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    23/08/2019

Ssd Calcio Avellino/Serietà ed impegno a sostegno della sfida targata Sidigas

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D sx: Graziani, Picariello e De CesareMERCOGLIANO – Parte la sfida della Ssd Calcio Avellino targata Sidigas presentata questa mattina, nella sala convegni del Green Park Hotel di Mercogliano, nel corso di una conferenza moderata dall’addetto stampa Maria Picariello.

Il primo a prendere la parola è stato Nicola Alberani, responsabile dell'area tecnico-sportiva del gruppo Sidigas, nella sua funzione di coordinatore: “Affrontiamo questa avventura con grande entusiasmo, ci siamo gettati a capofitto perché pensiamo che sia una grossa opportunità per il gruppo che rappresento, crediamo fortemente nel valore che possiamo trasmettere attraverso questa avventura. Le scelte che sono state fatte sono scelte – come quello di Carlo (Carlo Musa, nuovo ds ndr) fatte per portare avanti questo progetto. In questo momento stiamo portando avanti la costruzione della struttura. Il tempo sicuramente è poco, però vi assicuro che stiamo lavorando tanto. Credo che a breve riusciremo a parlare anche di calciatori. Ci sono grandi aspettative che noi cercheremo in ogni modo di onorare. Questa è una terra di gente che lavora, di gente che fatica: qui non siamo alla Scala del calcio, ci vuole gente che abbia passione, gente che ci tiene. Nella pallacanestro questo criterio ci è andato bene, quindi il discorso delle persone, il discorso della figura del lupo che è un animale brutto ma che lotta, forte ed efficace, è quello che intendiamo portare avanti”.

Ha quindi preso la parola il ds Carlo Musa: “È una grande sfida. Stiamo lavorando da 24 ore senza sosta per organizzare la struttura perché la società è fondamentale nel calcio. Stiamo lavorando anche per organizzare la squadra. Metteremo tanto impegno, però vi chiedo pazienza, vi chiedo di starci vicino, di aiutarci in questa grande sfida che abbiamo iniziato oggi tutti insieme. Graziani è la persona idonea per il nostro progetto tecnico. È un allenatore che ho avuto il piacere di incontrare in passato da avversario nel campionato di Serie D: mi hanno colpito il suo modo di fare calcio e le sue doti umane. Ha vissuto un’esperienza simile a Mantova, sono sicuero che farà bene.

Ci sono delle regole da rispettare a livello federale. Dobbiamo trasmettere serietà in ogni comportamento, in ogni atteggiamento. Chiunque verrà ad Avellino dovrà rispondere a questa caratteristiche: giocatori, tecnici, dirigenti. Cercheremo di attrarre ragazzi idonei al progetto tecnico e societario. Personalmente sono onorato di essere qui ad Avellino, una piazza storica del calcio italiano, metterò il massimo di me stesso,  sono molto fiducioso e sono certo che faremo un grande gruppo di lavoro. L’obiettivo? Fare bene, vedremo il girone dove siamo. Poi a parlare sarà il campo: se saremo bravi lo giudicherà il campo che è il giudice supremo”.

Il neo allenatore Archimede Graziani: “È un onore per me essere qui ad Avellino, è un onore essere stato scelto da una società importante come la vostra, è un onore essere stato scelto tra tanti allenatori che sicuramente avevano la possibilità di venire, ed è un onore aver conosciuto questa proprietà perché in tanti anni che sto facendo il mio lavoro penso che siamo di fronte ad una società eccezionale per quello che ho potuto vedere in questa poche ore soprattutto nei concetti e nella unicità di quello che vogliono fare. Quindi sarò sempre grato dell’opportunità che mi hanno dato e spero che, alla lunga, possa io dare qualcosa a voi. La chiamata di Carlo mi ha fatto estremamente piacere: Avellino non si discute, si accetta e basta".

Dopo ave presentato i suoi collaboratori, il vice Maurizio Macchioni, il preparatore dei portieri Fabio Patuzzi ed il preparatore atletico Pietro La Porta, Graziani ha illustrato il suo credo di allenatore  per la costruzione del nuovo Avellino: “Io ho dei principi di educazione, di rispetto, che mi impongono di essere una persona che non vuole tanti discorsi. Io penso che il senso di appartenenza parte dall’avere grande rispetto di dove si è e con chi si è. L’educazione deve essere al primo posto. Se qualcuno mi sgarra sull’aspetto dell’educazione divento un sergente di ferro, se no anche a me piace la barzelletta, piace ridere, piace essere una persona normale. Su certe cose però non transigo: quindi la costruzione dell’Avellino passa attraverso questo, rispetto ed educazione. Questo è quello che esigo dai miei giocatori, rispetto ed educazione per tutti, non per me, per tutti. Quando mettiamo in campo questo siamo già avanti. Il mio obiettivo è cercare di fare tutto il possibile per esaltare tutto. Siamo partiti il 20 agosto, quindi mi dovete dare del tempo”.

Chiude la serie degli interventi l’ad della Sidigas Gianandrea De Cesare: “Cosa mi ha spinto? In pochissime parole: senso del dovere. Le motivazioni sono le stesse che ci spinsero a suo tempo a fare il basket: se si ha l’opportunità o anche semplicemente la fortuna di produrre un minimo di benessere, di lavoro, di occupazione, di ricchezza in generale su di un territorio, allora la ferma convinzione di tutti quanti noi che lavoriamo in Sidigas è che almeno una parte di questa ricchezza debba ricadere sul territorio dove è stata generata. Questo è il senso del dovere, questo è quello che ci ha spinto a farlo. Tutto qua. Obiettivi? Prima ancora dell’obbiettivo materiale del ripescaggio, del passaggio e così via l’obiettivo vero che ci siamo dati tutti quanti noi è semplicemente quello di sforzarci di fare le cose, non dico perbene, ma in maniera regolare. È un po’ l’obiettivo che ci demmo quando intraprendemmo l’avventura del basket. L’obiettivo è quello di fare le cose in maniera regolare dimostrando che anche ad Avellino, anche al Sud in generale, si possono fare le cose in maniera regolare né più né meno come in altre realtà. Questo è il primo obiettivo. Poi daremmo il massimo impegno per vedere di cogliere i migliori risultati possibile. Il budget è asservito a questo obiettivo. Il problema del Partenio-Lombardi ci riguarda in maniera indiretta ma possiamo dire di avere tutto l’interesse nel far sì che si possa giocare lì; sulla questione logo siamo consapevoli dell’importanza che esso ha per la piazza e stiamo lavorando per cercare di riaverlo il prima possibile”.

 

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