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    23/11/2017

L'occhio sulla città/Avellino si guarda intorno e vede il nulla

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – L'occhio sulla città di questa settimana si abbandona ad una riflessione: sta per concludersi un altro anno scolastico, è in arrivo un'altra estate ed i programmi per i giovani che restano in città, sono ancora vaghi, indefiniti o lunghi lo spazio di una sera. Li si continua a vedere vagare senza meta alla ricerca di spazi aggregativi, nei fatti inesistenti, sono fermi ai bar,  prigionieri di un vociare  quasi irreale, che impedisce anche il più elementare scambio di sguardi e di parole.

Saremo tentati di consigliar loro di spostarsi altrove, a Salerno ad adempio, dove è in pieno svolgimento il  "Salerno  letteratura festival": in diversi e suggestivi luoghi della città, si svolgono  presentazioni  di libri, incontri  a tema , come ad esempio quello dal titolo  “Che cos'è la poesia" ,

a cura di Rosa Giulio e Alberto Granese, docenti di letteratura italiana dell'Università degli studi di Salerno, a cui ha partecipato chi scrive, ed anche incontri con autori, dibattiti, spettacoli teatrali, insomma tutto quanto fa cultura.

Noi, però, vorremmo che ad essere inclusiva ed attrattiva potesse tornare ad essere la nostra Avellino. Non abbiamo neanche la pretesa che ad aggregazione, ad inclusione, attrazione, dovessero ad ogni costo corrispondere iniziative culturali, ma, certo, riteniamo possa essere un esempio da seguire e, comunque, deleghiamo, a chi di dovere l'impegno ad immaginare iniziative atte al coinvolgimento diretto dei giovani della nostra città: riflettere per non aduggiare e per non giacere  sul letto di Procuste.

 

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