ROMA – “Non mi è chiarissima l’idea di Europa alla quale si fa riferimento. Nella manifestazione che è stata fatta sabato a Piazza del Popolo è stato richiamato da moltissimi partecipanti il manifesto di Ventotene. Ora io spero che in realtà tutte queste persone non abbiano mai letto il manifesto di Ventotene perché l’alternativa sarebbe francamente spaventosa. Però, a beneficio di chi ci guarda da casa e di chi non dovesse averlo mai letto, io sono contenta di citare testualmente alcuni passi salienti del manifesto di Ventotene.
Cito, primo: la rivoluzione europea per rispondere alle nostre esigenze dovrà essere socialista. E fino a qui vabbè. La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso, non dogmaticamente caso per caso. Nelle epoche rivoluzionaria in cui le istituzioni non debbono già essere amministrate ma create, la prassi democratica fallisce clamorosamente. Nel momento in cui occorre la massima decisione e audacia i democratici si sentono smarriti non avendo dietro uno spontaneo consenso popolare ma solo un torbido tumultuare di passioni, la metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria. E il manifesto conclude che esso, il partito rivoluzionario, attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto non da una preventiva consacrazione da parte dell’ancora inesistente volontà popolare, ma nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna, dà in tal modo le prime direttive del nuovo ordine, la prima disciplina sociale alle nuove masse, attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo Stato e a attorno a esso la nuova democrazia. Non so questa è la vostra Europa ma certamente non è la mia”.
Così ha concluso il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il suo intervento di replica alla Camera dei deputati a seguito della discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 20-21 marzo 2025.
Fonte: governo.it
