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    26/08/2019

Calcio scommesse, a pilotare alcune gare boss della camorra. Implicati ex calciatori dell’Avellino

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri6_calcio_scom.jpgAVELLINO – Un nuovo ciclone si abbatte sul calcio. E nell'“occhio” questa volta ci sono alcuni ex giocatori dell’Avellino. Si tratterebbe di partite truccate sulle quali avevano scommesso esponenti della camorra di Secondigliano. Secondo le indagini condotte dalla Dda di Napoli, uomini del clan “Vanella Grassi” avrebbero puntato grosse somme di denaro su alcune partite di serie B disputate nella stagione 2013-14. In particolare, nel mirino degli inquirenti ci sarebbero le gare tra Modena e  Avellino, finita 1 a 0 per i padani,  e quella  tra Avellino e Reggina, terminata 3 a 0 per gli irpini.

Tre o quattro, a seconda delle fonti, i giocatori biancoverdi coinvolti. Si tratterebbe di  Armando Izzo, Francesco Millesi e Luca Pini, cui si aggiungerebbe anche Maurizio Peccarisi. Millesi e Pini sono stati raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre Izzo e Peccarisi sarebbero, per il momento, soltanto indagati.

Insieme ai calciatori, altre sette persone sono state arrestate dai carabinieri e sarebbero tutte legate al clan camorristico. Gl’inquirenti, oltre ad alcune intercettazioni telefoniche dove si parla di “polpette” da ingoiare (vale a dire di gol da subire), avrebbero le prove delle dazioni di denaro. Secondo l’accusa, esponenti del clan avrebbero consegnato a un giocatore dell’Avellino consistenti somme di danaro da distribuire tra i compagni di squadra e gli avversari per pilotare il risultato finale sul quale i camorristi avrebbero puntato le loro scommesse. Si parla di 50 mila euro dati a Pini che a sua volta li avrebbe passati a Millesi affinché corrompesse i calciatori della Reggina convincendoli a subire tre goal. Le tre polpette di cui si parla nell’intercettazione.

La società biancoverde si ritiene parte lesa in questa ennesima squallida vicenda che colpisce il gioco del calcio. Fanno notare dall’U.S. Avellino che in quella stagione il calciatore dei lupi Pisacane smascherò una combine col Lumezzane tanto da assumere il ruolo di testimonial del calcio pulito. Oltre all’indagine della magistratura che ipotizza reati particolarmente gravi a carico degli accusati (si parla di partecipazione esterna a associazione mafiosa) la Figc ha aperto un’inchiesta per frode sportiva.

Questo il testo del comunicato stampa del comando provinciale dei carabinieri di Napoli diffuso alle 9:28 di oggi: “I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli hanno dato esecuzione a un`ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli a carico di 7 persone ritenute responsabili a vario titolo  di aver partecipato all`associazione di tipo mafioso della "Vanella Grassi", operante nei quartieri a Nord del capoluogo campano. Un`altra persona è indagata per il favoreggiamento di uno dei capi della consorteria camorristica. Altri 2 soggetti per aver alterato il risultato di partite di calcio professionistico a favore della stessa organizzazione, reati tutti aggravati da finalità mafiose.

Nel corso di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale antimafia di Napoli i militari dell`Arma hanno identificato i componenti e individuato gli specifichi incarichi.

Portata alla luce anche la capacità di influenzare alcune partite del campionato di serie B della stagione 2013-2014, in particolare di partite giocate in Campania nel maggio 2014: attraverso un "contatto" (un calciatore adesso in serie A - indagato ma non raggiunto da misura cautelare) il capo clan e suoi sodali hanno attratto nell’orbita criminale altri soggetti; questi hanno messo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere giocatori di una squadra campana di serie B, influenzando direttamente 2 partite disputate nel maggio 2014”.

 

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