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    23/09/2017

L'occhio sulla città/Abbiamo comunque motivi per sorridere…

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L'auditorium-teatro del conservatorio Domencio CimarosaAVELLINO – In un momento storico in cui la politica cittadina continua ad arrancare alla ricerca della sua bussola e in città si sono ormai raggiunti i limiti della decenza in termini di manutenzione stradale e cura del verde pubblico, in attesa che il teatro Gesualdo possa presto ritrovare la sua massima funzionalità ed efficienza, l'occhio sulla città di questa settimana sente di poter avere comunque motivi per sorridere.

Dallo scorso sabato, infatti, Avellino e  l'Irpinia,  hanno un nuovo "teatro": un moderno e funzionale auditorium, all'interno del conservatorio Domenico Cimarosa. Dopo un meticoloso ed accurato lavoro di restauro e ammodernamento, l'auditorium, dedicato al ricordo del pianista partenopeo  Vincenzo Vitale,  si candida ad essere nuovo fulcro  dell'attività culturale cittadina. La sala ha una capienza di circa quattrocento posti e può ospitare, oltre che ovviamente concerti, rappresentazioni teatrali, cinematografiche ed artistiche in genere.

Dotato di un ampio palcoscenico, il "teatro" offre il massimo confort agli artisti: dispone, infatti, di  un altrettanto ampia sala prove, moderni camerini e due sale di registrazione. Non va dimenticato il  piccolo ed elegante foyer che accoglie gli ospiti prima dell'ingresso in sala. Fa piacere ricordare, inoltre, che il conservatorio avellinese è il più grande della regione e il quarto a livello nazionale per numero di allievi: una vera e propria università poco distante dal centro città. Con la riconsegna dello scorso sabato insomma Avellino ritrova la sua "casa della musica".

Un "teatro" dagli spazi raccolti e avvolgenti destinato, nel breve, ad essere sicuro protagonista nel  segno della cultura, del talento e dell'arte. Come può essere testimoniato direttamente da chi scrive, il nuovo " teatro", nella serata inaugurale dedicata alla lirica con due ore di grande musica scandite dalle più belle arie tratte dalla "Traviata" di Giuseppe Verdi e dalla "Bohème" di Giacomo  Puccini, ha registrato il primo sold out stagionale, con un grande successo di pubblico e di critica. Senza contare il gran numero di persone cui è stato interdetto l'accesso in sala per motivi di ordine e sicurezza pubblica.

Il dato decisamente sorprendente in negativo, invece, è stata la scarsa partecipazione all'evento di esponenti del governo cittadino. La domanda, allora, che sorge spontanea è: perché? Ma, in fondo, è anche da questi particolari che si giudica un'amministrazione...Noi, dal nostro canto, rinnoviamo il plauso ai vertici ed alle maestranze del conservatorio per lo sforzo compiuto. Auguriamo buon lavoro e  assicuriamo con la nostra rubrica attenzione e, per quanto possibile, collaborazione.

 

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