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    21/11/2017

La Sidigas cerca il riscatto contro Cantù

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SacripantiAVELLINO – Dopo le due sconfitte consecutive in trasferta, la Sidigas torna al Paladelmauro alla ricerca del successo numero cinque del girone di ritorno. Avversaria nel match in programma alle 18 e 15 sarà la Mia Cantù di coach Recalcati, reduce da due sconfitte consecutive, che ne hanno frenato la corsa verso la salvezza. Per la Sidigas la vittoria servirebbe a consolidare la terza posizione in classifica, e difenderla dall’attacco delle inseguitrici. La vittoria di Sassari sul campo di Trento nell’anticipo della 26esima giornata in effetti rafforza la posizione della Scandone, che ha vinto i due confronti con i sardi, e quello con i trentini. Ma, al di là dei risultati degli altri, la Sidigas deve vincere, se vuole mantenere la posizione. Sacripanti non avrà a disposizione Fesenko, per il quale non sono ancora certi i tempi di recupero e, di conseguenza, le strategie di mercato del club biancoverde. Ma non bisogna perdere troppo tempo, altrimenti si potrebbe anche scivolare più in basso in classifica.

Così coach Sacripanti presenta il match contro la Mia: “Arriva la partita con Cantù dove, insieme alle altre che mancano, ci giochiamo le prime 4 posizioni. Dopo aver giocato un campionato di grande valore, abbiamo il dovere, il piacere e la volontà di centrare questo obiettivo che ritengo meritato. Dopo le ultime due sconfitte, cerchiamo una reazione di squadra per concludere al meglio questa splendida stagione, abbiamo lavorato tanto e non saranno un paio di avversità ad ostacolare il nostro cammino. Per quanto riguarda i nostri avversari, Cantù ha avuto un percorso difficile pur avendo giocatori di grande talento, hanno cambiato due allenatori e adesso in cattedra c’è Carlo Recalcati, persona a me molto cara che ha dato tanto alla pallacanestro canturina. Carlo ha la capacità di inquadrare ogni situazione nelle sua globalità, ha una gestione dello spogliatoio davvero importante, è in grado di entrare in empatia con tutti i giocatori e dal suo arrivo c’è stato un cambiamento molto forte che ha prodotto tre vittorie consecutive. Voglio tralasciare la sconfitta con Varese che in questo momento reputo una delle squadre più in forma del campionato. Per quanto riguarda la gara, dovremo essere bravi a limitare  Johnson, a non fare innescare i loro tiratori dal perimetro, difendere sul pick and pop e attaccare la loro zona. Sarà una partita ad alto contenuto tecnico-tattico. Noi ci siamo allenati molto bene e con grande impegno da parte di tutti. Sto facendo un lavoro diverso aumentando l’intensità nel 5 contro 5 per recuperare il ritmo gara, soprattutto quello di Joe Ragland. Questi ultimi due giorni ci concentreremo di più sull’analisi tattica, siamo pronti per affrontare, a mio avviso, una gara molto importante”.

Così il coach su Fesenko: “Adesso cerchiamo di capire l’entità dell’infortunio di Fesenko, ancora non conosciamo i tempi di recupero perché la presenza del liquido non ci permette di capirne la gravità. Non è semplice, adesso, trovare un sostituto ideale. Volevo ringraziare la società che, ancora una volta, nel caso ce ne fosse bisogno, è disposta a compiere un ulteriore sacrificio economico. Speriamo di poter vedere Fesenko sul parquet il più presto possibile”.

Coach Recalcati, sul sito ufficiale di Cantù, analizza il match contro la Sidigas: “La novità della settimana è stato lo scrimmage contro Biella, che abbiamo organizzato per avere degli avversari che non fossero i compagni di squadra nel solito 5 contro 5, ma soprattutto per avere la possibilità di utilizzare a lungo i giocatori che durante il campionato hanno meno minuti e di far riposare gli altri. L’idea era quella di risparmiare Johnson, Acker e Darden che non ha fatto nemmeno il riscaldamento. E’ stata una scelta ben precisa per cercare di dare un po’ di respiro a quelli più impegnati la domenica. Sono quelle opportunità che specialmente i giovani, se sono bravi, devono cogliere. Hanno giocato Biram Baparapè e Riccardo Ballabio, ed è stato un bene vedere questi ragazzi anche fuori  dal contesto normale. La gara contro la Sidigas è la prossima tappa del nostro percorso per raggiungere l’obiettivo della salvezza matematica. Non vogliamo e non possiamo fare programmi di nessun tipo pensando a quanti punti ci servono e contro chi cercare di conquistarli. Dobbiamo tentare di fare risultato alla prima partita utile. Per questo stiamo preparando il match di domenica con la massima scrupolosità e andremo in Campania determinati a giocarci le nostre carte. Vogliamo esprimerci al massimo del nostro potenziale. Ci confronteremo contro una squadra che ha grandi motivazioni dal punto di vista della classifica, perché sta cercando di arrivare nelle prime quattro posizioni. Avellino è una formazione che ambisce a disputare la finale e quindi è chiaro che la griglia playoff per lei è determinante. Gli irpini hanno commesso qualche passo falso durante la stagione e devono cercare di non farne più. Troveremo dunque un avversario pronto e determinato, al di là dell’assenza di Fesenko che è sicuramente un elemento importante per i biancoverdi che comunque hanno recuperato Cusin e quindi hanno una dimensione interna. E’ chiaro che senza Fesenko la Scandone ha modificato il suo modo di giocare. Non ha più un lungo prettamente di posizione e di area e questo sotto un certo aspetto per noi può essere uno svantaggio. A mio avviso infatti gli esterni avranno maggiore libertà ed elementi come Green, Ragland o Logan ne potranno trarre giovamento. Dobbiamo aspettarci una Sidigas diversa che correrà più in transizione o con situazioni di pick and roll in movimento. I campani hanno nel loro roster elementi di grande sacrificio che fanno le loro fortune. Parlo di Cusin o Zerini, senza dimenticare Leunen che è l’emblema del giocatore di squadra. Dovremo dunque essere molto bravi per venire a capo di questa partita e cercare non soltanto di sfruttare tutto il nostro potenziale, ma di superarci. Rispetto a Varese, la Sidigas ha sicuramente più talento, ma probabilmente non lo stesso atletismo. Paradossalmente quindi domenica potremmo avere maggiore libertà di giocare la nostra pallacanestro cosa che l’Openjobmetis non ci ha permesso di fare. Darden non è ancora al 100% perché, pur essendo guarito, se prolunga l’intensità qualche problema a livello muscolare lo avverte. Non riesce quindi a lavorare con continuità ma ha bisogno di rotazioni. Darden è un giocatore veramente generoso e, anche se ha avuto una carriera molto lunga, non ha mai sofferto di problemi muscolari. Dare sempre il massimo nella sua situazione può essere pericoloso perché rischia di esagerare. Ovviamente noi stiamo più attenti a gestirlo”.

 

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