AVELLINO – “Avellino ci guarda. Io sono emozionata nel vedere tutti i dirigenti al fianco della città, al fianco di tutti noi. Abbiamo lavorato incessantemente in quest’anno. Questa amministrazione è stata osteggiata dal primo minuto. Vi ho chiesto scusa, ho chiesto scusa alla città. Arrivo a questo momento serenamente perché ho lavorato, ho lavorato per tenere unita una maggioranza, ho lavorato per la città. Non sto qui a fare l’elenco delle cose fatte. Questa amministrazione ha avuto difficoltà, ad un certo punto si è fermata perché si è interrotto il dialogo con un certo modo di fare politica. Dobbiamo riprendere il rapporto con i cittadini e insieme immaginare di costruire la città del futuro, una città che possiamo ancora salvare, una città che andrebbe nel baratro senza una guida. La gente in questi giorni mi supporta e mi dice: non ci abbandonare. Il mio appello è ancora vivo per raggiungere quei risultati che la città vuole e vi chiedo di rivedere le vostre coscienze perché qui non si sta votando una persona ma un bilancio consuntivo che farà affossare o rinascere Avellino”.
Queste la parole della sindaca Laura Nargi prima del voto in Consiglio comunale di questo pomeriggio sul rendiconto 2024 che ha fatto registrare solo 15 voti a favore e 18 contrari (tra cui, oltre che dell’opposizione, quelli dei consiglieri di maggioranza dei gruppi Davvero e Viva la libertà facenti capo all’ex sindaco Festa da poco rinviato a giudizio per i reati contestatigli dalla procura della Repubblica di Avellino nell'ambito dell'inchiesta Dolce vita).
Si chiude così anzi tempo l’amministrazione insediatasi poco più di un anno fa e messa letteralmente alle corde da una serie di forti contrapposizioni soprattutto all’interno della maggioranza e dai gruppi facenti capo all’ex sindaco impegnato a voler imporre a tutti i costi la propria linea.
Ora sarà avviata quanto prima la procedura di decadenza dell’attuale sindaco e della sua giunta con la conseguente nomina di un commissario straordinario che dovrà amministrare fino a quando non ci saranno nuove elezioni, probabilmente nella primavera del prossimo anno.
Qui di seguito un po' di cronaca dei lavori del Consiglio con i vari interventi:
Nicole Mazzeo (Coraggio per Avellino): "È passato più d’un anno in cui è stata eletta una donna per la prima volta sindaco di Avellino. Coraggio per Avellino darà il proprio voto favorevole. Di coerenza e di orgoglio abbiamo fatto un motivo di vanto. Oggi distruggere un’amministrazione è l’unico obiettivo finale. Non avvenga più ciò che è successo all’amministrazione Nargi".
Amalio Santoro (Con Gengaro sindaco): "Dovremmo rendicontare il rendiconto, un disavanzo di oltre 27 mln di euro, in quei numeri c’è la deriva di questi anni, frutto di scelte, improvvisazioni, una politica senza responsabilità. L’appello del vescovo non va lasciato cadere così: chiunque è in difficoltà va sostenuto. L’elemento debole non è il sindaco, il debole vero è la comunità. Abbiamo dovuto assistere ad un lungo braccio di ferro che si consuma nella maggioranza. La politica si gioca tutta sull’argomento, sulla capacità di persuasione".
Antonio Aquino (M5S): "La serietà e la trasparenza devono essere i capisaldi dell’azione amministrativa. Non è stato aperto nessun tavolo di lavoro su questo governo di salute pubblica. In campo una maggioranza incapace di dare una visione, che continua a perdere tempo, dinanzi a problemi che sono reali e concreti. Il rendiconto è un elemento fondamentale che dimostra come sono state utilizzate male le risorse per la città. Il M5S prende le distanze da tutto questo".
Luigi Mattiello (Siamo Avellino): "Un disavanzo che è migliorato e che sta diminuendo. È l’unica amministrazione che ha sottoposto quattro questionari, ha recepito opinioni, pareri da parte della cittadinanza. Se non si approva questo rendiconto, lo dovrà approvare il commissario".
Sergio Trezza (Patto civico per Avellino): "Non conosco enti in Italia che godano di attivo. Sono abituato ad una politica del fare, che dà risposte alla città. Chi ama la città non permette che arrivi un commissario, il consigliere deve stare in mezzo alla gente, la città è dell’intera comunità. Cerchiamo di portare avanti i problemi, come quello per il centro autistico, bisogna dare risposte ai cittadini. Il Pd? Siete diventati un partito intellettuale, aristocratico, persone che amano poco la città. Il sindaco ci ha chiesto di dargli una mano, mettiamo da parte l’orgoglio. È una città abbandonata, è stato un anno di inciuci e pettegolezzi".
Enza Ambrosone (Pd): "Non nascondo il tormento di questi giorni, di chi si è interrogato più volte. Il Pd non è il Pd che si è allontanato dai problemi di questa città, è l’unico partito che ha consumato in pubblico il suo dibattito, non sottraendosi mai al ruolo che ha conquistato con le elezioni del maggio scorso. La politica è l’arte dell’oratoria, del convincimento, di spiegare in pubblico le proprie linee. Lei, sindaca, ha fatto un errore: si è fidata troppo. La città non è fatta di buoni e cattivi, di periferie e centro, di popolo e borghesia. In questo lungo anno hai accettato cose che nessun altro avrebbe accettato. Il tuo interlocutore aveva deciso di fare tutt’altro. Siete voi che dovete dire il motivo per cui state sfiduciando la vostra sindaca dicendo no al bilancio che è opera del vostro Mentore, del vostro deus ex machina".
Gerardo Melillo (Forza Avellino): Oggi è il tempo di capire fino a che punto ci laviamo le mani lasciandole nelle mani del commissario. Non capisco questa fretta nel liquidare questa amministrazione. Noi abbiamo sempre sostenuto questa amministrazione fin dal ballottaggio. Sono per una città che deve essere amministrata da chi è stato eletto. Mi appello alla responsabilità politica di tutti noi.
Nicola Giordano (Pd): "Noi abbiamo votato no in maniera responsabile perché il bilancio è frutto di scelte sbagliate. La responsabilità è di chi ha votato questa amministrazione. È fallito un progetto politico, ma le basi non possono essere queste. La città deve essere difesa laddove è stata offesa. La responsabilità delle scelte era la vostra. Ora dobbiamo scrivere una storia nuova per questa città, una storia di responsabilità".
Luca Cipriano (Pd): "Per Avellino è questa l’ora più buia, l’ora della resa dei conti, la fine di una storia drammatica con un percorso iniziato sei anni fa. Si è consumata una guerra di posizione, di potere. Noi siamo rimasti dove l’elettorato ci ha collocato. Se stasera la città di Avellino non avrà più un sindaco è perché una parte di quella maggioranza ha cambiato idea. Questa comunità da sei anni è ostaggio delle vicende politiche e giudiziarie dell’ex sindaco Festa. Noi votiamo un bilancio pieno di slogan, una lunga serie di fesserie dalle quali siamo stati sommersi nei lunghi anni di Gianluca Festa. Lei, sindaco Nargi, ha il dovere di archiviare questa pagina buia della storia di questa città".
Giuseppe Giacobbe (Moderati e riformisti): "Io voto a favore del rendiconto. Stiamo esagerando nel parlare. Nargi va a casa o non va a casa? Non possiamo cedere la città ad un commissariamento. Sarà un anno di sacrifici, di immobilismo. Dobbiamo dare il voto alla nostra sindaca".
Antonio Bellizzi (Con Gengaro sindaco): "Probabilmente il commissario è un fallimento, ma il fallimento è di chi non è riuscito a governare la città, a dare risposte alla comunità. Il nostro voto è contrario, voto contrario alle politiche di Festa".
Per un quadro completo delle varie posizioni assunte questa sera nell’assise cittadina proponiamo il video dei lavori.
