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    16/11/2018

Congreso Pd, polemiche e tensioni nei circoli

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_pd-coord.jpgAVELLINO – Ormai non dovrebbero esserci più dubbi: il congresso provinciale del Pd irpino si terrà dopo le elezioni politiche e prima delle amministrative. Registrata l’ennesima convocazione dell’assise (per il 14 gennaio), da parte del commissario di via Tagliamento, David Ermini, nel giro di qualche giorno è giunto un ulteriore rinvio, proprio sullo scadere del termine per le presentazioni delle candidature. La macchina organizzativa, quindi, non ha avuto nemmeno il tempo di partire che si è dovuta nuovamente fermare, dopo che erano stati già nominati i componenti la commissione congressuale.

Si consuma così l’ennesimo episodio di questa lunga telenovela, caratterizzata da continui colpi di scena e da costanti polemiche che, nel pedissequo ripetersi, trasmettono l’idea di un copione ammuffito, messo in scena troppe volte.  Se nelle stanze del Pd qualcuno tira un sospiro di sollievo, temendo che il rinnovo degli organismi di partito avrebbe potuto condizionare a proprio sfavore gli equilibri interni, condizionando la gestione delle candidature per la tornata elettorale del 4 marzo, sul campo restano, più vivi che mai, i conflitti tra le diverse componenti politiche democratiche.

Della difficile situazione irpina ne hanno dovuto prendere atto in questi giorni sia i vertici regionali che quelli nazionali del partito. A lanciare l’allarme sulla ingovernabilità della federazione provinciale di Avellino è stata innanzitutto la segretaria del Pd campano, Assunta Tartaglione, che ha scritto al Nazareno rappresentando le ricadute negative che in un passaggio delicato di verifica del consenso si sarebbero potute determinare. Un rapporto che ha trovato conferma anche nelle valutazioni compiute da altri dirigenti ed esponenti istituzionali. Da Roma è perciò arrivato il perentorio altolà.

«Non sussistono le condizioni politiche locali auspicate – ha scritto nero su bianco il responsabile Organizzazione del Pd, Andrea Rossi, nella missiva indirizzata a David Ermini da parte del responsabile nazionale Andrea Rossi – ed indispensabili per la celebrazione del congresso. Inoltre in sede locale la conflittualità interna risulta ad oggi non superata nonostante il tuo sforzo. Per tali motivi, il congresso provinciale straordinario di Avellino dovrà essere celebrato dopo le elezioni politiche del 4 marzo, proprio per non ostacolare l’importante fase di campagna elettorale che si aprirà nelle prossime settimane».

In queste settimane, però, questa l’indicazione proveniente dalla Capitale, si potranno effettuare i congressi di circolo, per consentire, non appena verranno archiviate le consultazioni politiche, una rapida risoluzione del caso, con l’indizione del congresso provinciale. Ma anche le assisi locali rischiano di agitare le acque già mosse del Pd facendo venire a galla le tensioni presenti sul territorio, persino tra gli iscritti di una stessa struttura. Ne è un esempio la protesta dell’ex vicesindaco di Avellino, Stefano La Verde, che ha informato il commissario Ermini di non essere stato nemmeno invitato al congresso del circolo “Francesco De Sanctis” del capoluogo al quale è iscritto: «Vorrei pregarla di invitare i suoi collaboratori a controllare ed a fare in modo che le assemblee si svolgano nel rispetto di un minimo di regole e che sia consentita, almeno, la presenza degli iscritti. E soprattutto che non sia leso, come nel mio caso, un legittimo diritto derivante dall'iscrizione al Partito democratico. Non vorrei che alla vigilia di una campagna elettorale così importante ci si chiudesse nel segreto di qualche abitazione privata. Non le nascondo che ho ancora grande desiderio di continuare a votare per il Pd, ma spero che, in futuro, a causa di comportamenti come quelli raccontati, non prevalga la tentazione di mandare tutti a "quel paese"».

È difficile, quindi, immaginare che dopo le elezioni politiche possa essere recuperato un clima più disteso nel partito, soprattutto se si considera che avrà immediatamente inizio la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale della città. Spetterà pertanto al vertice nazionale del Pd imporre una tregua alla compagine irpina per uscire dall’impasse.

 

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