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    17/10/2018

L’occhio sulla città/Verso il voto: dall’inaccettabile all’ovvio divenuto necessario, all’indispensabile

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_la_statua_di_carlo_ii_dasburgo_e_la_torre_dellorologio.jpgAVELLINO – Restano tre settimane di campagna elettorale prima del voto che coinvolgerà il capoluogo, sempre che non si vada al ballottaggio previsto per il ventiquattro giugno. Ora se, com’è ovvio, il nostro sguardo, come l’attenzione generale, è polarizzato su questo importante appuntamento, allora ogni altra nostra segnalazione appare inopportuna e ancora priva di destinatario.

In questa settimana tutti i candidati alla carica di primo cittadino hanno scaldato i motori e presentato le rispettive  squadre a sostegno. Oltre che un’eloquenza ed una dialettica, sicuramente propria della responsabilità cui ognuno legittimamente aspira, si sono ascoltate proposte programmatiche che spaziano dall’inaccettabile all’ovvio, divenuto necessario, all’indispensabile. Qualche esempio nel merito: eliminazione delle Ztl in città e conseguente ritorno alla carrabilità di Corso Vittorio Emanuele perché più utile al commercio: inaccettabile; decoro urbano quotidiano: ovvio divenuto necessario; mai più cementificazioni selvagge in zone bi sature della città: ultimo provvedimento della giunta uscente a firma dell’assessore all’Urbanistica Ugo Tomasone, approvato all’unanimità dall’ultimo consiglio comunale e già ritenuto indispensabile dal candidato sindaco del Partito democratico.

Ora, posto che qualunque proposta nell’interesse della città volta ad un reale, tangibile e funzionale rinnovamento vorrà meritare in egual misura la nostra attenzione, avremmo auspicato che ciascun aspirante primo cittadino, piuttosto che dilungarsi nell’illustrare singole proposte programmatiche,  più opportunamente da affidare a potenziali membri della sua squadra, si fosse speso, invece, nel rendere edotta la città sul suo impegno di come gestire i complicati meccanismi della macchina burocratica ed amministrativa del Comune.

In fondo, le aspettative e le risposte attese e ricercate da ogni cittadino in ciascun candidato dovranno investire la sfera della capacità gestionale affidandosi alle migliori competenze in comparti ritenuti sensibili, senza che la prassi possa in alcun modo condizionarne l’operato con l’azzardato rischio del sostanziarsi di sterili e pericolosi qualunquismi. Una possibile rivoluzione, dunque, che dovrà riconoscere la capacità del futuro primo cittadino a rinnovare cariche e responsabilità solo a coloro che ne abbiano dimostrato acclarata competenza sostituendo le palesate insufficienze.

Pur nella consapevolezza di aver ripreso concetti già espressi in un nostro recente sguardo, riteniamo che educare e coinvolgere la cittadinanza verso dinamiche di prerogative pur arrogate alla sensibilità del sindaco resti l’unica maniera per restituire a Palazzo di città  quella trasparenza che dovrebbe sempre essergli propria e che invece inspiegabilmente, ad oggi, persevera nell’apparire opaca e poco accessibile. Così come mostrare attenzione ad una efficiente semplificazione per i vari adempimenti dovuti al e dal Comune per i cittadini rendendo i servizi sempre più operativi, disponibili e competenti, troverebbe largo consenso ed immediata soddisfazione.

Restando in positiva attesa, con l’ottimismo e la fiducia che ci contraddistingue, garantiamo, altresì, occhio vigile ed attento e pungolo instancabile in tal senso. Per una città sempre più aperta, inclusiva, centrale e davvero  nostra.

 

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