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    25/06/2018

Di Maio: «Il Sud deve diventare la più grande industria di turismo d’Europa»

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Di Maio, con a fianco Ciampi, riceve fiori sul palco di via MatteottiAVELLINO – “Io ho incontrato già alcuni lavoratori di queste aziende che stanno subendo delle crisi, casse integrazione, problemi industriali. Al mio ministero ci sono centinaia, purtroppo, di vertenze sindacali che dovremo affrontare una alla volta. Io ce la metterò tutta e quello che voglio fare è prima di tutto rendere più umane questa vertenze con la vicinanza dei parlamentari del territorio che devono poter partecipare a questi tavoli come uditori – e ho già fatto una circolare in tal senso – e numero 2 con la presenza del ministro il più possibile anche in incontri preliminari. Tutte queste crisi saranno affrontate e chi chiederà un tavolo ne ha diritto e quindi gli sarà assicurato per risolvere la crisi”.

Non poteva non partire dalle vertenze legate alla questione occupazionale il primo approccio in terra d’Irpinia del neo ministro del Lavoro nonché vicepremier Luigi Di Maio questa mattina ad Avellino, sul palco di via Matteotti, per chiudere la campagna elettorale del candidato a sindaco per il M5S Vincenzo Ciampi con di fronte, in prima fila, una rappresentanza dei lavoratori dell’ex Iribus e dell’Ipercoop.

“Poi voglio dire subito un’altra cosa, incalza il parlamentare penta stellato, il Sud non lo aiutiamo solamente con al risoluzione delle crisi industriali ma anche con un piano di sviluppo. Il Sud deve diventare la più grande industria di turismo d’Europa ma soprattutto, grazie alle energie rinnovabili, agli investimenti nell’auto elettrica, gli stabilimenti del Sud devono riprendere linfa vitale e devono ricominciare a dare posti di lavoro. Questo è un piano industriale che porteremo avanti nei prossimi anni, un piano politico-industriale e a breve ne avrete ancora più dettagli”.

Il discorso si sposta, quindi, sui temi che hanno caratterizzato la campagna elettorale alle Politiche: “La nostra prima priorità adesso è impedire che le tasse aumentino perché ricordiamoci sempre che se ci sono la clausole di salvaguardia e stanno per scattare è perché qualcuno in passato ha sprecato soldi non prevedendo le coperture. Poi abbiamo un piano per intervenire sia sulle coperture per il reddito di cittadinanza sia per la flat tax che passa per la spending rewiev  ma passa anche per la ricontrattazione di tanti, tanti margini europei che si discuteranno nel piano dei prossimi sette anni di programmazione economica europea. Quindi per ora blocchiamo l’Iva e nei prossimo mesi ci metteremo al lavoro anche su flat tax e reddito di cittadinanza perché una promessa è una promessa e la dobbiamo realizzare”.

Non risparmia un passaggio sul voto amministrativo in cui è impegnato il capoluogo irpino: “Si stanno presentando a queste elezioni comunali quelli che questa città l’hanno già governata e vi dicono di volerla cambiare. Ma perché non l’hanno cambiata quando la stavano governando?”.

Prima di lui ad infiammare il popolo grillino presente in via Matteotti – un tempo palcoscenico preferito dai partiti della Prima Repubblica per la chiusura delle campagne elettorali – era stato il parlamentare avellinese Carlo Sibilia presente sul palco insieme con tutta la deputazione irpina al gran completo: “Tredici anni fa mi avevano detto che Avellino non può cambiare, oggi voi mi state dimostrando l’esatto contrario: dove loro hanno mal governato, noi metteremo ordine, valorizzando le competenze, e ponendo fine al clientelismo che ha distrutto questa città: il 10 giugno nascerà un’altra Avellino”.

 

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