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    23/09/2017

L'occhio sulla città/Nei luoghi della cultura il recupero della nostra identità

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Il complesso dell'ex Gil-EliseoAVELLINO – In un momento in cui il conservatorio Cimarosa con il suo auditorium-teatro continua ad aggiornare ed innovare la sua offerta culturale verso la città ed il teatro Gesualdo, nonostante le sopraggiunte condizioni ostative alle sue normali attività ed alla programmazione, riesce, con sacrificio, a non disattendere le aspettative del suo pubblico, il nostro occhio questa settimana sente di dover porre comunque la giusta attenzione allo stato degli altri luoghi della cultura in città.

Il nostro pensiero va, in particolare al centralissimo cine-teatro Partenio: ospitalità non confacente ad una struttura aperta al pubblico unita alle oggettive difficoltà  d'accesso per le persone con ridotta capacità di deambulazione, sollecita in noi nuovamente una considerazione che, ben presto, si trasforma in un interrogativo: come può la nostra Avellino non poter disporre di alternative di scelta ad una sala cinematografica? È inaccettabile, infatti, che per godere  di una tranquilla e confortevole serata al cinema con amici si debba essere costretti a spostarsi dal centro per raggiungere la vicina città di Mercogliano, Lioni o addirittura Salerno o Benevento. Non possiamo continuare ad essere spettatori passivi di fronte ad una città che offre sempre meno opportunità alle nuove generazioni e che, nonostante gli sforzi, fa ancora "poca cultura". Occorre, pertanto, che si creino tutte le condizioni necessarie ad un reale e concreto sviluppo di una proposta culturale e non solo. Come riuscirci?

Attraverso un lavoro sinergico tra cittadini ed amministratori locali: i cittadini si impegnino a ritrovare il rispetto per il valore di ciò che è nostro e i nostri amministratori, dal loro canto, provvedano presto a riconsegnare al loro antico splendore tutte quelle strutture che possano farci recuperare, far recuperare alla nostra città una sua identità.

Registriamo con soddisfazione quanto immaginato in tal senso per la Dogana ma, in quest'ottica, il nostro pensiero torna all'ex Eliseo per il quale, a lavori ormai ultimati, sono tante le idee ma ancora nessuna proposta concreta: ricordiamo male o nelle intenzioni di Palazzo di città c'era la volontà  di restituirlo alla sua vocazione originaria facendolo diventare un moderno e funzionale Centro di cultura e sperimentazione cinematografica da consegnare alla città nel ricordo di Camillo Marino e Giacomo d'Onofrio? Dove è finita la "fondazione a partecipazione" a maggioranza comunale che avrebbe dovuto occuparsi della gestione della struttura? Ricordiamo male o l'ex Eliseo era stato indicato quale sede del Laceno d'Oro, il festival internazionale del cinema, che da alcuni anni, ormai, è tornato a riempire le estati degli avellinesi e non solo?

Pur rimarcando che gran parte di quanto appena affermato è già stato oggetto di una nostra segnalazione con l'occhio sulla città del ventisei marzo 2016, riteniamo che garantire certezza di futuro all'ex Eliseo, come agli altri nostri luoghi di aggregazione e di ritrovo, potrà essere un buon inizio per riannodare i fili di quella "narrazione emotiva" verso quell'idea di reale rivoluzione culturale per la nostra città, purtroppo solo immaginata, perché prematuramente interrotta, dal compianto Tonino Di Nunno. In fondo, le rivoluzioni vanno accompagnate, non osteggiate.

 

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