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    19/12/2018

La denuncia/I cittadini in movimento, una voce soffocata in piazza

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_citt_movim.jpgAVELLINO – Sabato pomeriggio – si legge in un comunicato – la lista de “I cittadini in movimento” ha presentato presso la Piazza della Libertà ad Avellino i suoi candidati. Una settimana di passione per ottenere i dovuti permessi. Molteplici le interpretazioni e le mancanze di una amministrazione che continua a fare favoritismi per alcuni ed a mancare per gli altri. Alla fine la nostra lista non ha potuto montare un gazebo di rappresentanza ma ha dovuto in una piazza gremita far sentire la sua voce da una pedana di legno. Solo i cartoni delle urne del sondaggio, dove era presente il logo, hanno tamponato ad una mancanza assoluta di elementi identificativi della lista.

Siamo o non siamo in democrazia o meglio la democrazia è uguale per tutte le liste? Il Comune avrebbe dovuto montare un palco o una serie di essi al fine di poter garantire la democrazia di parola a tutti i candidati ed allo stesso tempo avrebbe dovuto diramare un regolamento per l’utilizzo degli spazi dei comizi. In un vuoto normativo e per analogia si sarebbe dovuto fare riferimento ad un protocollo di intesa prefettizio, 4 marzo 2018, ed invece si è deciso di non prenderlo in esame. Tale mancata interpretazione analogica è stata adottata a discapito della lista de “I cittadini in movimento”.

Nella giornata di ieri, domenica, un partito nazionale ha svolto un comizio in Corso Vittorio Emanuele, alla presenza delle forze dell’ordine, montando “Gazebo vessilli elettorali, direttamente collegati al voto del candidato sindaco (vietati dalla norma e dalla circolare del prefetto)”. Per tale motivo sono stati interpellati gli organi competenti, chiedendo chiarimenti in merito alla diversa interpretazione della norma. Le forze dell’ordine hanno confermato che nessuno aveva chiesto un permesso per un comizio ma solo per un gazebo rappresentativo e per tale motivo è stato elevato verbale ma non è stata sospesa la manifestazione per la presenza dei parlamentari.

Questi ultimi sono i garanti del diritto e non certo soggetti esenti dal rispetto delle regole democratiche. La manifestazione andava sospesa per non aver garantito la stessa democrazia di espressione  per entrambe le liste. Neppure è immaginabile che un partito, con cospicue risorse, pagando la sanzione (che noi o altri, con risorse personali, non avremmo potuto pagare) possa violare il diritto democratico di uguaglianza di parola e libera manifestazione di espressione così come garantito dalla Costituzione.

Nella qualità di lista e per il nostro candidato alla carica di sindaco di Avellino ci aspettiamo delle scuse formali da parte dell’amministrazione, delle forze dell’ordine e di tutti quei partiti che non hanno rispettato le regole. Questo scritto è un monito per tutti coloro che lavorano nel rispetto della legalità.

 

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