AVELLINO – « La stagione commissariale è di per sé un evento traumatico, previsto dallo stesso legislatore come estrema ratio. Non possiamo venir meno al mandato che i cittadini ci hanno conferito. Non ci verrebbe perdonato. È giunto il momento di voltare pagina, di chiudere una fase dolorosa e vergognosa per la città. Dobbiamo aprire una nuova stagione in cui la politica si faccia carico delle istanze dei cittadini. Avellino non si può fermare, Avellino deve andare avanti. Da sindaco eletto dagli avellinesi, da amministratore coscienzioso e responsabile che ha scelto di mettersi al servizio di questa città chiedo ai consiglieri responsabili, ai partiti, ai consiglieri regionali e ai politici irpini di non sprecare questa storica opportunità e di scongiurare che Avellino ricada nelle condizioni del post-terremoto. È il momento della responsabilità, Avellino ha bisogno del vostro contributo, del nostro contributo. Sono pronta a stringere un patto per la città, un patto per Avellino, che duri il tempo necessario per onorarlo. Per la sua crescita e la buona amministrazione e per il presente di tutti gli avellinesi. Un patto che ci veda insieme protagonisti».
È un passaggio della conferenza stampa della sindaca di Avellino, Laura Nargi, convocata questo pomeriggio per fare il punto della situazione venutasi a creare all’indomani della bocciatura del rendiconto di gestione 2024 nell’ultima seduta dell’assise cittadina, quella di mercoledì scorso.
«C’è una città che non può aspettare ma che – ha sottolineato il primo cittadino – è rimasta attonita e spiazzata per quanto avvenuto incomprensibilmente negli ultimi mesi e che è stato, ahimè, cristallizzato inequivocabilmente nell’ultimo Consiglio comunale. Cosa è accaduto? È accaduto che una parte consistente della mia maggioranza ha scelto di votare contro se stessa, a dispetto di tutto ciò che questo voto avrebbe comportato di negativo sì per l’amministrazione in carica ma soprattutto per la città, per Avellino, per gli avellinesi. Voglio ricordarlo, è accaduto sulla base di motivazioni lacunose e modalità decisamente poco ortodosse dal punto di vista istituzionale. Voglio ricordare a me stessa e a voi che un consuntivo non rappresenta un atto politico in quanto non è un atto di programmazione, ma è un atto che serve a certificare il risultato di gestione finanziaria.
È dunque evidente che il voto contrario al bilancio è stato utilizzato da parte della mia maggioranza per sfiduciarmi e dall’opposizione, che si compone di varie anime, per esprimere un giudizio negativo su di un percorso e su di un modo di amministrare del mio predecessore. Oggi se qualcuno si attendeva, si attende da me le mie dimissioni resterà deluso. Io sono stata scelta dall’investitura dei cittadini che, voglio ricordarlo, scelgono liberamente e democraticamente il sindaco della città. Quindi ritengo di dover andare avanti per Avellino ponendo al tempo stesso fine alla stagione dei personalismi, della smania di potere e protagonismo. Con la parte di maggioranza che ha votato contro non ci saranno le condizioni per assicurare la stabilità amministrativa e una leale collaborazione. Questo è il momento della politica, una politica che è mancata in questi anni».




