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    24/11/2017

Marchizza: «Questa la piazza giusta per crescere, darò il massimo»

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Riccardo MarchizzaAVELLINO – “Sono l’ultimo arrivato, entro in punta di piedi, c’è una batteria di centrali che ha fatto il ritiro e di cui il mister conosce tutte le caratteristiche, io sono arrivato oggi, ma già dal primo allenamento mi sono trovato bene con i compagni, quindi sono contento insomma”.

Queste le prime battute dell’ultimo arrivato in casa Avellino, Riccardo Marchizza, classe 1998, difensore, che oggi ha partecipato al primo allenamento con i nuovi compagni allo stadio Partenio-Lombardi. Nato a Roma il ragazzo è cresciuto nella Primavera della squadra capitolina fino all’approdo in prima squadra nella stagione 2016-2017, allenatore Spalletti. L’8 settembre 2016 il suo esordio con la Roma subentrando nel finale di partita di Europa League contro l’Astra Giurgiu. Lo scorso luglio il difensore, che intanto ha maturato esperienze con l’Italia Under 16, Under 18, Under 19 (partecipando agli Europei 2016),  passa al Sassuolo a titolo definitivo. Quest’anno ha disputato i Mondiali della Nazionale Under 20.

Ora inizia la sua esperienza in serie B con la maglia dell’Avellino: “La mia storia con l’Avellino inizia già tre anni fa perché con il direttore, appena ho finito il primo anno di Primavera, c’eravamo sentiti e a lui avevo fatto una mezza promessa che sarei arrivato qui una volta uscito dalla Primavera. Per quanto riguarda quello che è successo quest’estate io, come ben sapete, ero un giocatore della Roma e, appena finito il campionato, avevo già l’accordo con l’Avellino. Poi c’è stato questo passaggio al Sassuolo che giustamente ha fatto un investimento ed ha voluto valutarmi in ritiro se l’opzione giusta era quella di mandarmi in prestito oppure di tenermi lì. Io, comunque, avevo sempre detto al mio procuratore che se fossi sceso in serie B la piazza giusta per me era qui, da parte mia, quindi, c’è sempre stata massima volontà”.

Il discorso si sposta sul rapporto con Novellino: “Il mister è sempre stata una chiave fondamentale. Ci siamo sentiti molto in questa estate ed a lui ho sempre garantito molto, ho sempre detto, tra virgolette, di aspettarmi perché per me è un onore lavorare con un mister che ha fatto la storia del calcio italiano, io gli ho sempre detto che la mia volontà era di venire qui e lui mi ha sempre rasserenato che, se anche il ritiro non l’avevo fatto con loro, ci sarebbe stato tempo per lavorare. Lui mi ha allenato per due anni quando ero molto piccolo, lui è stato una chiave importante per questo passaggio, è stato veramente importante per il mio percorso di crescita e soprattutto a livello umano mi ha dato molto, quindi se sono qui lo devo anche a lui”.

“Questa è una piazza bellissima perché molto calorosa e, rispetto ad altre, ti mette quella pressione in più che poi magari senti in campo. Però nello stesso tempo questa pressione, secondo me, ti dà stimolo, soprattutto ad un ragazzo come me che esce dal settore giovanile fare questo passaggio sarà fondamentale per crescere sotto il profilo tecnico ma soprattutto umano. Adesso che sto qui tutto dipende da me e darò per questo il massimo”.

 

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