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    13/10/2019

L’Avellino soffre ma passa a Lanciano

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Joao Silva e Mokulu festeggiati dai compagni (fonte Us Avellino)Marcatori: 13’ pt Mokulu, 21’ pt Joao Silva, 26’ pt  Salviato.

VIRTUS LANCIANO-AVELLINO 1-2

VIRTUS LANCIANO (4-3-2-1): Cragno; Salviato, Aquilanti, Amenta, Di Matteo; Vastola (23’ st Milinkovic), Bacinovic, Vitale (15’ p Rigione); Marilungo, Di Francesco; Ferrari (41’ pt Bonazzoli). A disposizione: Casadei, Turchi, Di Filippo, Padovan, Rocca, Giandonato. Allenatore: Maragliulo.

AVELLINO (4-3-1-2): Frattali; Biraschi (37’ st Nica), Jidayi, Chiosa, Visconti; D’Angelo, Arini, Gavazzi (29’ st Bastien); Insigne; Joao Silva, Mokulu (36’ st D’Attilio). A disposizione: Offredi, Bianco, Nica, Pucino, Ventola, Sbaffo. Allenatore: Tesser.

Arbitro: Daniele Martinelli di Roma. Assistenti: Alessandro Raparelli di Albano Laziale ed Enrico Caliari di Legnago. Quarto uomo, Francesco Fourneau di Roma 1.

Ammoniti: 17’ pt D’Angelo, 18’ pt Ferrrari, 23’ pt Jidayi, 41’ pt Arini, 12’ st Biraschi, 35’ st Insigne, 45’ st Nica, 45’ st Di Francesco.

Espulsi: 13’ pt Amenta per fallo da ultimo uomo, 34’ st Tesser, allenatore dell’Avellino, per proteste.

Recuperi: 3’ più 5’.

LANCIANO (Chieti) – L’Avellino soffre, resiste e riesce a vincere a Lanciano al termine di una partita molto intensa e combattuta conquistando tre punti d’oro che praticamente gli assicurano la salvezza e lo tengono distante dalla zona pericolosa di classifica. Una vittoria scaccia crisi, venuta dopo bene sette turni di astinenza, legata al nuovo corso impresso da Tesser dopo il suo ritorno sulla panchina biancoverde. Una gara, quella disputata allo stadio Giulio Biondi, che ha visto il prevalere, sul piano della supremazia territoriale, dei padroni di casa che, benché in inferiorità numerica a partire dal 13’ del primo tempo, hanno tentato, invano, di recuperare lo svantaggio riuscendovi solo in parte. Gli uomini di Tesser, per contro, se da una parte hanno fatto non poca fatica a contenere, soprattutto nel secondo tempo, l’ardore agonistico di Di Francesco e compagni, sono riusciti dall’altra a fare bottino pieno e a sigillare praticamente la permanenza nel campionato di serie B che pure era stata messa in discussione dalle recenti, disastrose prestazioni soprattutto con la gestione-Marcolin.

Tesser ha avuto il merito di aver saputo caricare a dovere i suoi uomini e di trasmettere loro le giuste motivazioni contro una squadra, il Lanciano, in piena lotta per non retrocedere. Ora l’Avellino ha la possibilità nella prossima gara, in programma sabato prossimo al Partenio-Lombardi con l’ormai retrocesso Como, di consolidare ulteriormente la sua classifica.

Un'osservazione sul comportamento non proprio esemplare di alcuni tifosi locali che hanno ritenuto di dover sfogare la loro delusione con un tentativo di aggressione nei riguardi del vice presidente Gubitosa e del ds De Vito, peraltro subito sedato dalle forze dell'ordine. Per non dire, cosa ancora più grave, dei cori razzisti nei confronti di Mokulu e Bastien e di quel "terremotati, terremotati" rivolto a dirigenti e squadra, quindi ad un'intera provincia. Un fatto, quest'ultimo, che si qualifica da solo e che è l'ennesima testimonianza della confusione, per non dire altro, che, nel XXI secolo, è ancora nella testa di molte persone: si tratta, è il caso di sottolineare, di un annebbiamento totale che non può trovare giustificazione nel tifo, di un vero e proprio terremoto mentale per certi versi molto più dannoso, soprattuto se trasmesso alle giovani generazioni, di quello reale che non si augura possa mai capitare a nessuno. Che dire? Ogni mondo è paese.

La cronaca - Si danno subito battaglia le due squadre. Più incisivo il Lanciano nei minuti iniziali soprattutto sulla fascia con Di Francesco che crea più di un problema e che Biraschi fa fatica a contenere. Risponde al 5’ l’Avellino con un cross di Gavazzi dalla sinistra su cui non arriva però Joao Silva. Un minuto dopo ancora Gavazzi prova una conclusione dalla distanza, para senza difficoltà Cragno.

Riprende l’arrembaggio dei padroni di casa che provano a dare continuità alla loro azione offensiva.

Ma è micidiale la ripartenza dell’Avellino con D’Angelo in cattedra: il capitano è autore di un assist delizioso per Mokulu che si presenta da solo dinanzi al portiere avversario ma non può concludere perché atterrato vistosamente da tergo da Amenta. Rigore ed espulsione per fallo da ultimo uomo. È lo stesso numero 9 a calciare il penalty, ma la sua conclusione, non proprio da manuale, viene respinta dall’estremo difensore di casa, ci prova allora Gavazzi, nuova respinta di Cragno che non può nulla sulla nuova conclusione di Mokulu. Avellino subito in vantaggio.

Corre ai ripari Maragliulo che sostituisce al 15’ pt Vitale con Rigione. Negato un rigore per un fallo su Joao Silva il quale si rifà al 22’ pt mettendo in rete di testa una palla crossata su punizione da Insigne sulla quale non riesce ad arrivare il portiere Cragno. Lanciano 0-Avellino 2. Al 25’ pt rigore per il Lanciano per fallo di Jidayi su Ferrari: calcia lo stesso Ferrari, respinge Frattali, sulla respinta è bravo Salviato a mettere in rete. Si riapre la partita con il Lanciano sempre in dieci uomini.

Al 29’ pt Lanciano vicino al pareggio con Vastola. Non ce la fa Gavazzi che alla mezz’ora viene sostituto di Bastien. Subito dopo Joao Silva fa partire un’autentica bordata dalla distanza, la palla è però fuori.  Al 33’ pt ancora brividi: a procurarli è il neo entrato Bastien il cui tiro è di poco a lato. Al 41’ pt nuova sostituzione tra le file abruzzesi: esce Ferrari, dentro Bonazzoli. Al 45’ e al 48’ pt è Insigne ad impegnare con le sue conclusioni il portiere Cragno. Al 50’ pt palo su punizione di Salviato.

Ripresa – In campo le stesse formazioni. Non cambia il leit-motiv della gara con i padroni di casa, sia pure con un uomo in meno, in cerca del pareggio e gli irpini intenti a controllarne la manovra. Al 6’ st Di Francesco lascia in surplace Biraschi e D’Angelo e si presenta da solo dinanzi a Frattali, solo un provvidenziale recupero di Jidayi ne impedisce però la conclusione. Pericolo scampato ma Jidayi arrabbiatissimo con i suoi compagni del reparto difensivo. Difesa, per la verità, che appare in questa fase in grossa difficoltà sotto la pressione di Di Francesco e compagni che danno sempre più consistenza alla loro manovra dandosi un gran da fare per cercare di raggiungere il pareggio. Troppo attendista e rinunciatario in questa fase l’Avellino che fa pesare poco la sua superiorità numerica. È il Lanciano che ha in mano il pallino del gioco e detta i ritmi della partita. Al 23’ st ultima sostituzione nelle file del Lanciano: esce Vastola, al suo posto in campo Milinkovic.

Al 27’ st Avellino super sprecone prima con Insigne, poi con Mokulu: i due attaccanti, nell’evolversi dell’azione, si trovano praticamente soli dinanzi alla porta avversaria facendosi ipnotizzare da Cragno autore di due grandi parate che tengono ancora in partita la sua squadra. Rischiano grosso gli irpini che ormai si sono chiusi a difesa del prezioso vantaggio. Al 34’ st allontanato dalla panchina, su segnalazione del quarto uomo, l’allenatore dell’Avellino Tesser. Al 36’ st esce Mokulu, in campo ci va il giovane D’Attilio. Un minuto dopo Nica prende il posto di Biraschi in preda a noie muscolari.

Assalto finale del Lanciano, Avellino in difficoltà. Al 40’ st grande parata di Frattali su tiro di Bonazzoli. Salvato il risultato. C’è nervosismo in campo: ne pagano al 45’ st le conseguenze Nica e Di Francesco che vengono ammoniti dall’arbitro. Vani anche gli ultimi assalti del Lanciano nei lunghi minuti di recupero. Il risultato non cambia: Lanciano 1-Avellino 2.

 

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