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    23/09/2017

L’Avellino si sveglia tardi, il Benevento vince e difende i play off

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Ceravolo tra Perrotta e Jidayi (fonte Us Avellino)Marcatori: 4’ st Ceravolo, 20’ st Falco, 25’ st Eusepi.

BENEVENTO-AVELLINO 2-1

BENEVENTO (4-2-3-1): Cragno; Venuti, Camporese, Lucioni, Lopez (19’ st Pezzi); Chibsah, Viola; Ciciretti (43’ pt Puscas), Falco, Eramo; Ceravolo (29’  st Gyamfi).  A disposizione: Gori, Del Pinto, Pajac, Padlla, De Falco, Matera. Allenatore.: Baroni.

AVELLINO (4-4-2): Radunovic; Laverone, Jidayi (19’ st Asmah), Djimsiti, Perrotta; Lasik (5′ st Bidaoui),, Moretti, Omeonga, D'Angelo; Eusepi (30’ st Camarà), Ardemagni. A disposizione: Lezzerini, Iuliano, Migliorini, Soumarè, Paghera, Solerio. Allenatore: Novellino.

Arbitro: Rosario Abisso di Palermo. Assistenti: Daniele Bindoni di Venezia e Marco Zappatore di Taranto. Quarto uomo: Matteo Proietti di Terni.

Ammoniti: 32’ pt D’Angelo, 34’ pt Eusepi, 23’ st Djimsiti, 27’ st Lucion, 31’ st Puscas, 33’ st Asmah, 37’ st Moretti.

Recuperi: 1’ più 4’.

BENEVENTO – L’Avellino perde il derby con il Benevento e si complica ulteriormente la vita in questo finale di campionato. Ancora una volta la squadra di Novellino è apparsa in difficoltà, soprattutto nel primo tempo, e non è stata in grado di rispondere alla maggiore determinazione e convinzione dei giallorossi sanniti che hanno dato vita ad una prestazione di spessore, una delle migliori di questo girone di ritorno, che consente loro di assicurarsi la strada che porta ai play off. Per contro gli irpini, nonostante il grande agitarsi del loro allenatore Novellino ancora una volta espulso dall’area tecnica, sono apparsi impacciati e, per buona parte della gara, costretti a subire la maggiore pressione dei padroni casa. Tardiva è arrivata la reazione di D’Angelo e compagni che ora sono attesi da un finale di campionato che si preannuncia ricco di emozioni per ciò che riguarda il discorso salvezza. L’Avellino ha assolutamente bisogno di tornare alla vittoria, già a partire da sabato prossimo quando, dinanzi al pubblico amico, affronterà il Bari. Subito dopo c’è il derby con la Salernitana, quindi la chiusura in casa con il Latina. A fine gara Novellino si è mostrato, nonostante la sconfitta, fiducioso sulla possibilità di portare a termine la “scalata” della montagna, difendendo i suoi giocatori ma nel contempo incitandoli ad essere più decisi, sul campo, per il raggiungimento dell’obiettivo-salvezza.

La cronaca – Si danno subito battaglia irpini e sanniti  che saltano naturalmente la canonica fase di studio. Si susseguono i capovolgimenti di fronte in questi minuti iniziali con le due squadre impegnate a superarsi a vicenda. Il primo pericolo lo porta al 6’ pt il Benevento con Venuti, libera Perrotta. Non sta a guardare l’Avellino che si affida alle veloci ripartenze di Ardemagni ed Eusepi. Al 10’ pt punizione dal limite per i padroni di casa dopo un fallo di Djimsiti su Falco: prova Viola ad aggirare la barriera e a sorprendere il portiere irpino, la palla esce di poco a lato. Nuovo pericolo al 15’ pt favorito da un scivolone di Jidayi che mette in moto ancora Viola, libera la difesa biancoverde. Si fa più insistente la pressione dei padroni di casa, irpini costretti sulla difensiva ma pronti a colpire in contropiede. Al 27’ pt tiro dal limite dell’area di  Ciciretti, para in due tempi Radunovic. Un minuto dopo Benevento vicinissimo al gol, Radunovic neutralizza la conclusione ravvicinata di Viola. Il portiere biancoverde ancora protagonista al 35’ pt quando riesce  a deviare un tiro velenoso di Ceravolo. L’Avellino è in difficoltà e non riesce a scrollarsi di dosso l’asfissiante pressing dei giallorossi. Al 39’ pt primo tiro dell’Avellino in questo primo tempo: è Lasik che prova a centrare il bersaglio da fuori area, la palla è di poco fuori. Alla 43’ pt nelle file del Benevento esce Ciciretti sostituito da Puscas. Un minuto di recupero. Si va al riposo sul risultato di 0-0.

Ripresa – Si riversano subito in avanti i padroni di casa che si rendono pericolosi con due incursioni sulla fascia sinistra di Ceravolo. Sembra ripetersi il copione del primo tempo con il Benevento a dettare i ritmi del gioco e l’Avellino costretto a difendersi. E arriva al 4’ st il gol del vantaggio dei sanniti con un colpo di testa proprio di Ceravolo pescato in area da un preciso cross di Falco: Benevento 1-Avellino 0. Incontenibile il numero 9 giallorosso che al 10’ st dà un pallone d’oro a Falco la cui conclusione è di poco alta sulla traversa. C’è una reazione da parte dell’Avellino al 13’ st con Bidaoui il cui tiro è respinto di piede da Cragno. Ancora Bidaoui protagonista al 18’ st: il suo destro è parato a terra.  Al 20' st raddoppio del Benevento con Falco che, grazie ad un incredibile regalo di Omeonga, fa fuori la difesa biancoverde ed infila comodamente la porta di Radunovic.

Arriva finalmente la reazione dell’Avellino che al 25’ st accorcia le distanze con Eusepi, servito da D’Angelo. La gara si fa ora più intensa con gli irpini che ce la mettono tutta per riagguantare il pareggio. Novellino incita i suoi dall’area tecnica. Al 40’ st tiro dalla distanza di Viola, para a terra Radunovic. L’Avellino insiste in avanti e il Benevento è costretto sulla difensiva. Quattro minuti di recupero. Finale concitato con Novellino che viene espulso dall’arbitro Abisso per proteste. Il risultato non cambia: Benevento 2-Avellino 1.

P. S. - Esposto dai tifosi della curva giallorossa, prima del fischio di inizio, un lungo striscione in latino: si tratta di un passo tratto dal paragrafo 4 del libro nono delle Historiae di Tito Livio che, oltre a fare riferimento alla decisione di Gaio Ponzio – comandante in campo dei Sanniti durante la seconda guerra punica, peraltro originario di Abellinum – di far passare i Romani sotto il giogo, non c’entrava nulla con la gara. Il tutto, forse, in nome di una presunta leadership storica degli antichi Sanniti sulle altre popolazioni, da mutuare oggi anche in campo calcistico. Dimenticando però che gli Irpini facevano parte del territorio dei Sanniti ma con una loro peculiarità ben precisa che si è protratta nei secoli con l’espressione di una élite nei vari campi che non ha niente a che fare con la massa, diremmo con un termine “rivoluzionario”, con la palude di un’intera etnia.

 

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