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    23/09/2017

L'occhio sulla città/La Dogana va all'asta: quale futuro per uno dei simboli di Avellino?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita3_dogana3.jpgAVELLINO – Dopo una pausa di circa due settimane in cui vi sarete di sicuro sentiti poco osservati torna l'occhio sulla città.

La Dogana, uno dei simboli della nostra città, che la famiglia Caracciolo fece restaurare nel diciassettesimo secolo dall’architetto-scultore Cosimo Fanzago calato nel regno di Napoli dalla natia Clusone, andrà all'asta. A deciderlo il tribunale di Avellino. Chiunque, dunque, potrà  acquistare  quello  che un tempo era uno dei maggiori empori per la vendita dei grani e fino al 1992 sede dello storico cinema Umberto che, con la sua suggestiva "finestra sulle stelle", ha reso magiche molte  notti avellinesi.

Un nuovo capitolo, insomma, sta per aprirsi sulla sorte del magnifico monumento caduto vittima del torpore che caratterizza da diverso tempo la vita amministrativa della nostra città. Al di là delle tante promesse fatte dai nostri amministratori, che tal volta ne hanno dato per scontata  l'acquisizione al patrimonio comunale, la domanda sorge spontanea: quale sarà la posizione del Comune? E, soprattutto, quale sarà il vincolo imposto dalla sovrintendenza agli eventuali acquirenti?

Non sta a noi trovare o suggerire soluzioni: ben venga qualsiasi scelta, purché sia al servizio dei cittadini. Ciò che invece riteniamo debba essere vincolante nella ristrutturazione dell'edificio è l'impegno a mantenerne intatta la magnifica facciata, a tutela  del ricordo di ciò che è stato. Riaccendiamo, dunque, l’anima di Avellino, consentiamole insieme il recupero di un'identità forse  ancora non del tutto perduta.

 

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