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    21/05/2018

Mancino: «Ho sempre onorato lo Stato italiano»

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Al centro, Nicola MancinoAVELLINO – “Non è facile parlare sia pure con una sentenza favorevole. Dal 2008 si è sviluppato un teorema nei miei confronti ed io ho sempre protestato contro quello che ho definito teorema. Che fu un teorema ed è rimasto teorema anche dopo l’accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio da parte del giudice dell’udienza preliminare”: così l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino dà il via alla annunciata conferenza presso il circolo della stampa di Coraso Vittorio Emanuele a pochi giorni dalla sentenza di assoluzione nel processo Stato-mafia che ha visto la condanna degli altri imputati.

“Io non mi lamento di essere andato dinanzi alla Corte d’assise, mi sono lamentato di essere stato immischiato, insieme con i capimafia, insieme con Riina, insieme con Provenzano. Io ho fatto il mio dovere. Dice il procuratore dell’udienza: ma Mancino ha riempito i nostri scaffali di documenti. Che doveva fare uno come me che aveva onorato il ruolo, che aveva sempre considerato la norma un obbligo di accettazione da parte del cittadino? Io mi sono adoperato per combattere una presenza malavitosa, diciamo soprattutto in Sicilia ma che si era dilatato sul territorio sia dal punto di vista criminale – pensate a Georgofili, pensate a via Palestro di Milano, ma pensate anche all’attività finanziaria che era inquinata soprattutto da capitale sporco”.

“La sentenza c’è stata, è stato per me un tempo lungo: io sono stato, anche per il mio carattere, messo nell’angolo, messo in un angolo sempre con la preoccupazione che, malgrado tutte le sollecitazioni a capire che quel processo era stato male impiantato nei miei confronti, io tra me e me mi sono sempre chiesto guardandomi e salutandomi chissà quanta gente amica pensa che io abbia potuto commettere qualcosa nei confronti delle leggi e nell’esercizio dell’attività di ministro”.

“Se vi ho fatto nascere il sospetto che io potessi non essere stato un uomo della legge, io diciamo vi chiedo anche scusa se avete avuto questa impressione tra voi e voi, voi ed i vostri amici, all’interno della famiglia. Ma io ho rispettato lo Stato, ho onorato lo Stato Italiano perché lo Stato non può scendere a trattative, deve essere limpido, deve essere perbene. Certo, se uno mi chiede ma tu come lo vedi oggi lo Stato, certo non lo vedo bene. C’è anche grande malinconia da parte mia per tutto questo perché la politica non ha più il suo alimento nella dottrina ed i politici non esistono o ce ne sono pochi. Noi abbiamo bisogna di rinnovare le istituzioni e di rinnovare anche la politica”.

 

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