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    20/10/2018

Caputo: «Commissario di parte, regia occulta, scontri e divisioni: è un congresso farsa»

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Antonio Caputo, già sindaco di Aiello del SabatoAVELLINO – Non posso che esprimere profonda amarezza – dichiara in una nota-stampa Antonio Caputo, già candidato alle primarie Pd per sindaco di Avellino e consigliere provinciale  -- alla per quanto abbiamo dovuto registrare nel Pd irpino durante tutta la fase di preparazione del congresso provinciale, che sarebbe stato opportuno congelare, soprattutto alla vigilia delle elezioni amministrative, nel tentativo di svelenire il clima e ritrovare un’unità di intenti  tra le diverse componenti del partito.

La gestione del commissario David Ermini è stata tutt’altro che positiva. Si è fidato di persone sbagliate, attente più al proprio tornaconto personale che non all’affermazione del progetto politico del Pd, e che alimentano continuamente tensioni e divisioni.

Spero che non sia vero, come si dice in giro, che la regia di questa maldestra e vergognosa operazione sia del governatore della Campania. Resterei fortemente deluso. È inaccettabile che esponenti istituzionali di rilievo, che dovrebbero rappresentare una sintesi delle posizioni in campo, vogliano invece condizionare, entrando a gamba tesa, le scelte e la linea politica di una federazione provinciale del Pd. Si tratterebbe di una impropria interferenza, che produrrebbe soltanto danni, così come sta già avvenendo. Dopo il criticabile napolicentrismo, staremmo assistendo ad una omologazione salernocentrica. Uno schiaffo insopportabile per la dignità e la storia politica del nostro territorio.

È chiaro che dietro alla partita per il congresso se ne nasconde un’altra: quella per il Comune di Avellino. Ma andando avanti in questo modo, saremo costretti a registrare una sonora sconfitta elettorale. La lezione del 4 marzo evidentemente non è servita.

Il rilancio del Pd può avvenire soltanto superando la velenosa logica del correntismo, nella quale non vorrei fossero rimasti imbrigliati anche i giovani democratici. Invece si è preferita la strada dello scontro, delle forzature, con la candidatura di un subcommissario, che fino all’ultimo ha mantenuto le sue funzioni, con i giochetti sulla determinazione della platea congressuale.

È giunto il momento che nel Pd ognuno si assuma le proprie responsabilità.

 

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