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    24/04/2018

Catanzaro-Avellino, dalla Procura federale arriva il deferimento per società e dirigenti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Calcio5_figc.jpgAVELLINO – L’Us Avellino è stata deferita, insieme al Catanzaro, per una presunta combine che sarebbe stata architettata in occasione della gara disputata il 13 maggio 2013 sul terreno calabrese. Se la tesi sostenuta dalla Procura federale dovesse essere accolta il sodalizio biancoverde rischierebbe la retrocessione giacché il presidente Walter Taccone è accusato di responsabilità diretta e il direttore sportivo Enzo De Vito di responsabilità oggettiva.

Come si ricorderà, a margine dell’inchiesta Money Gate (che fece finire in manette per riciclaggio e altri reati Giuseppe Cosentino, presidente del Catanzaro e sua figlia) sarebbe venuto fuori da un’ intercettazione ambientale il tentativo di illecito sportivo. Cosentino, parlando nel suo studio con alcuni suoi amici, si sarebbe lamentato che i dirigenti avellinesi in occasione della gara tra giallorossi e biancoverdi non avrebbero rispettato l’accordo fatto prima della gara: un pareggio, risultato che avrebbe consentito ai giallorossi di evitare i play out e ai biancoverdi di conquistare, vincendo l’ultima partita in casa, la promozione in serie B.  Gli irpini, invece, apprendendo che il Perugia – concorrente nella lotta per la promozione – stava vincendo ce la misero tutta per sconfiggere i calabresi. Infatti, segnarono con un gol di Zigoni fissando il punteggio sull’1 a 0.

Ad essere accusati della presunta, mancata combine sono dunque per l’Avellino il presidente Walter Taccone e Enzo de Vito, direttore sportivo.  Per il Catanzaro sono coinvolti il ds Armando Ortoli e l’ex calciatore Andrea Russotto. Taccone e De Vito hanno sostenuto fin dal primo momento che si tratta di fantasie giacché il tentativo di accordarsi per un pareggio non ci sarebbe mai stato. Dal canto suo, l’avv. Chiacchio - che assiste l’Avellino - è sereno: afferma di essere certo di poter smantellare le tesi accusatorie.

Qui di seguito il testo integrale del comunicato ufficiale:

Procura Federale: ‘combine’ Catanzaro-Avellino, deferite società e dirigenti

Esaminati gli atti e valutate le risultanze dell’istruttoria espletata, il Procuratore Federale ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Walter Taccone, all’epoca dei fatti Presidente dell’U.S. Avellino 1912, Vincenzo De Vito, all’epoca dei fatti Direttore Sportivo dell’U.S. Avellino 1912, Giuseppe Cosentino, all’epoca dei fatti Presidente del Catanzaro Calcio 2011, Armando Ortoli, all’epoca dei fatti Direttore Sportivo del Catanzaro Calcio 2011 e Andrea Russotto “per avere tutti, in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare il regolare svolgimento e il conseguente risultato finale della gara Catanzaro-Avellino, disputata in data 05/05/2013 e valevole per la penultima giornata del Campionato di Lega Pro Girone ‘B’ della stagione sportiva 2012/13”.

Deferiti anche Francesca Muscatelli, all’epoca dei fatti soggetto ex art. 1 bis, co. 5, del C.G.S. e Marco Pecora, all’epoca dei fatti Amministratore Delegato del Catanzaro Calcio 2011 s.r.l. “per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale di essere venuti a conoscenza della ‘combine’ riguardante la gara Catanzaro-Avellino del 05/05/2013”.

Per i comportamenti posti in essere dai propri dirigenti, le società U.S. Avellino 1912 e Catanzaro Calcio 2011 sono state deferite a titolo di responsabilità diretta e oggettiva.

Il Procuratore Federale ha inoltre deferito Giuseppe Cosentino e Marco Pecora, all’epoca dei fatti, rispettivamente, Presidente e Amministratore Delegato della società Catanzaro Calcio 2011 “per aver concertato di proporre e concordare con Francesco Cozza, allenatore della prima squadra del Catanzaro Calcio 2011 per la stagione sportiva 2012/13, la risoluzione consensuale del contratto che lo legava alla Società fino al 2015, mediante la dazione ‘in nero’, allo stesso, di una cospicua somma di denaro in contanti (corrisposta nella misura di € 119.00,00), a titolo di buonuscita per il Cozza e il suo staff”.

Il Catanzaro Calcio 2011 è stato deferito a titolo di responsabilità diretta e oggettiva per le condotte ascrivibili ai suoi dirigenti.

E’ stato infine deferito alla Commissione Disciplinare presso il Settore Tecnico Francesco Cozza, all’epoca dei fatti allenatore della prima squadra della società Catanzaro Calcio 2011 “per aver accettato di risolvere consensualmente il contratto che lo legava alla società fino al 2015, ricevendo il pagamento ‘in nero’ di una cospicua somma di denaro in contanti (pari a € 119.000,00) a titolo di buonuscita per sé e il suo staff”.

 

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