e giorni, del gruppo che seppe creare: ci saranno certamente altre occasioni. Lo abbiamo ricordato, in occasione del terzo anniversario della sua scomparsa, con una messa celebrata da Don Emilio Carbone.

Al termine dei lavori del convegno di urbanistica a lui dedicato e di cui riferiamo in altri articoli il premio di architettura ed urbanistica intitolato alla memoria del compianto architetto Franco D'Onofrio è stato conferito al professore Alessandro dal Piaz, ordinario di Progettazione urbanistica presso la Facoltà di Architettura dell'Università Federico II di Napoli. La giuria, presieduta dal sociologo Ugo Santinelli, ha conferito il prestigioso riconoscimento con le seguenti motivazioni: Ad Alessandro Dal Piaz, per aver intrecciato i temi della riqualificazione urbana e della pianificazione del territorio, mettendo al centro il valore della qualità della vita per le persone. Ha interrogato così la città della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale, e quella della speculazione degli anni 60'; i luoghi recuperati del terremoto del 23 novembre 1980 e gli ambiti metropolitani di questa contemporaneità. Lo ha fatto nei termini di un impegno intellettuale e professionale, coerente e costante, animato da intensa passione civile nei modi e nelle forme dell'insegnamento e del servizio. Prediletti, gli strumenti del dialogo aperto con le giovani generazioni ed il confronto, anche aspro, con i rappresentanti degli enti locali. Talvolta i suoi sforzi possono essere apparsi vani, e non per demerito suo. Resta il significato dei suoi studi e delle sue visioni: nella Storia, le occasioni perdute del passato diventano lezioni per l'avvenire”.

 

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