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    23/09/2017

L'occhio sulla città/Prosit! Ma diamoci da fare

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_facolt_agrar.jpgAVELLINO – Lo scorso weekend si è rinnovato in città, in provincia come in regione ed a livello nazionale, l'appuntamento con "cantine aperte":  un format divenuto nel tempo una "filosofia di viaggio"  alla scoperta dei territori del vino italiano, che vede di anno in anno sempre più curiosi, visitatori d'occasione ed appassionati, avvicinarsi alle cantine anche solo mossi dal naturale e primigenio desiderio di essere parte di  un'insolita esperienza tutta da vivere.

Abbinare la classica gita fuori porta al disvelarsi dei segreti più reconditi del "nettare degli dei" dei  territori irpini può essere un'occasione per lasciarsi avvolgere dalla naturale propensione dei nostri vignaioli al calore dell'ospitale convivialità, senza dimenticare l'unicità  insita nelle caratteristiche degli ambienti autoctoni. A tal proposito, riteniamo auspicabile, come pure per la verità già avviene nella maggior parte dei casi, non indugiare eccessivamente sull'aspetto gastronomico privilegiando la degustazione con tipicità locali selezionate ed in grado di esaltare ancor meglio la totalità delle proprietà dei vini in esame.

In questa cornice non può mancare un riferimento ad una prestigiosa novità che ci riporta in città: l'università del vino, una realtà consolidata per cui ormai pare aprirsi più di uno spiraglio con il corso di laurea magistrale in viticoltura ed enologia e che, anche grazie alla grande tradizione dell'istituto agrario Francesco De Sanctis, sede dell'ateneo (distaccamento della facoltà e del dipartimento di agraria dell'università Federico II di Napoli), candida la Campania ma soprattutto l'Irpinia, territorio a forte vocazione agricola, a rappresentare, in un prossimo futuro speriamo solo non troppo lontano, il primo polo d'avanguardia in ambito nazionale per la produzione, lo studio e la ricerca nel settore vitivinicolo.

Una scelta in tal senso potrà, ne siamo certi, incentivare la permanenza, il rientro e, perché no, anche la ricezione di eventuali nuove giovani energie. Le premesse paiono dunque esserci tutte, non  resta che partire concretamente. Prosit!, dunque. Da parte nostra permane, come da prassi, la fiducia e l'ottimismo che ci contraddistingue ma anche al contempo, occhio vigile ed attento sulla questione.

Intanto, riteniamo utile rimarcare un dato che speriamo induca ad attenta riflessione gli esperti del settore ed addetti ai lavori: nelle nostre zone, a fronte di una produzione vinicola che continua ad attestarsi su ottimi livelli, emergono, per contro, difficoltà o scarse capacità di marketing sul prodotto. Quindi diamoci da fare!

 

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