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    17/10/2019

L’Avellino fa harakiri, lo Spezia vince e fa festa

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TesserMarcatore: 3’ st Acampora.

AVELLINO-SPEZIA 0-1

AVELLINO (4-3-1-2): Frattali; Pisano (1’ st Nica), Jidayi, Biraschi, Visconti; Paghera, Arini (30’ st Sbaffo), Gavazzi; Bastien (18’ st Tavano); Castaldo, Mokulu. A disposizione: Offredi, Pucino, Joao Silva, D’Attilio, Chiosa, Migliorini. Allenatore: Tesser.

SPEZIA (4-3-3): Chichizola; De Col, Valentini, Terzi, Migliore; Pulzetti, Errasti, Sciaudone (27’ st Postigo); Piccolo (32’ st Nenè), Calaiò, Acampora (41’ st Vignali). A disposizione: Sluga, Juande, Krvzic, Vignali, Ciurria, Misic, Tamas. Allenatore: Di Carlo.

Arbitro: Daniele Chiffi di Padova. Assistenti: Stefano Liberti  di Pisa e Giuseppe Borzomì di Torino. Quarto uomo, Matteo Marchetti di Ostia Lido.

Ammoniti: 14’ st Sciaudone, 24’ st Gavazzi.

Recuperi: 0 più 3’.

AVELLINO – L’Avellino, dopo Brescia, perde anche in casa con lo Spezia e si allontana sempre più dalla zona play off andando a posizionarsi nella parte destra della classifica con lo sguardo, a questo punto, a chi gli sta dietro e naviga nelle zone pericolose. Brutta gara quella disputata da Castaldo e compagni dinanzi al pubblico del Partenio-Lombardi, con una prestazione a dir poco deludente, con diversi uomini fuori fase e in difficoltà sul piano della tenuta del gioco. Hanno contribuito non poco a questa nuova debacle interna le scelte tecniche di Tesser (una per tutte, quella di Nica, ostinatamente riproposto nonostante i precedenti) che, al di là delle scaramucce avute in questa settimana con il presidente Taccone, sembra ora trovarsi in una posizione a dir poco precaria, con la panchina che potrebbe essere anche a rischio.

Hic Rhodus, hic salta, dicevano gli antichi, qui è Rodi, qui salta, a conferma di una fase di indubbia difficoltà che sta attraversando la squadra e che è venuta a cadere proprio nel momento in cui invece i tifosi si aspettavano dai loro beniamini il cosiddetto salto di qualità. Così non è stato e, rebus sic stantibus, così non sarà vista e considerata l’attuale fase atletica di diversi calciatori. Che succederà ora? Difficile dirlo. Quel che di sicuro occorre è avere, ai vari livelli, i nervi a posto, nel senso di non perdere la bussola e di lavorare, insieme, per ripristinare quel clima di fiducia e, soprattutto, di convinzione che aveva animato la squadra fino a qualche tempo fa. Un discorso, questo, non da portare avanti solo a livello teorico, ma da concretizzare naturalmente sul campo con prestazioni che siano degne del nome e del blasone dell’Avellino. La verifica immediata, come al solito, verrà proprio dal campo, già a partire da sabato prossimo quando l’Avellino dovrà far visita ad una squadra, l’Ascoli, oggi sconfitto dal Crotone, con cui, ai tempi d’oro della serie A, ha sempre dato vita a scontri epici sia sul terreno di gioco sia a livello di sana competizione tra i suoi indimenticabili e vulcanici presidenti, due autentici giganti del calcio di una volta, vale a dire Costantino Rozzi e Antonio Sibilia.

Il commento – Dicevamo delle scelte di Tesser. Una domanda: fino a quando si dovrà sopportare questa tenuta in campo di quel ragazzotto di buone speranze che è Bastien che, solo perché sottoposto a osservazione “internazionale”, da tempo è titolare nella formazione biancoverde ma che, finora, tranne un bel gol, se non andiamo errati contro il Brescia, ha fatto vedere ben poco al pubblico avellinese che, come è noto, è di palato fine e si merita ben altro? Possibile che un 19enne che dovrebbe ad ogni corsa che fa lasciare il segno sul terreno di gioco, debba poi essere sostituito per l’insufficienza e l’inconcludenza del suo apporto in campo? Ancora: fino a quando si darà ancora spazio ad un giovane aspirante al ruolo di difensore come Nica che, in questo momento della sua carriera, otterrebbe sicuramente risultati migliori se prima facesse esperienza in qualche torneo parrocchiale dove gli verrebbero impartite, visto che non lo fa Tesser, le nozioni-base sulla marcatura dell’avversario? Come si pensa di sopperire al fatto che gente del calibro di D’Angelo e Arini, i due veterani che sono stati autentici protagonisti nella prima parte del campionato e che hanno, come dire, tirato a lungo con piglio e determinazione la carretta, hanno ora bisogno di prendere fiato? Per non dire, infine, di Castaldo, il bomber entrato nel cuore degli sportivi avellinesi che sta attraversando, per vari motivi, una fase di calo di tenuta ma il cui bagaglio tecnico – stesso discorso per Tavano – non è minimamente in discussione, così come pure il suo ruolo di riferimento all’interno del gruppo. Una tiratina d’orecchi, comunque, la meriterebbe per quel gol mancato all’approssimarsi della mezz’ora della ripresa. Così come la meriterebbe per la troppa sufficienza nelle conclusioni pure Mokulu al quale va senz’altro la palma dello sprecone numero uno in questa gara.

La cronaca – Minuti iniziali dedicati alla fase di studio con il gioco che ristagna prevalentemente a centrocampo. Al 3’ pt primo tiro della partita: è di Calaiò la cui bordata è alta sulla traversa. Prova, al 7’ pt, a stanare i padroni di casa lo Spezia con un’incursione sulla fascia di Pulzetti. Al 9’ pt la prima occasione da rete è per l’Avellino: Gavazzi si distende sulla sinistra e spedisce al centro una palla che Mokulu, da buona posizione, mette maldestramente fuori. Ci prova al 12’ pt Piccolo a scardinare la difesa di casa ma il suo tiro è neutralizzato da Frattali. La gara non sembra voler decollare ed il gioco risente non poco della scarsa vena dei protagonisti in campo.

Tenta Castaldo al 14’ pt di vivacizzare un po’ la fase offensiva dell’Avellino, ma la sua conclusione è deviata in angolo. Sul successivo cross di Bastien salta Mokulu che colpisce la parte alta della traversa.  Al 24’ pt nuova grande occasione, dopo un cross dal corner di Visconti, per Mokulu che, ancora una volta, fallisce clamorosamente il bersaglio. La partita, comunque, si mantiene su livelli appena dignitosi anche se i padroni di casa provano ora a dare più continuità alla loro manovra offensiva. Al 29’ pt angolo di Visconti e colpo di testa di Arini. Sono però i liguri a rendersi pericolosi. Arriva, infatti, al 32’ pt la prima occasione da gol: Piccolo raccoglie un cross in area e colpisce a volo ma trova sulla sua strada un attento Frattali che respinge in plastica coordinazione. Insistono gli ospiti che vanno, un minuto dopo, di nuovo al tiro questa volta con Calaiò che sfiora il palo. Rispondono i padroni di casa che nei minuti finali del primo tempo si riversano in avanti, ma non succede praticamente nulla.

Ripresa – Tra le file dell’Avellino in campo dall’inizio del secondo tempo Nica al posto di Pisano. Fa subito danni il neo entrato che devia un tiro di Sciaudone dal limite con la palla che arriva sui piedi di Acampora che, tutto solo, non ha difficoltà a far fuori Frattali con un preciso diagonale. Avellino 0-Spezia 1. Prendono coraggio gli spezzini che, al 7’ st, provano a piazzare il colpo del ko sempre con Acampora. Avellino in difficoltà e non in grado di imbastire una manovra che possa impensierire gli avversari. Al 10’ st Spezia ancora pericoloso con Errasti che, servito da Acampora, prova a piazzare di precisione la palla alla sinistra di Frattali sfiorando il palo. Sono i liguri a fare la partita. Al 14’ st arriva il primo cartellino giallo per Sciaudone. Cerca di correre ai ripari Tesser che al 18’ st manda in campo un altro attaccante, Tavano, al posto di un evanescente Bastien. Non cambia il leit-motiv della gara con l’Avellino che fa fatica a impostare la manovra e lo Spezia che controlla con tranquillità il gioco. Al 23’ st tiro di Tavano, palla in angolo. Capita al 26’ st sul piede di Castaldo la palla del pareggio ma il tiro a volo è alto sulla traversa. Al 30’ st ultima sostituzione: esce Arini, al suo posto Tesser manda in campo Sbaffo. Risponde sull’altro fronte al 32’ st Di Carlo che schiera Nenè al posto di Piccolo. Si fa, a questo punto, più insistente la pressione dell’Avellino ma c’è poca lucidità e convinzione: manca soprattutto chi dia ordine al gioco e guidi la manovra.

Al 39’ st Calaiò, solo dinanzi a Frattali, spreca la più facile delle occasioni per realizzare il gol del 2-0. Di Carlo al 41’ st richiama in panchina Acampora, uno dei migliori fra le file liguri, e manda in campo Vignali. L’Avellino prova nei minuti finali ad attaccare in massa, ma, come detto, in modo confuso e senza idee. Finisce 1-0 per lo Spezia. Piovono fischi dagli spalti del Partenio-Lombardi.

 

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