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    22/11/2017

Play off, Sacripanti: «L’obiettivo è centrare la semifinale»

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SacripantiAVELLINO – Inizia la post-season per la Sidigas Avellino, chiamata ad affrontare la Grissin Bon Reggio Emilia, avversaria anche nella passata stagione, allora in semifinale, oggi nei quarti di finale. Campionato in altalena per i reggiani, che non hanno ripetuto i risultati delle ultime stagioni, scivolando al sesto posto proprio con la sconfitta subita nell’ultima giornata sul campo della retrocessa Vanoli Cremona. Ma da oggi si azzera tutto, si parte alla pari, con il solo vantaggio del fattore campo per le prime quattro della classifica e, quindi, anche per la Sidigas. E, se ci fosse stato bisogno di conferme che tutto ritorna in gioco, ecco che è arrivata la sorprendente sconfitta casalinga di Milano contro Capo d’Orlando (80/87), mentre Trento ha battuto Sassari (65/55).

Sacripanti, dal canto suo, non sa ancora su quali giocatori potrà contare. Il grave lutto di Ragland ed il conseguente viaggio negli States tiene in ansia tutta la società ed i tifosi, perché non si sa ancora se il giocatore di West Springfield farà in tempo a tornare per il match contro Reggio Emilia, in programma domani sera alle 20 e 30. Per Sacripanti ci sarà poi da dirimere il dubbio su chi schierare fra Fesenko e Jones, entrambi reduci da infortuni, e non ancora al meglio. La scelta arriverà dopo l’allenamento di domani mattina o, addirittura, prima del match. Ci sarà il pubblico delle grandi occasioni, con i botteghini presi d’assalto in prevendita, anche se ci sono ancora disponibili biglietti per i ritardatari.

Coach Sacripanti ha presentato così il match: “Inizia la fase più importante della stagione, si entra in guerra, è un momento in cui conta la tecnica, la tattica, ma ancora di più uno stato emozionale positivo che può fare la differenza. Per il secondo anno consecutivo abbiamo raggiunto un risultato storico arrivando nelle prime tre posizioni. L’obiettivo è centrare la semifinale, ma bisogna affrontare sfida per sfida e, ora, l’importante è vincere gara-1. Stiamo lavorando molto bene sotto l’aspetto psicologico e, come ripeto da tempo, chiunque scenderà in campo dovrà dare qualcosa di positivo. Giochiamo contro una squadra solida che negli anni ha rafforzato la sua idea di pallacanestro portandosi tra le big d’Italia. Hanno inserito Wright, giocatore di indiscusso talento che può metterci in seria difficoltà e che può produrre molti punti dentro l’area. C’è tanto in palio sotto l’aspetto emotivo, con Reggio è una sfida aperta, anche alla luce dei trascorsi tra le due formazioni. La nostra speranza è che il fattore campo sia rilevante. In questo momento abbiamo un lupo in difficoltà (Ragland n.d.r.) e il branco deve unirsi intorno a lui. Quando Joe rientrerà in Italia, dovremo essere bravi ad accoglierlo con il maggior calore possibile, lui ci ha trascinato in tante occasioni da vero leader, ed ora, dobbiamo sostenerlo noi. Inoltre, spero che il vero branco, ovvero il nostro pubblico, ci supporti come non mai. Siamo pronti, dobbiamo portare a casa il risultato”.

Questo, invece, il pensiero espresso da coach Menetti, che ha portato in ritiro a Benevento i suoi fin da mercoledì: “Abbiamo deciso di anticipare la partenza per la Campania, in modo tale da poter costruire tutta la settimana con questo ritiro a Benevento. Il Comune e tutte le società sannite sono state molto disponibili per averci messo a disposizione queste strutture. Per Reggio Emilia è il quinto playoff consecutivo, ma ogni anno è un'emozione diversa. Nelle ultime stagioni la Grissin Bon si è presentata come una delle favorite per la finale, ma questa volta il percorso è più in salita. La tensione è sempre alta e sappiamo che nella post season se vuoi arrivare fino in fondo devi affrontare tutte le squadre più forti. Avellino è una di queste, se non la migliore, per la qualità dei singoli e della forza di squadra, per le doti che ha a livello tattico, fisico e atletico. Noi dobbiamo invertire la rotta rispetto al campionato. Detto molto francamente, se facessimo quanto abbiamo fatto in campionato saremmo già fuori. Per noi è una sfida, perché dobbiamo trovare qualcosa di nuovo e di migliore. Negli ultimi anni il nostro percorso è stato eccezionale, con due finali scudetto, e non vogliamo interromperlo adesso. Dal punto di vista fisico stiamo bene. I giocatori sono in forma, non ci sono situazioni particolari anche se in queste prime due sfide ad Avellino conterà molto la tenuta mentale, oltre all'ambiente sempre caldo del Paladelmauro. Lo scorso anno ci fu un bello spettacolo sulle tribune sia ad Avellino che in casa nostra, entrambe le squadre possono contare sul fattore ambientale. Ci fu qualche episodio che giustamente tutti abbiamo dimenticato e messo da parte, perché pensiamo solo a giocare. Non abbiamo segreti, ci conosciamo bene con la Sidigas e quindi sappiamo cosa dobbiamo fare. Rispetto al campionato, potremmo contare su Julian Wright, reduce dall'esperienza in Turchia al Trabzonspor. Lo abbiamo preso perché sia subito d'impatto, non perché sia di contorno. Per questo il processo di inserimento deve procedere a vele spiegate. Ci conosce, noi conosciamo lui e questo può far solo bene al suo inserimento nei meccanismi di squadra. Non ci interessa sapere se giocherà o no Ragland, è l'ultima delle preoccupazioni. A lui va il nostro pensiero per quello che gli è accaduto, gli siamo vicini perché è un ragazzo davvero squisito, una persona stupenda, al di là della normale rivalità sportiva”.

 

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