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    21/11/2017

L'occhio sulla città/Un voto al televoto

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_televoto.jpgAVELLINO – Dopo una pausa di riflessione forzata causa una brutta influenza torna il nostro occhio, concedendosi una piccola ed occasionale digressione dalle vicende cittadine, per guardare ad una curiosità sulla nostra regione: sapevate che la Campania e la Sicilia sembrano essere le regioni in cui si "televota" di più?

Sulla base di questo dato e pur nella consapevolezza che tentare l’approccio ad un argomento  così diffuso e controverso com’è quello del televoto è difficile, vorremo provare ugualmente ad esprimerci sul tema con alcune brevi considerazioni. Oggi quasi tutti i format televisivi d’evasione ne prevedono il ricorso: Miss Italia, il Festival di Sanremo o il più recente Ballando con le stelle, solo per citarne alcuni. Giusto ricorrervi se si intende con esso creare legittima interazione tra pubblico e programma, richiedendo il giudizio degli spettatori da casa, sull’oggettiva o soggettiva bellezza di una miss.

Deleterio e pericoloso invece quando, attraverso tale pratica, si è chiamati a giudicare la qualità di una esibizione, in una gara canora o di ballo. In questi casi, infatti, è prevista una giuria di esperti del settore e dunque bisognerebbe lasciar loro il giudizio. Sì, perché per quanto colto  il  pubblico di tali trasmissioni non può invadere territori in cui sa che le proprie competenze non potranno che essere scarse. Sarebbe auspicabile, da parte di ognuno, una maggiore coscienza del limite, essenza stessa dell’essere uomo.

Altro grave errore ascrivibile a tali format è la tendenza all’equiparazione di giudizio tecnico e voto popolare: ciò è profondamente ingiusto perché nella maggior parte dei casi proprio il televoto, il voto popolare comporta il totale stravolgimento delle classifiche tecniche.  Qualcuno potrà sollevare obiezioni,  una su tutte  quella degli ascolti: in effetti il televoto tiene incollati allo schermo milioni di telespettatori per l’intera durata dello spettacolo, ma se anche la stessa azienda di servizio pubblico ha registrato ultimamente crepe nel meccanismo del televoto, allora qualche dubbio sull’efficacia del sistema pare lecito.

Quali dunque le soluzioni  alternative o perché no le innovazioni? Eccone proposte alcune: ridurre l’incidenza in percentuale del voto da casa,  80% giuria tecnica e 20% televoto, in programmi come Ballando  o Sanremo; convertire il televoto di suddetti programmi in sondaggi proposti ai telespettatori che la giuria dei tecnici, durante il programma, potrà riservarsi di accogliere oppure no, lasciando dunque esprimere lo spettatore con un orientamento e non con un giudizio definitivo, mentre sarebbe opportuno mantenere il televoto per concorsi come  Miss Italia in cui è richiesto un giudizio “immediato” e soggettivo. Invitiamo chi di dovere a rifletterci.

 

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