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    25/11/2017

L’Avellino in pellegrinaggio a Montevergine. Ridotta la penalizzazione

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NovellinoAVELLINO – Riduzione della penalizzazione e visita al santuario di Montevergine di Novellino e tutta la squadra per rendere omaggio alla Madonna fanno da epilogo alla conquista della salvezza dopo la vittoria di ieri sera sul Latina nell’ultima giornata del campionato di serie.

Come da sentenza del Corte federale d’appello della Figc la penalizzazione dell’Avellino per la vicenda del calcio scommesse è stata ridotta a due punti per cui ora la posizione in classifica è a quota 50 in compagnia del Brescia. Ma proviamo a fare un primo bilancio di questa annata calcistica paratendo dall’inizio.

Salvezza. Miracolosa. Aggettivo mai più calzante da accostare alla ottenuta permanenza in serie B dall’Avellino al termine della stagione 2016/2017. Annata che definire travagliata appare un eufemismo.

Si è incominciato con la questione dei lavori dello stadio. La società, salvo essere smentita dai fatti, sembrava sicura di poter assicurare la disputa della prima gara di Coppa Italia con il Bassano. Invece, la partita si è disputata in Veneto, con inversione del campo. Batosta solenne (2-0) sul piano del risultato e del gioco. Primi (giustificati) mugugni da parte della tifoseria ed, in particolare, degli abbonati che avrebbero avuto diritto ad assistere gratuitamente alla prima uscita del team di mister Toscano. Sul campo, pur trattandosi di calcio d’agosto, l’Avellino era sembrata, da subito, compagine inadeguata per la cadetteria, senza identità e con mancanza di comunicazione, attesi anche i tanti arrivi di calciatori da diverse parti del mondo.

Il campionato, poi, è partito nel peggiore dei modi. Il tecnico Toscano non è mai riuscito a dare una connotazione precisa alla squadra, cambiando modulo in corsa anche alla luce di un mercato assolutamente di basso profilo ed inadeguato all’iniziale progetto tattico. L’incertezza dell’allenatore calabrese si palesava ad ogni turno di campionato con continui cambi di moduli e di uomini, quasi non si rendesse conto che il torneo era iniziato ed il calcio d’agosto, dedicato alle sperimentazioni, terminato. Tale atteggiamento ha finito per mandare in totale confusione i calciatori con inevitabile riverbero sui risultati.

Epilogo? Esonero alla sedicesima giornata. Tardi. Ma meglio che mai. Nelle more, la società ha anche dovuto affrontare due gradi giudizi prima di avere definitiva vittoria per la vicenda (arcinota) legata al caso Trotta.

Al posto di Domenico Toscano veniva chiamato il montemaranese Walter Novellino, accolto tiepidamente dalla piazza per qualche travisata dichiarazione relativa alle sue origini di qualche tempo prima. Il tecnico ex Sampdoria, nonostante i pochi punti iniziali e la mancanza di interpreti adatti al suo 4-4-2, attribuiva, fin da subito, la sua impronta ai biancoverdi sul piano del gioco, ma, soprattutto, dal punto di vista caratteriale. Il 24 dicembre 2016, Verde e soci regalavano derby e prima vittoria a Novellino con l’avvio di una decisa inversione di tendenza che, da un lato, regalava speranze di salvezza nonostante i pesanti contenuti intanto emergenti dal deferimento della Procura Federale per la vicenda “calcioscomesse”, dall’altro sanciva il fallimento del progetto tecnico triennale impostato con il trainer Domenico Toscano solo pochi mesi prima.

Proprio la scelta di Walter Novellino è sembrata l’unica veramente azzeccata da parte della società in una stagione quasi totalmente da dimenticare. L’allenatore irpino con la sua sagacia tattica, concretezza e carattere è riuscito a compiere un’impresa, dato anche il materiale umano a disposizione, ai limiti dell’epico. La crisi di fine stagione è da attribuire ad un inevitabile calo fisico e mentale in cui ci si trova, solitamente, quanto si insegue per una intera annata e dalla batosta dei tre punti di penalizzazione (poi ridotti a due nella giornata di ieri) che non poco sembra aver pesato sulla mente dei calciatori.

L’epilogo da film thriller della partita col Latina può assurgere ad emblema dell’intero campionato. La forza della disperazione e la fortuna (tanta ne ha avuto la società quest’anno) ha consentito ad Ardemagni e Castaldo di gonfiare il sacco e ribaltare, ad otto minuti dalla fine, la partita e portare a casa la tanto agognata salvezza. A fine partita, in un clima di scampato pericolo, tiepidi festeggiamenti (rispetto al calore della piazza) da parte del pubblico.

Il più felice di tutti? Naturalmente Walter Novellino. Monzon (così soprannominato per la somiglianza con il famoso ex pugile) ha esternato tutta la propria felicità per aver messo la bandiera sulla montagna, metafora, quella della scalata, che ha caratterizzato tutte le conferenze stampa del mister ex Napoli. Saranno stati felici sicuramente anche in società. Taccone e Gubitosa hanno palesato, nel corso dell’anno, diversità di vedute che, al più presto per il bene dell’Avellino, vanno discusse e “risolte” nella stanza dei bottoni.

Proprio una linea societaria condivisa, infatti, appare il primo mattone da posare per creare i presupposti per una prossima stagione diversa da quella appena conclusa.

 

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