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    22/11/2017

L'occhio sulla città/Autostazione e trasporto extraurbano: è ancora mistero buffo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita4_autostazione.jpgAVELLINO – Ricordate il progetto dell'autostazione? Sarebbe dovuta diventare il fiore all'occhiello per  un  compiuto sviluppo del trasporto pubblico nella nostra città ed invece siamo di fronte ad un ennesimo mistero buffo, ancora " nihil sub sole novum". Perché, a chi attribuire la responsabilità di tanto inspiegabile immobilismo? Al Comune, all'Air, la società  che gestisce il trasporto su strada per l'intero bacino di Avellino, alle infinite lungaggini della macchina burocratica o a cos'altro?

Ora basta! È finito il tempo degli sterili rimpalli di responsabilità, la città ha bisogno di risposte chiare e  concrete: soprattutto se si tiene conto che il complesso di via Pescatori è ormai da tempo completato ma inspiegabilmente ancora non operativo. Pertanto ci pare doveroso tornare a far notare che una piena operatività ed efficienza dell'autostazione, unita ad una altrettanto piena fruibilità delle strade limitrofe di collegamento, anch'esse ancora inspiegabilmente interdette alla circolazione, garantirebbe una maggiore fluidità al traffico cittadino e ci consegnerebbe una città rinnovata in termini di funzionalità e soprattutto di riqualificazione urbana. Il nostro pensiero va, in particolare, alla zona di Piazza Macello, ad oggi ancora provvisoria area di sosta per autobus e pullman. Non sarà di certo sfuggito ai nostri affezionati ed attenti lettori che il tema fu già oggetto del nostro occhio del ventidue agosto 2015: pertanto, speranzosi che non si continui a servirsi del tempo come inerte attesa dell'oblio e nella consapevolezza che, anche grazie alla "nuova Campania", qualcosa possa finalmente accadere davvero anche per il futuro della nostra autostazione, attendiamo con fiducia.

L'occasione ci offre lo spunto per tornare a sollecitare attenzione per un'altra questione che riteniamo dirimente per un reale e concreto sviluppo, in senso moderno ed inclusivo della nostra città: il trasporto pubblico extraurbano.

Ebbene, anche in questo caso a distanza di un anno, duole constatare come ancora non vi sia "nihil sub sole novum: infatti, ad oggi sembrano ancora non esserci pullman extraurbani abilitati al trasporto disabili o comunque di passeggeri in particolari condizioni fisiche, non essendo muniti di pedana. A questo punto dobbiamo ancora chiederci:  perché, a chi o a cosa attribuire l'ostinazione di una così improvvida scelta? Si teme un sottoutilizzo di tali mezzi o cos'altro?

Questi interrogativi non possono e non devono continuare a restare insoluti: i tanti cittadini, disabili e non, che a buon diritto quotidianamente chiedono di poter usufruire del servizio di tali mezzi hanno bisogno di risposte chiare, nette ed immediate. Non si continui, lo ripetiamo, come ormai da prassi cittadina, a servirsi del tempo come inerte attesa dell'oblio.

Ci fa piacere ricordare il vecchio autobus snodato che, fino a qualche tempo fa, collegava il capoluogo al campus universitario di Fisciano ed essendo munito di pedana  riusciva ad ospitare nei sui ambienti anche molti studenti disabili. Con la speranza che si sia trattato di una temporanea "disattenzione" ad un fisiologico rinnovamento del parco automezzi, che pure la Regione pare impegnata a garantire e che dunque, presto, la corsa di un autobus o di un pullman con pedana, possa tornare ad accompagnare i nostri viaggi, qualunque sia la nostra destinazione, attendiamo con la fiducia e l'ottimismo che ci contraddistingue, pronti però, come sempre, a garantire un occhio vigile ed attento sulla questione. Perché, in fondo, è anche dall'attenzione e dalla cura per questi "dettagli" che si misura la qualità della vita di un capoluogo.

 

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