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    20/08/2018

Martina: «Confronto con M5S? Capitolo chiuso»

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Maurizio Martina (fonte partitodemocratico.it)ROMA – “Questa direzione, per decisione di tutto il gruppo dirigente fondamentale, doveva discutere la possibilità di aprire un confronto con il Movimento Cinque Stelle, secondo il mandato assegnato dal presidente della Repubblica al presidente della Camera solo dopo l’esaurimento dell’ipotesi d’intesa tra centrodestra e Cinque Stelle. Un mandato chiaro e preciso anche nel suo perimetro politico. Non si è mai trattato di decidere con un sì o un no, se fare un’alleanza o votare la fiducia a un governo Di Maio. Si trattava di lanciare con il confronto una sfida politica e culturale diretta a quel movimento che tanto ha eroso il nostro consenso anche il 4 marzo. E sfidarli proprio sul terreno del cambiamento. Fare uscire tutte le loro contraddizioni. Nessuna rinuncia ai nostri valori e alle nostre scelte ma invece un’ipotesi certo impervia, certamente di difficile praticabilità, per incalzare quel movimento oltre i posizionamenti tattici, demagogici ed elettoralistici che hanno tenuto fino a qui. Non quindi una resa, ma un rilancio. Certo difficile da sostenere al punto che anch’io ho prospettato persino l’idea di una eventuale consultazione larga della nostra base, qualora si fosse arrivati a una ipotesi concreta di lavoro”.

È un passaggio della relazione tenuta quest’oggi al Nazareno dal segretario reggente Maurizio Martina alla direzionale nazionale del Pd.

“Oggi questa direzione – ha spiegato – non può più discutere di questa ipotesi di confronto perché i fatti nei giorni scorsi hanno archiviato questa possibilità. Capitolo chiuso, quindi. A me rimane un pensiero che credo sia giusto dirvi: nella discussione accesa di questi giorni parlavamo molto di loro ma in realtà il tema vero eravamo noi. Il nostro ruolo e la nostra funzione anche quando si è in minoranza. Per non rischiare di auto-confinarsi nell’irrilevanza. E accettare una sfida. Un’ipotesa rischiosa per il Partito democratico.

Il dato ora è che il rischio di un voto anticipato è più forte di ieri con tutte le conseguenze che questo può avere innanzitutto per il Paese. Per noi il tema non è mai stato votare Salvini o Di Maio premier. Ma per noi il tema non potrà mai essere nemmeno sostenere un qualsivoglia percorso con Salvini, Berlusconi e Meloni come soci di riferimento. Tanto più impossibile chiaramente per noi un governo a trazione leghista. Aggiungo inoltre che, visto lo spettacolo quotidiano, mi sembra quantomeno arduo immaginare che quelle leadership – che vanno per querele e tribunali – essere domani insieme padri costituenti della nuova Repubblica”.

La relazione di Maurizio Martina

 

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