AVELLINO – Antonio Di Pietro ad Avellino per circa quaranta minuti incontra i cittadini presso i gazebo dell'Idv in via Dalmazia. Non entra nemmeno in sede dove era prevista una conferenza stampa, ma rimane in strada dove risponde fugacemente alle domande dei giornalisti e dei passanti.
Presenti anche due operai in agitazione dell'Irisbus di Flumeri. L'ex magistrato inizia subito col dire che il dialogo con il Pd non è interrotto, e che anzi è già in preventivo un incontro "con chi vincerà le primarie, per consolidare le nostre proposte. È una situazione dirimente in prospettiva dell'eventuale coalizione". Anche con l'Udc? "L'Idv non fa distinzione sulle sigle, il problema è la credibilità delle persone. In Sicilia non c'era possibilità, hanno sostenuto Lombardo, per l'Italia la differenza sta nel programma. Loro lavorano per un Monti dopo Monti".
"Siamo scomodi, è questa la nostra forza − dice del movimento, fiaccato dalle ultime vicende giudiziarie. "Come tutti voi, ho scoperto stamattina dai giornali che Maruccio (ex tesoriere laziale ndr) era malato del gioco. Siamo una forza di migliaia di persone, purtroppo abbiamo scoperto delle mele marce".
Al riguardo, Di Pietro paventa l’uso di una pratica per i futuri candidati simile alle “pubblicazioni di nozze”: “Abbiamo intenzione di correggere il tiro, i nostri possibili candidati dovranno poter essere valutati prima che i giochi siano fatti, è un dovere verso i nostri elettori. Il loro curriculum dovrà essere a disposizione di tutti, chi vorrà obiettare sarà libero di farlo”. Nonostante l’Idv sia ora più che mai al centro di una spirale negativa che lo da al di sotto del 4% (fonte YouTrend.it) – tra defezioni, vicende giudiziarie e l’isolamento ricevuto dalle altre forze del centrosinistra – Di Pietro ostenta sicurezza e prova a limitare i danni: “Ultimamente abbiamo vissuto sulla nostra pelle vicende anche gravi, che ci fanno perdere credibilità. Ma il partito è forte e saprà reagire, ne uscirà rafforzato”. Su Donadi e Formisano, freschi di abbandono, il leader esprime semplicemente “rispetto per la loro scelta”, e si ferma qui.
Altro tema caldo è l’approvazione della pena che prevede fino a un anno di carcere per i giornalisti che diffamano votato martedì da Palazzo Madama. Interrogato dalle telecamere del Tg5, Di Pietro ritiene che la possibilità del carcere vada abolita assolutamente, “nonostante io sia tra le persone più diffamate da Sallusti e dal Giornale. L’idea stessa che l’informazione possa essere imbavagliata dalla paura rende meno libero un paese che si definisce democratico. Crediamo che il ripristino della verità della notizia sia la strada da perseguire”.
Richiesto di un parere sulla diatriba tra Irpinia e Sannio, ribadisce "il sostegno dell'Idv all'abolizione di tutte le Province, non si può scegliere come coi fiori quelle che piacciono di più. Un'operazione che ha dell'illecito, se non del criminale". Infine, a colloquio con i due operai Irisbus, sottolinea la necessità che la magistratura si muova per bloccare gli autobus che circolano in situazioni di insicurezza in relazione ai parametri inquinanti dei mezzi. “Occorre rilanciare un piano di mobilità pubblica ma – precisa – attenzione alle illusioni di quegli imprenditori cuscinetto che servono solo a scaricare responsabilità”. Una toccata e fuga quella del leader molisano che ha proseguito per un altro incontro a Salerno.
